Funghi, in Toscana confermate le agevolazioni per la raccolta nei territori montani

La Regione mantiene le agevolazioni già previste e le estende ai Comuni inseriti nella nuova classificazione nazionale

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mercoledì 30 settembre 2026 10:53

La Toscana conferma le agevolazioni per la raccolta dei funghi nei territori montani, evitando che il recente cambiamento dei criteri nazionali per la classificazione dei Comuni possa penalizzare le comunità che ne hanno beneficiato finora.

 

La Giunta regionale ha approvato una delibera che definisce i territori da considerare montani ai fini dell’applicazione della normativa regionale sulla raccolta e il commercio dei funghi epigei spontanei, in attesa dell’adeguamento della legge regionale alle nuove disposizioni nazionali.

 

La scelta della Regione è di mantenere il riferimento ai Comuni individuati dalla precedente classificazione, ripresi nella legge regionale 68/2011, includendo anche quelli riconosciuti montani dal nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri n. 121 del 2026.

 

“Confermiamo i benefici per i territori già riconosciuti e inclusi quelli della nuova classificazione nazionale. Il cambiamento dei criteri nazionali non deve tradursi nella perdita delle agevolazioni per le comunità che ne hanno beneficiato fino a oggi”, spiega il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

 

Le agevolazioni riguardano in particolare i quantitativi e i costi per l’autorizzazione alla raccolta. I residenti nei territori montani potranno raccogliere fino a 10 chilogrammi di funghi al giorno nel proprio Comune di residenza, contro i 3 chilogrammi previsti ordinariamente. È inoltre prevista una riduzione del 50 per cento degli importi per l’autorizzazione: 6,50 euro per sei mesi e 12,50 euro per dodici mesi.

 

“Abbiamo voluto dare una risposta chiara proprio nel periodo della raccolta – dichiara l’assessore all’economia, al turismo e all’agricoltura Leonardo Marras, che ha proposto la delibera –. Per questo confermiamo il perimetro precedente e lo estendiamo ai Comuni che entrano nella nuova classificazione di comuni montani: è una scelta di attenzione verso i territori e verso un’attività che lega la fruizione del bosco alle tradizioni e all’economia locale”.

 

Il perimetro territoriale stabilito dalla delibera si applica anche alle disposizioni relative alle aree di raccolta riservata a fini economici, nel rispetto dei requisiti e delle autorizzazioni previsti dalla normativa regionale.

 

“Il ruolo dei Comuni sarà fondamentale per far arrivare informazioni corrette ai cittadini – conclude Marras –. Vogliamo assicurare un’applicazione uniforme delle disposizioni e accompagnare i territori in questo passaggio, tutelando le opportunità riconosciute alle comunità montane”.

 

Foto di repertorio

 

 
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