Aspettando il Verde, le poesie sui semafori di Firenze
Il progetto di Saverio Ponticelli, giardiniere a Boboli e autore di due raccolte
sabato 10 ottobre 2026 09:55
l semaforo è rosso. Si aspetta. E quasi senza pensarci la mano finisce in tasca a cercare il telefono. Ma a Firenze, davanti ad alcuni semafori, potrebbe esserci qualcos'altro su cui fermare lo sguardo: una poesia.
È l'idea di Aspettando il Verde, il progetto nato quattro anni fa da Saverio Ponticelli, 30 anni, autore di due raccolte di poesie e giardiniere al Giardino di Boboli. Pochi versi stampati su piccoli adesivi e attaccati ai semafori, da leggere aspettando che scatti il verde.
L'idea nasce proprio guardando la street art per le strade di Firenze. "Soprattutto Clet", racconta Ponticelli, che degli interventi dell'artista francese sui cartelli stradali apprezza in particolare i colori e il minimalismo.
Poi la scelta dei semafori. "Avevo letto che Firenze ne aveva un sacco". Il ricordo non era sbagliato: nel 2017 in città si contavano 3.682 lanterne semaforiche, circa una ogni cento abitanti. "Di base scrivo poesie per sfogo, per necessità", racconta Ponticelli.
Portarle sui semafori significa però farle uscire dalla dimensione personale e metterle davanti agli occhi di chi passa. "Di base voglio creare intrattenimento, che per me è importantissimo. Invece di stare con il telefono in mano si legge una poesia breve o si guarda un'immagine inserita in un contesto urbano".
E nel frattempo Aspettando il Verde sta cambiando. Non ci sono più soltanto poesie: negli ultimi tempi Ponticelli ha cominciato a utilizzare lo stesso formato anche per immagini, sempre inserite nel contesto urbano.
Gli adesivi, inoltre, non sono riservati alle sue parole. "Voglio sensibilizzare le persone non solo con le mie poesie. Le persone possono inviarmi le loro e le vedranno attaccate con il mio format".
Aspettando il Verde diventa così anche uno spazio aperto ai versi degli altri.
Per ora gli adesivi si incontrano soprattutto nella zona dello Statuto, ma Ponticelli vuole portare progressivamente il progetto nel resto della città. Firenze, del resto, di semafori non sembra essere a corto.
