Campi Bisenzio, sequestri per 6 milioni per fatture false

Campi Bisenzio
20/11/2019

La strategia sarebbe stata adottata per evadere il fisco

Nella giornata di ieri, martedì 19 novembre 2019, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze, Dott.ssa Agnese Di Girolamo, hanno dato esecuzione di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di conti correnti, beni mobili e immobili fino alla concorrenza della somma di 6 milioni di euro, nella disponibilità di una ditta di Campi Bisenzio, della sua titolare e di altri due co-gestori e amministratori di fatto, ritenuti responsabili di aver utilizzato fatture false per evadere il Fisco.


L’indagine, coordinata dal Dott. Fabio Di Vizio, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Firenze, e condotta dai Finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Firenze, trae origine da una verifica fiscale a una ditta individuale, facente capo a un soggetto di etnia cinese, operante nel settore della produzione di borse e accessori in pelle per conto di una famosa griffe operante su tutto il territorio mondiale, risultata estranea ai fatti.


In particolare, le attività esperite nel corso della verifica hanno evidenziato due distinte condotte da parte della titolare, accomunate dallo scopo di diminuire i ricavi dichiarati al Fisco derivanti dalla produzione di borse e accessori in pelle: da una parte l’indagata ha registrato in contabilità costi superiori a quelli effettivamente sostenuti; dall’altra si è rivolta a soggetti economici “esistenti”, ma che di fatto non hanno mai operato, “commissionando” l’emissione di fatture per operazioni mai avvenute. Così riferisce la Finanza.


I Finanzieri del Gruppo di Firenze hanno rapportato i fatti alla Procura della Repubblica di Firenze, che ha delegato ulteriori accertamenti di polizia giudiziaria, a seguito dei quali è stato evidenziato il ruolo attivo nella gestione della ditta individuale di altri due soggetti, parenti dell’indagata, che è sempre rimasta la “dominus” di fatto della ditta. Per tali motivi è stata richiesta, all’Autorità Giudiziaria, l’adozione della misura del sequestro preventivo per equivalente per l’ammontare complessivo delle imposte evase. Il G.I.P., Dott.ssa Agnese Di Girolamo, accogliendo le richieste del Pubblico Ministero procedente, ha emesso apposito decreto di sequestro preventivo, nei confronti dei tre indagati, fino a concorrenze dell’importo di più di 6 milioni di euro, da eseguirsi sulle somme di danaro percepite/risparmiate presenti sui c/c, sulle cassette di sicurezza nonché sui beni mobili ed immobili.


Le attività esperite hanno portato, allo stato, al rinvenimento e contestuale sequestro di diversi beni, di 6 autovetture, di cui 4 di lusso, denaro contante per un valore superiore ai 100.000 euro, preziosi di varia natura, 25 monete d’oro, lingotti e statuette. I finanzieri hanno proceduto anche al sequestro di una villa, costituita da 2 immobili, del valore di circa mezzo milione di euro nella disponibilità di uno degli indagati tramite prestanome.
 

(immagine di repertorio)

 

 

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