Cantieri 'fantasma', sequestri preventivi per 17 milioni di euro nei confronti di cinque persone

Avrebbero richiesto crediti d'imposta inesistenti per circa 100 milioni di euro

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giovedì 03 settembre 2026 13:22

I finanzieri dei Comandi Provinciali della Guardia di finanza di Firenze e di Teramo, delegati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare reale emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze che ha disposto, in accoglimento delle richieste avanzate dal pubblico ministero di questo Ufficio, il sequestro preventivo, anche per equivalente, fino a concorrenza dell'importo di 17.608.680 euro, nei confronti di 5 soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ricettazione, autoriciclaggio, con l'aggravante del danno patrimoniale di rilevante entità.

 

Come riporta la Finanza, dapprima gli indagati avrebbero reperito tutta la documentazione fiscale e tecnico-amministrativa afferente a lavori di ristrutturazione realmente eseguiti presso due condomini ubicati a Trani (fatture, certificazioni, asseverazioni per l'efficientamento energetico e riduzione rischio sismico, contratto di appalto, titoli abilitativi, comunicazione all'ENEA, nonché ogni altro tipo di documentazione prevista dalla normativa vigente). Quindi, sfruttando appositi schermi societari, ubicati in Toscana, Abruzzo e Puglia, cui attribuire l'esecuzione dei lavori e, pertanto, la formale titolarità delle agevolazioni fiscali, previa falsificazione della documentazione mediante la materiale sostituzione dell'effettiva società esecutrice dei lavori con l'intestazione delle società fittizie, trasformando un cantiere "vero" in ulteriori "cantieri fantasma", gli indagati avrebbero richiesto crediti d'imposta inesistenti per circa 100 milioni di euro complessivi.

 

In considerazione della significativa entità della frode e della necessità di intervenire tempestivamente al fine di scongiurare il danno per le casse erariali, le attività investigative si sono sviluppate sia sul piano della prevenzione sia su quello della repressione. Difatti, già 35 milioni di euro di crediti falsi erano stati intercettati sin da subito dal sistema di prevenzione informatico dell'Agenzia delle Entrate bloccandone ab origine la formazione. Ulteriori 30 milioni di euro, giacenti nei cassetti fiscali delle società schermo e non ancora oggetto di cessione e/o compensazione, sono stati sottoposti a sequestro d'urgenza su richiesta della Procura della Repubblica di Firenze e di Teramo. Infine, con riguardo alla restante quota parte dei crediti fittizi (con valore nominale pari a circa 30 milioni di euro) oggetto di vendita da parte degli indagati (per un valore effettivo di circa 20 milioni di euro) a terzi soggetti inconsapevoli della fittizietà degli stessi (banche e altri soggetti economici) - nella giornata odierna i finanzieri delegati dalla Procura hanno proceduto ad attività di perquisizione e sequestro, anche per equivalente, di immobili, quote societarie, disponibilità liquide.

 

Più nel dettaglio, le indagini patrimoniali, svolte sia a livello nazionale sia internazionale, con il supporto dei canali di cooperazione di polizia e giudiziaria (Eurojust), hanno consentito di "ricostruire le attività di riciclaggio e autoriciclaggio finalizzate a occultare il profitto del reato in diversi Paesi dell'Unione europea (Lituania, Olanda, Slovacchia)".

 

 
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