Creatività quotidiana, non talento: il metodo di Valina tra carta, tempo e Firenze
Carta, tempo e piccoli gesti: così la creatività diventa quotidiana anche a Firenze
lunedì 06 aprile 2026 19:06
Quando si parla di creatività, spesso si parte male: si pensa che abbia valore solo se produce qualcosa.
“Il tempo creativo non è considerato tempo utile”, racconta Valina. “Eppure è come correre o qualsiasi altro hobby: bastano anche solo dieci minuti al giorno”.
Un’idea semplice, ma tutt’altro che scontata, soprattutto in Italia. “All’estero c’è molta più apertura: in Spagna e in Inghilterra esistono fiere dedicate al journaling. In Giappone stickers e cartoleria fanno parte del quotidiano: oggetti comuni, quasi quanto le shopper da noi”.
Da noi qualcosa si sta muovendo solo adesso, ma spesso resta un approccio timido, quasi giustificato. Eppure il journaling, scrivere, incollare, ritagliare, ha una dimensione molto concreta: aiuta a rallentare, a concentrarsi, a prendersi uno spazio proprio.
Valina, nata a Sinalunga, arriva a Firenze per studiare. La creatività c’è da sempre, ma prende forma nel tempo. “Ho iniziato lavorando a progetti creativi per altre realtà. Poi, intorno ai trent’anni, insieme al mio compagno Mirco, abbiamo iniziato a uscire all’alba per le piazze vuote di Firenze, creando immagini con cuori di carta e arcobaleni”.
È da lì, quasi per caso, che nasce tutto.“Con gli scarti di quei lavori mi sono avvicinata al journaling”.
Dopo i primi corsi, il progetto prende una forma più strutturata con la nascita dello shop online dedicato ad articoli di cartoleria creativa. “Ho capito che quella era la mia strada. Anche se lunga, e anche se fare small business in Italia, soprattutto online, è complicato”.
Chi si avvicina al suo lavoro parte spesso da una convinzione netta: non essere creativo. “Il primo blocco è il giudizio. Il foglio bianco spaventa”. La soluzione è partire da qualcosa di semplice e personale. “Consiglio sempre di fare una lista: cose che ami, persone, colori, luoghi. Poi si costruisce da lì, anche con elementi semplici: sticker, ritagli di giornale, washi tape”.
E c’è un altro blocco molto concreto: la paura di sprecare. “Tanti comprano materiali e poi non li usano. Ma non si spreca nulla: quello che fai si trasforma, si reinventa in qualcosa di tuo”.
Un approccio che torna anche in uno dei formati più liberi: il junk journal, dove lo scarto diventa materia creativa. Vecchie confezioni, carte usate, piccoli dettagli recuperati e trasformati.
Il perfezionismo, per Valina, è uno dei principali nemici della creatività. “La creatività dovrebbe essere un momento libero. Non devi pensare che debba venire bene”.
“Quel momento è tuo, non devi performare. Devi solo iniziare, diventare familiare con i materiali, capire cosa ti piace. Acquerelli, pastelli, carta: va bene tutto. L’importante è divertirsi”.
Nel suo lavoro, i quaderni non sono semplici supporti, ma veri archivi di vita quotidiana. Tra quelli a cui è più legata, ce ne sono tre in particolare: uno dedicato a Firenze, con luoghi e mostre del cuore; uno che aggiorna anno dopo anno, stagione dopo stagione, con gusti e abitudini; e il junk journal, costruito a partire dagli scarti.
“Se metti venti persone in una stanza, tutte avranno un ricordo legato alla carta”, racconta. Dai diari di scuola agli album fotografici, è un linguaggio condiviso, anche per chi oggi si avvicina con diffidenza.
Se il journaling ha a che fare con la memoria e la materia, Firenze diventa quasi un’estensione naturale.“È stata un punto di partenza meraviglioso: le piazze vuote all’alba, i mercatini, le vecchie cartoline, i giornali”.
Ma Firenze, per lei, non è affatto solo passato.“Firenze è una celebrazione del bello e dell’analogico. Senza Firenze non sarei riuscita a unire il gusto classico della carta con i colori pop che ho in testa”.
Anche i dettagli più quotidiani diventano ispirazione. Nel suo lavoro tornano spesso piccole case illuminate.“Mi piace guardare nelle case degli altri da lontano: una luce accesa, una tenda, un soffitto. Ti fanno immaginare vite, storie”.
“Io credo che Firenze possa ancora regalare tanta bellezza”. Dai mercati di Sant’Ambrogio alle passeggiate lungo l’Arno, ogni frammento può diventare materiale da trasformare.
Alla fine, il punto resta semplice.“La creatività è alla porta di tutti. Non è talento: è allenamento. Bastano dieci minuti al giorno. Anche solo per fare qualcosa di piccolo, ma tuo”.
