Rissa davanti alla Questura per le domande di protezione internazionale, arrestati cinque cittadini stranieri

Posti in fila per entrare prima in ufficio pagati fino a 1.500 euro

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martedì 01 settembre 2026 15:08

Una rissa è scoppiata nel primo pomeriggio di domenica 30 agosto nel parcheggio adiacente alla Questura di Prato, in via Berlinguer. Erano circa le 14.30 quando cinque cittadini extracomunitari, tre cinesi e due peruviani, sono stati coinvolti in una colluttazione.

 

Secondo quanto ricostruito dalla Questura, all'origine della rissa ci sarebbero stati motivi legati alla priorità nella fila d'attesa per accedere, il giorno successivo, all'Ufficio Immigrazione della Questura. L'episodio si inserisce in un'attività investigativa più ampia, avviata per fare luce sulle persone che, secondo gli inquirenti, organizzerebbero un sistema per condizionare la gestione degli accessi all'ufficio.

 

Dalle indagini sarebbe emerso che alcuni soggetti, in cambio di somme comprese tra 1.000 e 1.500 euro, inserirebbero nella fila propri collaboratori, soprattutto per conto di richiedenti di origine cinese. In questo modo, queste persone riuscirebbero a occupare in anticipo una posizione utile per l'accesso agli uffici, penalizzando chi invece si mette in coda senza pagare.

 

Il servizio dell'Ufficio Immigrazione per la presentazione delle richieste di protezione internazionale viene effettuato ogni lunedì e prevede un massimo di dieci persone per sessione. Secondo la Questura, il sistema di gestione delle file avrebbe quindi l'effetto di impedire o ritardare l'accesso a chi non accetta di sottostare al pagamento.

 

È in questo contesto che, secondo gli investigatori, sarebbe maturata anche la rissa del 30 agosto. I cinque cittadini stranieri coinvolti sono stati arrestati dalla Polizia di Stato. L'intervento degli agenti dell'Ufficio Prevenzione Generale ha permesso di sedare la rissa e impedire che la situazione degenerasse. Gli arresti sono stati successivamente convalidati dal Tribunale di Prato.

 

I cinque arrestati sono risultati regolarmente presenti sul territorio nazionale. La Questura precisa che, proprio per questo motivo, non avrebbero potuto giustificare la loro presenza tra le persone in attesa per presentare una richiesta di protezione internazionale.

 

Le indagini proseguono e resta alta l'attenzione della Squadra Mobile, degli Uffici Prevenzione e dell'Ufficio Immigrazione sulle criticità legate alla gestione dell'afflusso degli utenti stranieri. La Questura annuncia inoltre la prosecuzione dei servizi di controllo all'esterno degli uffici, finalizzati a individuare e identificare persone extracomunitarie che non siano richiedenti asilo e che siano ritenute responsabili di episodi di turbativa dell'ordine e della sicurezza pubblica durante le fasi di accesso per la presentazione delle domande di protezione internazionale.

 

La responsabilità delle cinque persone tratte in arresto dovrà essere vagliata nelle successive fasi del procedimento. In virtù della presunzione di non colpevolezza, i medesimi potranno considerarsi colpevoli solo sulla base di una sentenza passata in giudicato. 

 

Immagine di repertorio

 

 
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