Nuove sale con capolavori mai esposti, riapertura in grande stile per gli Uffizi

Cambia e snellisce il sistema di ingressi: biglietti ed entrata dalla parte del complesso vasariano più vicina all’Arno

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lunedì 03 maggio 2021 18:14

Tredici nuove sale dedicate ai grandi della pittura fiorentina, emiliana e romana del Cinquecento; una quattordicesima nuova sala, speciale “assaggio” degli spazi che presto accoglieranno gli autoritratti degli artisti; una rivoluzione all’ingresso, con una nuova biglietteria, un nuovo sistema di accesso e ampi spazi di accoglienza nella parte del complesso vasariano più vicina all’Arno. Riapre così domani mattina, martedì 4 maggio, dopo l’ultima chiusura durata oltre due mesi, la Galleria degli Uffizi di Firenze.

 

Complessivamente, una crescita per il museo di oltre duemila metri quadrati, con 14 nuove sale traboccanti di opere d’arte al primo piano della Galleria e 22 locali al piano terreno adibiti a varie funzioni di ingresso e servizi.

 

Le nuove sale, finora utilizzate per mostre temporanee oppure chiuse, con un cambiamento nel percorso di visita del museo, accolgono i visitatori in arrivo dal secondo piano attraverso la scala Buontalenti o l’ascensore situati tra la sala di Leonardo e quella di Michelangelo-Raffaello a metà del Corridoio di Ponente (non si passerà dunque come fino ad ora dallo scalone dei Lanzi, accessibile dal fondo dello stesso corridoio). 

 

Nei nuovi ambienti le opere non sono più esposte in maniera sequenziale lungo la direttrice del corridoio. L’allestimento è protetto da vetri di ultimissima generazione, praticamente senza rifrangenza: questa novità tecnica permette di avvicinarsi a pochi centimetri dalla superficie dei dipinti e delle sculture, senza avvertire barriere ottiche e senza far scattare fastidiosi allarmi. 

 

Si è data una nuova importanza alle scuole extra toscane: per il Cinquecento romano la tela con la sublime “Morte di Adone” di Sebastiano del Piombo può finalmente essere di nuovo vista a un’altezza che permette di apprezzare ogni dettaglio. Nella sala accanto stanno due recentissimi acquisti degli Uffizi, i dipinti di Daniele da Volterra, stretto seguace di Michelangelo, raffiguranti la Sacra Famiglia con Santa Barbara e l’Elia nel deserto

 

Un altro acquisto prestigioso viene esposto per la prima volta, nelle sale dedicate all’arte emiliana: è la tela raffigurante Omero e l’enigma dei pidocchi di Bartolomeo Passerotti, pesarese attivo a Bologna, eseguito per il fiorentino Giovanni Battista Deti. Un capolavoro indiscusso del Manierismo emiliano è la celebre Madonna dal collo lungo di Parmigianino, ora sulla parete di fondo di una sala raccolta e profonda. L’arte emiliana continua nelle sale accanto, con Dosso Dossi e seguaci, nonché con uno stupefacente “camerino” che accoglie i dipinti dei maggiori artisti di Ferrara incastonati sulle pareti come gioielli. Questo ha comportato un nuovo assetto della stanza “rossa”, dove essi si trovavano prima, immediatamente prima della sezione dedicata a Caravaggio e ai pittori caravaggeschi. Li hanno sostituiti opere della pittura lombarda e lombardo-veneta del Cinquecento: vi si può ora ammirare una luminosa e tizianesca Cena in Emmaus recentemente attribuita a Simone Peterzano, maestro di Caravaggio. 

 

L’arte toscana viene resuscitata dal nuovo allestimento, che vanta una novità sensazionale: il San Giovanni Battista di Rosso Fiorentino, uno dei capiscuola del manierismo a Firenze (e Oltralpe), parte del lascito del professor Carlo Del Bravo, donato agli Uffizi nel luglio 2020. Il percorso glorioso del primo Cinquecento toscano si mostra con visuali nuove, allo stesso tempo teatrali e filologiche: la Madonna delle Arpie di Andrea del Sarto è presentata su una sorta di altare in pietra, mentre voltandosi a sinistra si vede nella stanza accanto, inquadrato dallo stipite in pietra serena della porta, l’Angelo che suona il liuto di Rosso Fiorentino, una delle icone più amate e più riprodotte degli Uffizi. A destra si apre un’altra stanza dove la Visitazione di Mariotto Albertinelli è esposta in maniera da ricostruire l’assetto originale della pala d’altare, con la predella al di sotto della tavola principale. Ammirata questa sala dedicata alla prima Maniera fiorentina, si entra poi in quella con le opere di Andrea del Sarto, e da qui si passa alla stanza che contiene la rassegna dei dipinti di Pontormo e Rosso Fiorentino. Dal fortissimo di questo spazio si passa all’andante moderato di due spazi adiacenti, con opere più pacate, ancora di Pontormo, Andrea del Sarto, ma anche di Bachiacca, Granacci, Puligo, che illustrano l’atmosfera a Firenze nei primi decenni del Cinquecento, e il corridoio d’ingresso dove si possono ammirare dipinti monocromi di Andrea del Sarto e Pontormo che ornavano i carri del carnevale del 1513. Una cesura preziosissima in questo festival di quadri e colori è il “Corridoio dei marmi”, uno spazio quasi silenzioso e di quiete, dalle tinte tenui, dove davanti a una lunga panchina sfilano rilievi antichi, alcuni dei quali mai esposti negli ultimi decenni.

 

I corridoi che nel precedente allestimento ospitavano anche grandi pale d’altare, sembrano invece gli spazi perfetti per ospitare la collezione degli autoritratti, che nel 1973 erano stati spostati nel Corridoio Vasariano ma che originariamente stavano agli Uffizi. Proprio in questi ambienti è previsto nel corso dell’anno un riordino della straordinaria collezione, iniziata nel Seicento dal Cardinal Leopoldo. Per annunciare l’inizio dei lavori è stata temporaneamente preparata una sala che ruota intorno alla statua del Cardinale, collezionista, la sua immagine scolpita nel 1667 dall’artista di corte Giovanni Battista Foggini domina l’ambiente, circondata da una selezione di autoritratti che in parte egli stesso aveva comperato: vi sono quelli di Sofonisba Anguissola, di Ludovico Cardi detto il Cigoli, del Bernini, di Carlo Dolci. E intorno una selezione di altri autoritratti, provvisoria, perciò cronologicamente varia: Angelica Kauffmann, Marc Chagall, Renato Guttuso, Adriana Pincherle, Yayoi Kusama, Tesfaye Urgessa, solo per segnalarne alcuni.

 

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Tutti noi dello staff degli Uffizi abbiamo preparato con cura questa riapertura che possiamo ben definire trionfale, e che sorprenderà il pubblico con una serie di capolavori finora mai visti ed altri ben noti, ma esposti in modo da riscoprirli nel loro significato più profondo. Da questa selezione emerge un’immagine nuova del collezionismo dei Medici, fin dall’inizio aperto a tutta l’Italia e oltre: gli Uffizi diventano una finestra aperta su un panorama artistico vasto e sorprendente. I Friends of the Uffizi Galleries hanno mostrato anche questa volta il loro amore per il museo, finanziando generosamente l’allestimento della sala del Parmigianino”. 

 

Con la riapertura cambia e si snellisce il sistema di accesso al museo. Grazie ai lavori di restauro e recupero di ampi spazi al pianterreno del museo nella parte del complesso più vicina al Ponte Vecchio, adesso il biglietto verrà erogato nelle sale dell’ala di Ponente, dove sorgerà anche un nuovo guardaroba per i gruppi; l’ingresso in Galleria si troverà dirimpetto, al pianoterra dell’ala di Levante: qui ci saranno i vari punti di accoglienza e un secondo guardaroba.

 

Nell’ala di Ponente, dunque durante il percorso, sono stati sistemati due ambienti con 18 nuovi bagni, elemento di fondamentale importanza per il comfort della visita. Nei sotterranei dell’ala di Levante, dove sono stati collocati i locali tecnici e gli spogliatoi per il personale della Galleria sono state restaurate anche le antiche scuderie medicee
 

 

 

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