Prato, turni fino a 16 ore e paghe da 40 centesimi: imprenditore ai domiciliari

L'indagine è partita dalla denuncia di una lavoratrice

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sabato 27 giugno 2026 09:55

Un imprenditore cinese, gestore di fatto di un'impresa individuale di confezionamento di abbigliamento a Prato, è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Prato. Le accuse riguardano l'intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, oltre all'impiego di manodopera cinese priva di permesso di soggiorno. L'azienda risultava formalmente intestata a un'altra persona.

 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all'interno dell'azienda lavoravano sedici persone senza contratto di lavoro subordinato, dodici delle quali prive di permesso di soggiorno. Dalle attività di monitoraggio è emerso che i lavoratori erano impegnati per 15-16 ore al giorno, sei o sette giorni alla settimana.

 

La retribuzione sarebbe avvenuta a cottimo, con compensi variabili in base alla complessità del capo da realizzare, compresi tra 0,40 e 2 euro per ogni pezzo confezionato.

 

Sul piano formale risultavano assunti una decina di lavoratori, ma, secondo quanto emerso dalle indagini, nessuno di loro avrebbe prestato servizio nell'azienda durante il periodo monitorato.

 

L'imprenditore, sempre secondo la ricostruzione investigativa, si occupava dell'approvvigionamento della materia prima e della successiva consegna dei capi finiti ai committenti.

 

All'interno della struttura è stato inoltre individuato un dormitorio composto da otto camere ricavate con pannelli in cartongesso, dove vivevano quattordici lavoratori in condizioni definite di estremo degrado e con un solo servizio igienico.

 

L'indagine è partita dopo la segnalazione di una lavoratrice che avrebbe denunciato di essere stata aggredita dal datore di lavoro con un ventilatore, riportando la frattura della quinta costola destra, una contusione alla caviglia sinistra, ematomi al volto e alla coscia sinistra e un trauma cranico non commotivo, con una prognosi iniziale di 25 giorni. L'episodio sarebbe avvenuto dopo una richiesta di pagamento delle somme che la lavoratrice riteneva dovute.

 

La Procura riferisce inoltre che i lavoratori irregolari hanno collaborato alle indagini e sono stati inseriti nei percorsi di tutela previsti dal protocollo sottoscritto il 15 ottobre 2025, con il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di giustizia e forme di assistenza economica e abitativa.

 

Nel corso dell'udienza di convalida dell'arresto, l'uomo avrebbe dichiarato di essere a conoscenza del fatto che molti lavoratori fossero privi di permesso di soggiorno.

 

L'indagine, spiegano gli inquirenti, rappresenta una sperimentazione del progetto "Alt Caporalato", basata su alcune settimane di monitoraggio, pedinamenti, installazione di telecamere e individuazione dei committenti prima dell'intervento nell'azienda.

 

Come previsto dalla legge, la responsabilità dell'indagato dovrà essere accertata nel corso del procedimento. Nei suoi confronti vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

 

 

 
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