Scuola, Flc Cgil Firenze e i numeri del rientro: 'In provincia attive 53 classi in meno'

Il sindacato: 'Continuano impoverimento istruzione e precariato. Inizio dell’anno all’insegna della mobilitazione'

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lunedì 31 agosto 2026 19:30

Una prima "radiografia della situazione delle scuole del territorio metropolitano di Firenze", in vista del rientro del 15 settembre, è quella che fa Flc Cgil Firenze, che parla di "impoverimento istruzione e precariato".

 

"Continuano gli effetti del clamoroso calo demografico che sta investendo il nostro territorio, non diversamente ciò che avviene a livello generale, e che ora si fa sentire su tutti gli ordini di scuola. Intanto va ricordato che dall’a.s. 2026-27 le scuole del territorio fiorentino non saranno più 106, bensì 104 (68 comprensivi e 36 superiori), a seguito dell’accorpamento voluto dal Ministero lo scorso anno scolastico, che ha imposto la “fusione” del Liceo Michelangiolo con il Liceo Galileo e dell’Istituto Comprensivo di Capraia e Limite con quello di Vinci. Poi a partire dal 15 settembre le studentesse e gli studenti assommeranno a quasi 112.000, con un calo rispetto all’anno scorso di 2356 unità, concentrate in particolare nella scuola primaria (-829) e in quella secondaria di primo grado (-859)".

 

"Se il fenomeno del c.d. inverno demografico trova origine in cause e fattori più generali, quello della diminuzione di classi e docenti è invece imputabile direttamente alle scelte del governo e del ministero. Anche quest’anno infatti siamo di fronte all’ennesima occasione persa: visto il calo della popolazione scolastica, sarebbe bastato mantenere lo stesso numero di classi e docenti per garantire un numero più basso di alunni per classe e un rapporto più virtuoso fra insegnanti e studenti. E invece anche stavolta il Ministero ha dato “pollice verso”: a settembre nella nostra provincia saranno attive ben 53 classi in meno, spalmate su tutti gli ordini di scuola, anche se di nuovo risultano concentrate sulla fascia delle elementari e delle medie (rispettivamente -21 e -19). Come conseguenza 55 docenti di ruolo sono finiti in soprannumero e sono stati ricollocati in altra scuola rispetto alla loro. Per quanto riguarda l’organico complessivo dei docenti: da una parte resta stabile il numero di insegnanti che servono per coprire tutte le ore di lezione (10.086), ma dall’altra cala anche quest’anno – come era già successo l’anno scorso – il numero dei posti del c.d. organico di potenziamento, utile a garantire le attività aggiuntive come sportelli di recupero, corsi di alfabetizzazione, progetti didattici innovativi, strategie di inclusione nei casi di maggiore difficoltà di apprendimento, ma utile anche per coprire le classi scoperte o collaborare alla gestione organizzativa della scuola: saranno una trentina in meno i posti destinati a queste attività, con tagli in particolare alla Primaria e alle superiori".

 

"Come purtroppo ampiamente annunciato, scatta da questo settembre la mannaia dei tagli ministeriali, a causa dei quali a partire dall’a.s. 2026-27 è prevista una riduzione dei posti fra i Collaboratori Scolastici, ben 52 unità sulle scuole fiorentine, cui si aggiungono 4 posti in meno fra gli Assistenti Amministrativi. Pertanto nel complesso i posti di Assistenti Amministrativi saranno 710, quelli di Assistenti Tecnici 226 e quelli di Collaboratori Scolastici 1948. Poiché – come si ricorderà – ormai da tempo immemore l’organico del personale Ata è strutturalmente sottodimensionato, l’Ufficio Scolastico ha la facoltà di autorizzare ogni anno l’attivazione di contratti a tempo determinato “in deroga”, per il periodo settembre-giugno, in aggiunta al personale assegnato di diritto alle scuole. Da tempo la FLC chiede che questo personale aggiuntivo sia assegnato tenendo conto della reale complessità degli istituti scolastici, per cui – in base a stime elaborate negli anni – la media di unità aggiuntive necessaria a garantire una certa tranquillità agli istituti dovrebbe essere pari ad almeno tre CS e un AA per istituto e un AT ogni due istituti, per un totale quindi di ca. 460 unità di personale in più. Ebbene, anche da questo punto di vista nessuna soluzione di continuità rispetto al passato: nonostante l’avvicendamento al vertice dell’USR, anche con il nuovo Direttore, subentrato alla guida dell’ufficio all’inizio dell’anno, i criteri di assegnazione di questo personale sono rimasti analoghi a quelli del passato, per cui alle scuole del territorio fiorentino sono state assegnate le seguenti dotazioni organiche aggiuntive in deroga: 33 AA, 10 AT, 210 CS. Mancano all’appello quindi almeno altri 200 posti di lavoro, per assicurare alle scuole un livello minimo di efficacia, in particolare per quanto riguarda la sorveglianza dei più piccoli, l’igienizzazione degli ambienti e la funzionalità degli uffici".

 

"Con la fine di agosto sono terminate le procedure di assunzione a tempo indeterminato, che per i docenti sono iniziate nella prima metà di luglio e si sono protratte per alcune settimane. Non abbiamo ancora i dati ufficiali provincia per provincia, ma per il territorio di Firenze possiamo fornire un primo resoconto: secondo le nostre elaborazioni sono entrati di ruolo nelle scuole fiorentine ca. 620 docenti, di cui ca. 280 sulla primaria, ca. 160 sulle superiori e il resto suddivisi tra Infanzia, Medie e posti di sostegno. Peccato che i posti destinati alle nuove assunzioni sarebbero stati ca. 750, per cui ca. 120/130 posti (indicativamente il 15%) che sarebbero potuti andare a ruolo sono rimasti senza un titolare. Anche quest’anno quindi per la cronica inefficienza dei sistemi concorsuali si “sprecano” posti di lavoro pubblici a tempo indeterminato, che si sarebbero potuti coprire con l’adozione di provvedimenti concorsuali più efficaci".


"Per il personale ATA i numeri sono ancora più impietosi, principalmente per il fatto che da anni, prima ancora dell’attuale governo, le assunzioni a ruolo di questi lavoratori sono limitate alla sostituzione di chi va in pensione. Su ca. 730 posti non coperti da titolare (ca. 200 AA, 80 AT e 450 CS), sono state solamente 263 le assunzioni autorizzate a tempo indeterminato (64 AA, 18 AT, 181 CS). C’è da sottolineare che in questo caso le graduatorie non sono esaurite e sarebbe stato certamente possibile – se il Ministero lo avesse permesso – coprire tutti i posti disponibili. Per quanto riguarda le assunzioni di nuovi Dirigenti Scolastici, sono due le nuove presidi in provincia, mentre restano senza DS gli istituti di Reggello e Fucecchio. Invece dei 21 posti vacanti fra i DSGA (i Direttori Amministrativi delle scuole) verranno coperti da titolare al momento solo sei".

 

Capitolo a parte merita la questione dei posti sul sostegno, che si conferma uno dei principali fallimenti del sistema-scuola. Uno dei più delicati profili lavoratovi del settore dell’istruzione è lasciato scientemente e strutturalmente fuori da qualsiasi progetto di stabilità. Ancora più che nel passato infatti nelle scuole fiorentine si assisterà a una drammatica e paradossale “inversione”: saranno più i docenti di sostegno precari e in larga parte non formati rispetto a quelli formati e di ruolo. Vediamo i numeri. In questi ultimi anni sono circa 1450 i posti di sostegno assegnati in organico di diritto alle scuole, ampiamente coperti da personale di ruolo. A questi l’anno scorso vennero aggiunti ben 1885 posti di sostegno in deroga, mentre quest’anno si arriva addirittura a 2200 posti di sostegno aggiuntivi rispetto ai precedenti (+16%), su cui non è possibile immettere a ruolo e che quindi inevitabilmente saranno coperti da personale precario. Quindi su 3656 posti di sostegno complessivi nel territorio fiorentino, il 60% è coperto da precari, solo il 40% da personale di ruolo".

 

 

"E chiudiamo proprio con l’ultimo spinoso capitolo: la piaga della “supplentite”, la malattia endemica della scuola italiana. Se le procedure di immissione in ruolo sono pressoché terminate, in queste ore si stanno assegnando gli incarichi di supplenza annuale per i docenti e il personale ATA. Bastano pochi numeri per dare l’idea del fenomeno. Per i docenti si prevedono, solo come prima mandata di incarichi, più di 3100 individuazioni, che inevitabilmente tenderanno ad aumentare con il passare delle settimane e si stima che arrivino, analogamente agli altri anni, al 30/33% del totale complessivo dei docenti di Firenze e provincia".

 

"Le cose non sono diverse per il personale ATA: sommando ai ca. 470 posti rimasti scoperti dopo le assunzioni a ruolo i 253 posti in deroga, arriviamo a più di 720 unità ATA da coprire con incarichi di supplenza annuale, pari a quasi un quarto del totale (percentuale che, come per i docenti, si stima in aumento). Purtroppo, nonostante le tante battaglie portate avanti per ridurre il precariato, al momento niente può giustificare le incoraggianti parole spese dall’amministrazione sulla regolarità di inizio anno scolastico e la riduzione del precariato".

 

L’anno scolastico che sta prendendo il via è caratterizzato – oltre che dai numeri di cui sopra – anche da tante novità, frutto dell’azione del Ministro Valditara alla guida di viale Trastevere. E’ il primo anno di entrata a regime delle nuove Indicazioni Nazionali per il Primo ciclo, quelle ampiamente criticate per il taglio sovranista e autoritario, la cui applicazione le scuole hanno cercato di ridurre ai minimi termini, studiando percorsi didattici il più possibile attinenti alla proprie finalità democratiche e inclusive. E’ il primo anno in cui nelle scuole dell’Infanzia e della Primaria sarà vietato organizzare percorsi formativi di educazione sessuo-affettiva, mentre alle medie e alle superiori sarà possibile solamente con il consenso delle famiglie. E’ il primo anno di messa a regime dei percorsi superiori quadriennali nei tecnici e nei professionali, ma che hanno riscosso un tale insuccesso (solo due le classi attivate) da far dire al Ministro Valditara che i dati di Firenze sono i peggiori di tutta Italia (il Ministro ha anche affermato che la causa del fallimento starebbe nella forte opposizione della CGIL, cosa che non può che lusingarci). E’ l’anno in cui dovrebbe entrare in vigore la Riforma dei Tecnici, provvedimento emanato dal Ministero a metà dell’anno scolastico scorso dopo la chiusura delle iscrizioni dei ragazzi alle classi prime, che è stato contrastato con una giornata di sciopero a maggio e addirittura con il blocco degli scrutini, forma di protesta andata in scena in numerose scuole superiori dopo dieci anni dall’ultima proclamazione; attualmente la riforma è sub judice per un ricorso al TAR promosso da un ampio gruppo di genitori. E’ l’anno infine in cui il Ministro vuole portare a termine anche la riscrittura delle Indicazioni per i Licei, l’ultimo settore dell’istruzione che finora si era salvato dalle manomissioni politiche di Valditara.

 

"Il mondo della scuola di Firenze e provincia ha dato ampia dimostrazione in questi anni di saper reagire allo snaturamento dei valori costituzionali dell’istruzione pubblica, senza mai arrendersi alle politiche del governo Meloni. E anche questo anno si aprirà all’insegna della mobilitazione: da qualche giorno è partita la raccolta firme per il referendum abrogativo della norma Valditara contro la educazione sessuo-affettiva e ci sono state già alcune riunione fra docenti di varie scuole per discutere quali forme di protesta da organizzare nelle superiori", conclude la nota firmata da Emanuele Rossi, segretario generale Flc Cgil Firenze.

 

 

 
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