Intervento pionieristico al Meyer, rimossa una cisti sublinguale con il robot

Primo caso in Italia: grazie alla tecnologia è stato possibile evitare la demolizione della mandibola

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venerdì 23 gennaio 2026 10:01

Una grossa cisti posta nella regione più profonda della lingua di una paziente di 17 anni è stata rimossa grazie all’utilizzo di un robot chirurgico, evitando alla ragazza le tradizionali tecniche invasive che avrebbero portato alla demolizione della mandibola oppure a estese incisioni esterne. La complessa operazione è stata portata a termine all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

 

La paziente, che accusava da tempo una disfagia, con difficoltà di deglutizione, e alterazione del tono della voce, è stata seguita da un team multidisciplinare guidato dal dottor Riccardo Coletta, referente clinico scientifico della chirurgia robotica pediatrica dell’AOU Meyer IRCCS. Al tavolo operatorio anche gli otorinolaringoiatri Luca Leone e Marella Reale.

 

L’intervento è stato eseguito con una tecnica trans orale robotica (TORS - Transoral robotic surgery). L’operazione è stata effettuata utilizzando il sistema robotico Da Vinci Xi, una tecnologia avanzata che consente al chirurgo di operare con una visione tridimensionale ad altissima definizione e con strumenti di dimensioni molto ridotte, manovrati con estrema precisione. La paziente è stata operata attraverso la bocca, evitando incisioni sul collo o sul volto. Questo approccio ha ridotto in modo significativo il trauma chirurgico e ha migliorato il recupero post-operatorio. Durante l’intervento, il chirurgo ha controllato i movimenti del robot da una consolle, mentre sottili strumenti chirurgici venivano introdotti nel cavo orale. Grazie alla visione ingrandita e alla grande libertà di movimento degli strumenti robotici, la cisti è stata individuata con estrema accuratezza. Dopo una piccola incisione della mucosa, il chirurgo ha proceduto alla dissezione seguendo il piano naturale che circondava la lesione, separandola progressivamente dai muscoli della lingua e dalle strutture adiacenti. La trazione delicata esercitata con la pinza robotica, associata al controllo accurato del sanguinamento, ha consentito di rimuovere la cisti nella sua interezza, riducendo il rischio di recidiva.

 

Ad oggi, in letteratura scientifica, non sono descritti casi analoghi in Italia e nessun ospedale pediatrico italiano ha pubblicazioni in merito. 

 

Come spesso accade al Meyer quando le operazioni sono particolarmente complesse, l’intervento è stato attentamente pianificato con uno studio preparatorio che si è avvalso della tecnologia 3D. Gli specialisti hanno creato un modello basato sulle dimensioni e le caratteristiche morfologiche del paziente e si sono allenati su quello, in modo da prevedere tutte le possibili variabili. “La riuscita di questo intervento - spiegano il dottor Coletta e il dottor Leone - posiziona l’AOU Meyer Irccs come centro di riferimento nazionale nella chirurgia robotica proiettando le cure dei piccoli pazienti in un futuro sempre più tecnologico e centrato sulla medicina personalizzata”.

 

Anche il recupero è stato molto rapido: la paziente è stata in grado di alimentarsi già all’indomani dell’intervento. Al controllo non si sono verificate complicanze e la ragazza ha ringraziato tutto il team per la professionalità e per la nuova voce più brillante.

 

Foto comunicato Meyer

 
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