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Firenze, violenza sessuale e pornografia minorile: arrestato il capo di una setta

L'uomo, considerato 'il Diavolo', era a capo di una setta da lui creata

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mercoledì 03 giugno 2020 09:06

È ritenuto responsabile di aver ridotto e mantenuto in uno stato di profonda soggezione diverse persone, alcune delle quali anche minori, abusando della loro condizione di inferiorità psichica e approfittando di situazioni di vulnerabilità per compiere violenze sessuali. Così, un 23enne residente a Montemurlo, in provincia di Prato, qualificandosi come “il Diavolo”, si sarebbe messo a capo di una “setta satanica” da lui creata al fine di ottenere da ogni componente del gruppo la cieca obbedienza e totale accondiscendenza a qualunque sua richiesta mediante inganno, violenza e minacce.

 

Per questo motivo, la squadra mobile della Questura di Firenze e il servizio operativo centrale della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato di Roma hanno eseguito questa mattina, mercoledì 3 giugno, un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip di Firenze, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo toscano, a carico del 23enne indiziato di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, violenza sessuale e pornografia minorile nei confronti di più persone.

 

Le indagini erano iniziate nell’aprile del 2019 a seguito della segnalazione da parte della madre di due ragazzi e dell’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici. Gli inquirenti hanno assunto importanti informazioni dalle vittime ed eseguito complessi accertamenti tecnici sul traffico telefonico e sui profili social dell’indagato.

 

Il “Diavolo” avrebbe avuto capacità e poteri sovrannaturali e i suoi seguaci sarebbero stati entità non umane che, al fine di acquisire più poteri, sarebbero stati costretti a rituali di ogni genere, anche di natura sessuale. L’indagato avrebbe sottoposto i suoi adepti a una serie di domande su presenze estranee invisibili, quali vampiri e lupi mannari, al fine di convincerli a fare una specifica richiesta al diavolo mediante la stipulazione di un patto in ragione del quale gli dovevano essere fedeli e mantenere il segreto per evitare disgrazie e sofferenze a sé stessi e alle proprie famiglie. Per dimostrare di essere immortale il 23enne si sarebbe addirittura fatto stringere il collo con le mani da un fidato appartenente al gruppo per poi cadere a terra fingendosi morto fino a quando non si sarebbe rialzato rimettendo a posto l’osso del collo e la trachea.

 

Il giovane a capo della setta avrebbe inoltre asserito che ogni persona che si avvicinava al gruppo e seguiva i suoi precetti poteva acquisire gli stessi suoi poteri sovrannaturali attraverso una serie di rituali, riporta una nota della Questura di Firenze: premere con forza il proprio indice sul loro occhio; dare morsi sulle braccia con fuoriuscita di sangue; afferrare la testa premendo forte sulle tempie; imporre di inalare incensi e cristalli; farsi inviare tramite Whatsapp immagini di corpi nudi facendo credere che le foto sarebbero state viste da un’entità cibernetica denominata “Hydra”; costringerli con violenza fisica e minacce di morte, rivolte anche ai loro familiari, a compiere e a subire rapporti sessuali di vario tipo.

 

Gli adepti, anche minorenni, versavano in condizioni di totale sudditanza nei confronti dell’indagato. Molte vittime venivano attratte dalla promessa di sbloccare le loro potenzialità e risolvere i loro problemi di isolamento, solitudine finanche, talvolta, di depressione.


Foto di repertorio

 
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