Che profumo ha Firenze? Cinque risposte arrivano da Pitti Fragranze
Dalla street art ai boschi toscani, fino alle monache delle Murate: le maison fiorentine portano alla Leopolda nuove fragranze, memorie personali e storie della città
domenica 13 settembre 2026 17:46
Firenze può avere l’odore della terra bagnata, dell’asfalto o di un giardino nascosto. Può nascere da un ricordo personale, evocare una storia quasi dimenticata oppure affidarsi alla vaniglia e a una freccia d’oro per aprire un nuovo capitolo.
Alla Stazione Leopolda, dove fino a domenica 13 settembre si tiene la 24esima edizione di Pitti Fragranze, la città entra nelle composizioni, nelle materie prime e nelle storie delle maison fiorentine presenti in fiera.
L’edizione 2026 riunisce oltre 290 marchi, per circa il 75 per cento provenienti dall’estero, e sceglie come tema la “Cura”. Tra le circa 220 nuove collezioni presentate trovano spazio anche cinque progetti nati a Firenze, diversi per storia e linguaggio ma accomunati dal rapporto con il territorio.
Farmacia SS. Annunziata 1561 porta alla Leopolda Street Art Fragrances, la linea lanciata nel 2026 che mette in dialogo la tradizione secolare della farmacia con l’arte urbana. Quattro artisti e altrettanti profumieri internazionali hanno lavorato insieme per trasformare opere e linguaggi della strada in composizioni olfattive.
La collezione comprende quattro extrait: Talisman, Urbex, Daphne e Malenuvole. Tra gli artisti coinvolti ci sono la fiorentina Carla Bru, alla cui opera è legato Urbex, ed Exit Enter, protagonista del progetto da cui nasce Daphne. Gli ingredienti classici si mescolano ad accordi meno consueti, dall’asfalto al fungo, fino alla mousse di cacao e al caramello salato. La Firenze raccontata dalla linea non è quella immobile delle cartoline, ma una città contemporanea, attraversata da segni e contaminazioni.
Parte invece dalla memoria AntiQua Firenze, progetto nato dagli oltre 45 anni trascorsi da Enzo Galardi nel mondo della profumeria. A raccontarlo a 055Firenze, tra gli stand della Leopolda, è lo stesso Galardi: tutta la linea rappresenta Firenze, ma soprattutto la sua vita. Ogni profumo nasce da un ricordo, un luogo o un’esperienza personale.
A Pitti Fragranze il marchio ha presentato Selva, ispirato ai boschi e alle colline che circondano Firenze. La composizione richiama la terra dopo la pioggia, la vegetazione spontanea e il calore del sottobosco. Si apre con erba fresca e terra bagnata, prosegue con fragolina di bosco, viola, gelsomino e narciso e si chiude su fieno, muschio e note legnose.
Più che una rappresentazione ideale del paesaggio toscano, Selva vuole restituire la sensazione di un luogo realmente vissuto. È il principio che attraversa tutta la produzione di AntiQua Firenze: la città e il territorio passano attraverso la biografia di Galardi, trasformando la memoria in profumo.
Guarda a una pagina più nascosta della storia cittadina Michele Marin Essenza, che alla Leopolda ha presentato Voile Blanc, “Velo bianco”, primo extrait de parfum della trilogia Florence à moi.
La fragranza si ispira alle monache di clausura conosciute come “le Murate”, dalle quali prende il nome l’attuale complesso di via Ghibellina. La loro esistenza separata dal mondo esterno diventa il punto di partenza per esplorare anche una dimensione intima e interiore del creatore. Non una ricostruzione storica, quindi, ma una lettura personale di Firenze e di uno dei suoi racconti meno conosciuti.
Voile Blanc è soltanto il primo dei tre sguardi sulla città previsti dalla collezione. La trilogia sarà completata con l’uscita di una nuova fragranza ogni sei mesi e mostrerà Firenze da tre prospettive differenti.
Dalla campagna a sud della città arriva Extra Virgo, maison fondata da Alex Postiglione insieme all’artista Letizia Ridomi. Qui il rapporto con Firenze passa soprattutto dalle materie prime: le fragranze vengono create al Castello di Montecucchi, dove sono coltivate anche molte delle piante utilizzate nelle composizioni.
Altri ingredienti e suggestioni provengono dai “giardini segreti” di famiglia sparsi in diverse parti del mondo. Botanica, profumeria e interesse per l’antropologia si incontrano così in un progetto che considera l’olfatto uno strumento per mettere in relazione le persone, la natura e i luoghi.
Pitti Fragranze segna infine un passaggio importante per una delle maison più conosciute della città. Lorenzo Villoresi presenta Vol d’Abaris, la prima creazione per la casa fiorentina firmata da Alessandro Villoresi, realizzata in stretta collaborazione con Lorenzo.
La nuova Eau de Parfum prende il nome da Abaris, figura della mitologia greca legata ad Apollo che, secondo il mito, volava su una freccia d’oro portando bellezza, grazia e poesia. Al centro della composizione si trova un estratto di vaniglia, circondato da fiori, note cipriate e musk.
Dopo l’università e gli studi di profumeria compiuti a Grasse, Alessandro Villoresi firma così il suo esordio creativo per la maison nata a Firenze nel 1990. Un debutto che prosegue il lavoro sulle materie aromatiche e sulla produzione interna sviluppato nello storico palazzo di via de’ Bardi, sede anche del Museo Villoresi.
Cinque progetti e cinque modi di raccontare Firenze: attraverso la strada, la memoria, la spiritualità, la natura o il passaggio da una generazione alla successiva.
