Maglificio Sociale, al via la formazione per nove donne disoccupate
Il progetto di Rifò e Manusa prevede un corso di 180 ore con indennità di partecipazione. Due partecipanti saranno assunte dalla cooperativa all’inizio del nuovo anno
martedì 13 ottobre 2026 12:08
Nove donne disoccupate seguiranno un corso di 180 ore nel rimaglio e nel rammendo, con un’indennità di partecipazione e due assunzioni previste al termine del percorso. È la prima fase del Maglificio Sociale, il progetto promosso da Rifò e dalla Cooperativa Sociale Manusa, presentato il 12 ottobre al Maglificio Diana.
Il percorso è rivolto a donne in condizioni di fragilità. Con l’inizio del nuovo anno, due partecipanti saranno assunte da Manusa, mentre le altre saranno orientate verso le aziende del distretto tessile di Prato e Pistoia.
La formazione coinvolge sei maglifici del territorio: FMF, ITES, Anapurna, Maglificio Bartolini, Bonaparte e Maglificio Diana, che ospita il corso. Le aziende mettono a disposizione personale esperto, competenze e macchinari. Secondo i promotori, il progetto risponde anche alla progressiva diminuzione delle figure specializzate nel rimaglio e nel rammendo.
La seconda fase prevede l’attività del Maglificio Sociale nella sede di Manusa a Pistoia, in via dei Salici 5. A regime, il gruppo sarà composto da un tutor sociale, due maestri artigiani esperti e due persone appena formate. Il progetto indica come obiettivi la lavorazione di oltre 100mila capi all’anno e la creazione di almeno cinque nuovi posti di lavoro stabili entro il 2027.
Il sostegno finanziario iniziale ammonta a 125mila euro, attraverso i contributi di Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Gucci e Rifò. Adecco, Intrecci Cooperativa Sociale e Fondazione Opera Santa Rita partecipano alla selezione, all’orientamento e alla formazione. L’iniziativa ha il patrocinio dei Comuni di Prato e Pistoia.
"Non si tratta di un’iniziativa astratta, ma di un riscontro tangibile a un’offerta lavorativa reale e fortemente richiesta dal mercato", spiega Niccolò Cipriani, fondatore di Rifò. Per Cipriani, il progetto può inserirsi direttamente nella filiera produttiva, coniugando inclusione lavorativa e produzione di qualità.
"Il gruppo delle partecipanti ci racconta storie di vita diverse tra loro ma unite da una grande voglia di riscatto", sottolinea Silvia Gentili, presidente di Manusa. La collaborazione con Rifò, aggiunge, offre un’opportunità concreta per generare lavoro per persone fragili, con particolare attenzione alle donne.
