Firenze, una coppia dona 11 nuovi letti al presidio di Villa Donatello

La coppia ha chiesto di rimanere anonima

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martedì 26 maggio 2020 15:25

Hanno donato 30mila euro senza clamore o annunci, chiedendo solo l’anonimato. Una coppia russa, che  ha scelto il Chianti come seconda casa, ha permesso alla Fondazione Santa Maria Nuova Onlus di acquistare 11 nuovi letti attrezzati per  Villa Donatello, la struttura fiorentina concessa da Unipol in comodato gratuito alla Asl e riattrezzata per fornire ai malati Covid le cure intermedie post ospedaliere. 

 

Alla consegna, avvenuta ieri, sono intervenuti il sindaco di Firenze Dario Nardella, l’assessore comunale alla Sanità, Andrea Vannucci, il presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus, Giancarlo Landini,  il direttore Società della Salute di Firenze, Marco Nerattini, e Lorenzo Baggiani, coordinatore sanitario Firenze Asl Toscana centro


"Ringraziamo di cuore i donatori che hanno permesso di rafforzare questo importante presidio, strumento fondamentale nella lotta alla pandemia - commenta il presidente Landini - Le cure intermedie per malati Covid  in fase sub-acuta  e in convalescenza coprono una carenza del territorio e ci auguriamo possano rimanere anche in futuro. Un grazie anche ai tanti che con i loro contributi hanno permesso di aprire questo tipo di presidio, a Unipol che ci ha dato la struttura in comodato e al sindaco per il suo interessamento. Villa Donatello è un altro tassello della sanità fiorentina che ci permette di costruire una rete efficace tra ospedale e territorio”.

 

“Villa Donatello è stata temporaneamente riaperta grazie a una collaborazione molto preziosa dell’azienda Unipol - hanno detto il sindaco Dario Nardella e l'assessore a Welfare e Sanità Andrea Vannucci - , proprietaria dell’immobile, e con un grande lavoro di allestimento e di coordinamento di predisposizione dell’Asl Toscana Centro. Un bel lavoro di squadra che ci permette di avere un vero e proprio polmone di supporto per tutti i pazienti in via di negativizzazione". "Questa struttura può essere immaginata anche  in una funzione pubblica differente in futuro - hanno continuato -. Intanto è estremamente utile per seguire tutta la fase di discesa della curva di contagio e di uscita dei pazienti da una situazione di cura intensiva o sub-intensiva a una situazione di normalità. Ringrazio tutti i medici impegnati in questo ambito, anche per il contributo di riflessione che stanno dando sul ruolo della sanità del territorio e sulla continuità socio assistenziale".

 

"È fondamentale che il Comune, con la Società della salute, con le Case della salute, con l’Asl e le aziende ospedaliere  facciano un lavoro di grande coordinamento - hanno aggiunto Nardella e Vannucci -, nel quale sia chiaro chi fa cosa. È altrettanto necessario dare un ruolo centrale alla sanità di prossimità che serve proprio ad assorbire tante problematiche che altrimenti si riversano nelle strutture ospedaliere, costringendo gli ospedali a svolgere un ruolo improprio e molto costoso".  "Dobbiamo preservare gli ospedali - hanno concluso il sindaco e l'assessore - come se fossero le retrovie preziose per intervenire in ambito specialistico e chirurgico. E dobbiamo utilizzare la prima linea, che è appunto il territorio, e qui valorizzare le professioni presenti".

 

 

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