Multi-utility toscana per l’aggregazione dei servizi pubblici locali, approvato il Documento Unico di Programmazione

Nardella: “Opportunità di sviluppo e rilancio economico senza precedenti”

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martedì 26 gennaio 2021 16:28

Avviato il processo per la realizzazione di una Multi-utility toscana che aggreghi le aziende che gestiscono i servizi pubblici locali.

 

Il Dup, 'Documento Unico di Programmazione', che è il principale strumento per la guida strategica e operativa del Comune e che rappresenta il presupposto necessario di tutti gli altri strumenti di programmazione, è stato portato in giunta dall’assessore al bilancio e alle partecipate Federico Gianassi, ed è stato approvato. Adesso dovrà essere approvato anche dal Consiglio Comunale.  

 

L’obiettivo del Comune di Firenze, insieme ad altre importanti amministrazioni municipali toscane come Prato ed Empoli, è realizzare un progetto aggregativo delle singole società di settore nel campo dei servizi pubblici locali, dei loro brand e del loro attuale presidio territoriale.

 

“La Multi-utility è un progetto strategico per tutta la Toscana - ha detto il sindaco Dario Nardella - che conferisce ai sindaci e dunque ai Comuni della regione un ruolo di primo piano, come garanti dell'interesse pubblico alla base di questa operazione. L'apertura al mercato in una cornice del genere permette quindi di ottenere benefici mai visti prima tenendo l'azienda legata ai nostri territori. Tutto questo si traduce in maggiori investimenti disponibili nei prossimi anni, progressiva riduzione delle tariffe, miglioramento del servizio e rafforzamento delle relazioni industriali locali e progressivo aumento dell'occupazione. In un momento economico e sociale così difficile a causa del Covid, un'operazione del genere rappresenta un'opportunità di sviluppo e rilancio economico senza precedenti”.

 

“Vogliamo superare frammentazione e ‘nanismo’ dimensionale nel campo dei servizi governati dagli Enti locali – ha spiegato Gianassi - valorizzando l’esperienza delle aziende operanti sul territorio, per conseguire valori economici-finanziari necessari alle nuove istanze e alle dinamiche di un mercato che, seppur in parte regolato, mantiene modelli di concorrenzialità significativi. Dobbiamo farlo per i nostri cittadini e per le nostre comunità che meritano un soggetto robusto in grado di fare molti investimenti e offrire servizi di alta qualità".

 

Il Comune di Firenze intende dunque procedere al riordino del sistema delle proprie partecipazioni nei servizi pubblici e avviare un processo di aggregazione verso la creazione di un’azienda capogruppo costituita e guidata dai Comuni.

 

La sfida, fa sapere il Comune di Firenze, è dare vita ad un grande soggetto industriale di dimensioni analoghe a quelle dei grandi gruppi nazionali dal dimensionamento ottimale anche per dialogare con il mercato dei capitali attraverso la quotazione in Borsa, con maggiore capacità finanziaria in relazione all’equity e capace di un maggior potere contrattuale per dotare i cittadini di un soggetto in grado di competere con le realtà più avanzate del Paese, una realtà che può rappresentare un acceleratore della transizione verso la Circular Economy dei modelli di business locali, stimolare e guidare la transizione energetica e dell’economia circolare.

 

“Tale ambizioso obiettivo può essere perseguito con la consapevolezza che occorre promuovere un partenariato tra realtà territoriali molto diverse i cui obiettivi travalicano nel tempo i cicli politici. Tale percorso si realizzerà tenendo saldamente ed irrevocabilmente fermo il controllo e la guida degli enti locali sulla nascente realtà, valorizzando le forme attive e privilegiate di partecipazione di cittadini, utenti e lavoratori” ha concluso Gianassi. Obiettivo è rendere il percorso rapidamente autonomo dai vincoli di partnership che, in particolare nella gestione dei servizi idrici, si è caratterizzata per un positivo e proficuo rapporto con Acea di Roma.

 

L’indirizzo all’Amministrazione e alle società partecipate interessate, contenuto nel Dup, è dunque quello di approfondire, e poi presentare al Consiglio per l’approvazione degli atti di pertinenza, il perimetro di aggregazione ritenuto ottimale, il modello di governance da implementarsi che tenga conto delle valutazioni economiche degli assets conferiti e conferendi e che assicuri adeguata interlocuzione e rappresentatività dei soci e dei territori di riferimento. Le scelte dovranno essere improntate al conseguimento dei maggiori investimenti sul territorio garantendo l’incremento del numero e della qualità dei servizi prestati con l’obiettivo di transitare verso un modello di economia circolare. 
 

Foto conferenza dicembre 2020

 

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