Covid, Confesercenti Toscana: 'A Firenze rimasto chiuso un albergo su cinque'

'Lockdown di fatto, prorogare sostegni a imprese a partire da lavoro e DL Liquidità'

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giovedì 13 gennaio 2022 09:45

"Nell’ultimo mese, le prospettive delle imprese del turismo, del commercio e dei pubblici esercizi sono radicalmente mutate. E se l’autunno era stato caratterizzato da una graduale ripresa, anche se lenta e faticosa, l’arrivo dell’inverno ha purtroppo segnato una netta inversione di tendenza negativa: tra paura, smart working e restrizioni, l’aumento dei contagi ha portato ad un ‘lockdown di fatto’, anche se mai dichiarato, che ha affondato i fatturati delle attività dei tre settori". A dichiararlo è Confesercenti Toscana.

 

La paura frena la spesa delle famiglie in Toscana. "Il 51% dei consumatori toscani dichiara di evitare di servirsi di bar o ristoranti; il 32% ha rinunciato a fare un viaggio o ha disdetto una vacanza già prenotata. Un milione di persone in Italia, quasi 80 mila in Toscana, hanno rinunciato a fare shopping per paura dei contagi con vendite che hanno rallentato fino quasi allo stop".

 

Smart working e pubblici esercizi nella Regione. "Il 48% dei dipendenti del settore privato toscano è già in smart working o prevede di tornarci a breve. Circa 5,5 milioni di lavoratori del privato in Italia e oltre 400 mila in Toscana, che non si muovono per lavorare, produrranno un forte impatto sui pubblici esercizi nei centri città e nei quartieri di uffici: 850 milioni di euro al mese di minori consumi, di cui circa 70 milioni solo in Toscana".

 

Turismo ed eventi in Italia e in Toscana. "A Roma è rimasto chiuso, per assenza di turisti, un albergo su tre, a Firenze uno su cinque: il tasso di occupazione medio è inferiore al 30% delle camere nelle principali Città d’arte. In Toscana la perdita di fatturato oscilla tra il 70 e l’80%, in riduzione a causa delle cancellazioni di congressi e meeting. Triplicato il costo dell’energia per gli alberghi assimilabili di fatto ad attività energivore".

 

“Il quadro previsionale che era stato annunciato con la Legge di Bilancio si è radicalmente modificato: l’aumento dei contagi ha creato un clima di sfiducia che sta frenando i consumi delle famiglie”, commenta Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana. “Un problema soprattutto per le piccole e piccolissime imprese italiane del turismo, della ristorazione, del commercio e dei servizi. Così si rischia di mettere la parola fine alla ripresa - continua Gronchi -: in questo quadro non basta ‘non escludere’ l’ipotesi di nuovi sostegni, bisogna intervenire al più presto, con misure adeguate a tutelare l’attività ed il lavoro delle imprese colpite, a partire dalla proroga degli ammortizzatori sociali COVID e dell’esenzione del pagamento del canone unico per le attività commerciali almeno fino al 30 giugno 2022. Ma occorre dare continuità anche alle misure per il credito previste dal DL Liquidità, che ha messo a disposizione delle imprese circa 169 miliardi di euro di finanziamenti. Occorre agire subito, il clima di incertezza richiede interventi congrui e urgenti”.

 

Immagine di repertorio

 

 

 

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