RSA Le Civette, proroga fino a giugno 2027: l’aggiornamento di Palagi e Palandri

Ritirata la procedura di licenziamento collettivo per 26 lavoratrici e lavoratori

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venerdì 09 ottobre 2026 11:35

L’appalto della RSA pubblica Le Civette di San Salvi è stato prorogato fino al 30 giugno 2027 e Proges ritira la procedura di licenziamento collettivo per 26 lavoratrici e lavoratori. Lo riferiscono Dmitrij Palagi e Lorenzo Palandri di Sinistra Progetto Comune, citando le informazioni diffuse dai sindacati e dalla stampa sull’accordo firmato il 7 ottobre all’Unità di crisi della Regione Toscana. Secondo quanto riportano, i diciannove ospiti non dovranno lasciare la struttura il 31 dicembre.

 

Un aggiornamento che arriva dopo settimane di mobilitazione. A settembre, l’ipotesi di chiusura era approdata in Consiglio comunale e Proges aveva avviato la procedura di licenziamento, indicando la fine della propria attività dal 1° gennaio 2027. Il presidente del Quartiere 2, Michele Pierguidi, aveva chiesto al Comune di opporsi alla chiusura. 

 

Palagi e Palandri definiscono l’accordo "un risultato sicuramente importante", riconoscendo il contributo del Comitato dei parenti, dei sindacati CUB Sanità, Cgil, Cisl e Uil, del Consiglio di Quartiere 2 e di chi ha sostenuto la mobilitazione. Riconoscono anche alla Giunta di aver difeso al tavolo la permanenza della residenza a San Salvi.
 

La proroga, però, riapre la questione del futuro dei servizi. I due chiedono che entro giugno la Società della Salute e l’Azienda sanitaria formalizzino un progetto, prima della nuova gara, per ripristinare i 40 posti autorizzati della RSA e riaprire gli inserimenti che, secondo i sindacati, risultano bloccati.
 

La richiesta comprende il centro diurno per persone con Alzheimer e altre demenze, che disponeva di quindici posti. Secondo la ricostruzione di Sinistra Progetto Comune, il servizio era stato chiuso "temporaneamente" nell’autunno 2023. Nell’aprile 2025 erano poi intervenute la comunicazione di cessazione e la decadenza dell’accreditamento regionale, per il mancato invio della verifica annuale.
 

"Non c’è mai stato un atto motivato che dicesse che quel servizio non serviva più, a quanto risulta dalle nostre verifiche e domande", sostengono Palagi e Palandri. Per riaprirlo chiedono di avviare subito le pratiche per una nuova autorizzazione comunale e un nuovo accreditamento regionale.


Gli utenti delle Civette sono stati trasferiti al centro Athena di Montedomini, dove, secondo i dati citati nel comunicato, l’occupazione è passata dal 31% del 2023 al 68% del 2025. Per Sinistra Progetto Comune, Athena deve restare aperto anche con il ripristino del servizio a San Salvi, così da aumentare l’offerta in città.
 

C’è poi il tema dei costi. Citando il bilancio di previsione 2026 di Montedomini, Palagi e Palandri segnalano che la nuova convenzione porta la quota sociale giornaliera da 43,76 a 62,50 euro, quando comprende trasporto e cena: un aumento di circa il 43%. È la parte sostenuta dagli utenti in base all’ISEE e dal Comune, mentre la quota sanitaria versata dall’Azienda resta, secondo il comunicato, a 40,52 euro al giorno.
 

I due chiedono infine lavori per lotti, senza svuotare la struttura, una clausola sociale piena per il personale e maggiore trasparenza sulle convenzioni. Richiamano anche la delibera 210 di febbraio che, secondo quanto riportano, include ancora Le Civette in un lotto da 25,6 milioni di euro, insieme ad Acciaiolo e La Chiocciola: "Il margine c’è ed è chiaro".



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