'Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro', a Firenze il flash mob Cgil-Cisl-Uil

L'iniziativa in piazza Signoria per chiedere più controlli e investimenti

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mercoledì 26 maggio 2021 15:48

“Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”. Parte da qui la mobilitazione nazionale lanciata da Cgil-Cisl-Uil per la sicurezza sul lavoro. A Firenze (dove due giorni fa è avvenuto un altro incidente in un cantiere in viale Lavagnini) si è svolto un flash mob in piazza Signoria di fronte a Palazzo Vecchio. In occasione del flash mob, alcuni lavoratori, lavoratrici, delegati e delegate hanno indossato simbolicamente un dispositivo di protezione, con abbigliamento identificativo del settore di appartenenza.

 

Sono intervenuti alla manifestazione alcuni Rls (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza), il sindaco Dario Nardella, la segretaria generale di Cgil Firenze Paola Galgani, il segretario generale di Cisl Firenze-Prato Roberto Pistonina e il cooordinatore Uil area fiorentina Leonardo Mugnaini. Dal 24 al 28 maggio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Firenze hanno indetto un’ora di sciopero alla fine di ogni turno di lavoro, per sensibilizzare sui temi della sicurezza sul lavoro.

 

Paola Galgani (segretaria generale Cgil Firenze): “Oggi siamo in piazza per proporre alla politica, alle istituzioni e agli enti di controllo un patto per la salute e la sicurezza sul lavoro, che riguarda non solo l’applicazione delle norme ma anche i contratti, la legalità, la presenza del sindacato, la formazione, la prevenzione, i controlli. In questa città sono state costruite due linee della tramvia in tempi relativamente brevi per questo paese, e questo perché abbiamo contrattato le condizioni di quei cantieri con l’amministrazione e l’appaltatore, controllando la filiera dei subappalti ed evitando massimi ribassi. Un esempio di buona pratica da valorizzare”.

 

Roberto Pistonina (segretario generale Cisl Firenze-Prato): “Per migliorare la sicurezza sul lavoro non abbiamo bisogno di nuove leggi, abbiamo bisogno di più controlli. E per questo servono più ispettori, quelli oggi in servizio sono insufficienti: è un investimento importante sia per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, sia per quanto riguarda l’occupazione, sia per quanto riguarda i costi sociali che gli incidenti sul lavoro impongono alla società”.

 

Leonardo Mugnaini (coordinatore Uil area fiorentina): “Dobbiamo rimettere al centro la sicurezza, quello che è stato fatto finora non basta. Servono investimenti per formazione e controlli, dare maggiore spazio a Rls e Rlst dentro le aziende. Servono anche iniziative continue per coinvolgere i giovani, soprattutto attraverso la scuola. E’ sotto gli occhi di tutti la necessità di fare un salto di qualità culturale per salvaguardare le vite dei lavoratori. La sicurezza non è un costo da tagliare, la sicurezza è una prerogativa imprescindibile per un paese civile”.

 

Secondo i dati riportati dai sindacati, le denunce di infortuni sul lavoro con esito mortale sono state 4 nel periodo gennaio-marzo 2020, 1 nel periodo gennaio-marzo 2021 (nel 2020 sono stati 22 le denunce di incidenti mortali sul lavoro in provincia di Firenze, e sempre nel 2020 sono state 11904 le denunce di incidenti sul lavoro). Denunce di infortuni sul lavoro: 2773 nel periodo gennaio-marzo 2020, 2752 nel periodo gennaio-marzo 2021. Denunce di malattie professionali: 121 nel periodo gennaio-marzo 2020, 155 nel periodo gennaio-marzo 2021. Le denunce di infortunio sul lavoro da Covid 19 sulla provincia di Firenze sono oltre 3.100 (7 con esito mortale).

 

"Nel cuore della città, in Piazza della Signoria, a fianco dei sindacati. Il Recovery Fund è una grande opportunità per ammodernare il Paese ma serve di più per la sicurezza dei lavoratori: più investimenti, controlli e formazione", ha detto il sindaco Nardella.

 

Foto Cgil Firenze 

 

 

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