Spari all'ospedale di Prato, agente della penitenziaria interdetto dal servizio per 4 mesi

La misura emessa, come si apprende dalla Procura, per due delitti di falso commessi al fine di guadagnarsi l’impunità

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sabato 03 ottobre 2026 15:17

E’ stato interdetto dal servizio l’agente che ha esploso tre colpi di pistola all'ospedale Santo Stefano di Prato. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Prato, su richiesta della Procura di Prato, ha emesso un'ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’interdizione dall’esercizio del pubblico servizio di appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria per quattro mesi, nei confronti di un agente di polizia penitenziaria che risultava aver esploso tre colpi di arma da fuoco in pregiudizio di un cittadino marocchino di 22 anni all’interno della camera calda dell’ospedale di Prato.

 

Il fatto risale al 16 agosto 2026. Il 22enne era stato condotto in ospedale in quanto aveva riportato un lieve trauma cranico nelle fasi immediatamente successive all’arresto nei pressi della Casa Circondariale di Prato, per avere detenuto e ceduto - mediante cinque lanci dall’esterno del carcere in plichi della forma di palle da tennis - circa seicento grammi di Hashish e due telefoni cellulari a un detenuto Georgiano, nonché per il delitto di resistenza a  pubblico ufficiale.

 

La misura verso l'agente è stata emessa, come si apprende dalla Procura, per due delitti di falso commessi al fine di guadagnarsi l’impunità per il reato di tentato omicidio oggetto di provvisoria contestazione ai suoi danni.

 

La prima condotta di falso oggetto del provvedimento, come si legge nella nota diffusa dalla Procura pratese, è costituita dall’aver indotto in errore il medico in servizio presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Prato, al quale l’indagato si era rivolto, affermando di essere stato aggredito da un detenuto che aveva esploso un estintore e di aver avuto una colluttazione con quest’ultimo, portando il medico ad attestare il falso nel relativo referto, in modo da far risultare che aveva riportato una lesione al torace e al polso nella fase dell’aggressione con l'estintore, sebbene dagli elementi raccolti sia risultato che l’agente non abbia preso parte alla colluttazione relativa all’estintore, fatto che ha preceduto la fuga nella camera calda del pronto soccorso (come provato dalle immagini video acquisite e come sostenuto dal collega in servizio con l’indagato).  

 

La seconda è stata riconosciuta in quanto riportato nella redazione di una annotazione di servizio datata 17 agosto 2026, il giorno successivo agli spari, diretta al Comandante di Reparto della Direzione della Casa circondariale di Prato, poi trasmessa alla Procura, vale a dire di aver sostenuto falsamente di aver fatto esplodere due colpi di pistola verso l’alto e in direzione opposta a quella in cui si trovava il ferito, nonché di aver agito in tal modo avendo visto il caricatore della pistola sul pavimento e avendo il dubbio che l’arrestato avesse sottratto l’arma al proprio collega. Le immagini acquisite smentiscono, secondo il Gip, tale versione, ritenuta dal giudicante proiettata a ottenere l’impunità per il delitto commesso ai danni dell’arrestato magrebino.

 

Il Giudice ha reputato che la perdita del caricatore da parte del collega sia stata strumentalizzata ex post dall’agente per giustificare l’esplosione dei colpi che hanno ferito il soggetto affidato alla loro custodia, avendo egli appreso tale circostanza solo successivamente ai fatti. 

 

Sono state riconosciute esistenti le ragioni cautelari del pericolo di reiterazione di analoghi comportamenti criminosi in considerazione del fatto che le condotte di falso si collocano nell’immediatezza di un grave episodio di servizio, e perché appaiono funzionali a fornire una rappresentazione alterata dei fatti idonea a giustificare ex post l’uso dell’arma e ad accreditare circostanze favorevoli all’indagato. Le investigazioni si sono nutrire dell'apporto fornito dalla Squadra Mobile di Prato, che continua a collaborare proficuamente.

 

 

Immagine di repertorio

 

 

 
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