Controllati 14 pozzi sulla SR 429, Arpat e Regione: 'Non risultano contaminati dal keu'

Ordine dei Geologi: 'Importante completare le analisi prima possibile per dare risposte ai cittadini'

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giovedì 29 aprile 2021 17:42

Concluso il controllo dei primi 14 pozzi che si trovano nei pressi del 5° lotto della SR 429, controllo che ha dato esito positivo: non risultano contaminazioni da keu in quanto non sono state rilevate tracce di cromo e antimonio.

 

E' quanto comunicano Regione ed Arpat, sulla base delle prime analisi effettuate nell’ambito della campagna di monitoraggio e controllo delle acque di pozzi presenti lungo il tratto della 429, area soggetta alle indagini della DDA di Firenze, e per la quale è stato attivato il numero verde  800 800 400.

 

“Arpat ci ha appena trasmesso i risultati – commenta l’assessora all’ambiente Monia Monni – e dalle analisi non risultano contaminazioni da keu. Dobbiamo essere prudenti perché si tratta delle prime risultanze delle analisi di laboratorio, ma è una notizia che rassicura. Continueremo a svolgere in modo serrato la nostra attività sia sui pozzi a uso domestico sia sulle aree in cui vi è un potenziale rischio di contaminazione da keu”.

 

“Appena ricevuta la notizia – prosegue Monni - ho provveduto personalmente ad informare dei risultati i sindaci di Empoli e Castelfiorentino. Tutto quello che faremo per controllare e monitorare le matrici ambientali sarà condiviso con le amministrazioni locali e la cittadinanza”. 

 

“Questa notizia – aggiunge la sindaca di Empoli Brenda Barnini - ci fa tirare un primo respiro di sollievo. Ho incontrato personalmente le famiglie che abitano nel punto più vicino alla parte di strada oggetto di inchiesta e mi hanno trasmesso la loro forte preoccupazione. Adesso dobbiamo andare avanti con le indagini sulle acque, ma presto anche sul terreno, e dare garanzia di ripetizione degli esami di laboratorio nel corso del tempo”.

 

“Sollevati per questo risultato - spiega il sindaco di Castelfiorentino Alessio Falorni -, perché quella dei rischi che potevano correre le falde acquifere era la preoccupazione più urgente rispetto alla salute pubblica. Continuiamo con le analisi, che devono ancora essere concluse su altri pozzi, e speriamo che continuino a arrivare risultati rassicuranti. In parallelo, ci concentreremo sul corpo della strada”.

 

"Al momento non è facile esprimersi in merito all’eventuale presenza di sostanze inquinanti nei pozzi e nelle falde. Sono studi che richiedono tempo, e in tal senso riteniamo fondamentale che arrivino risposte prima possibile". Riccardo Martelli presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana, commenta la vicenda dei pozzi e delle falde dell’empolese e della zona del cuoio, che potrebbero essere stati contaminati dall’utilizzo del Keu come materiale di recupero dei residui derivati dalla lavorazione delle pelli delle concerie. Materiale che sarebbe stato utilizzato anche nella realizzazione della strada regionale 429, secondo l’inchiesta sui rifiuti smaltiti illegalmente, insieme ad altri siti individuati.


"In questi giorni, nel comprensorio empolese e in quello del cuoio c’è molta preoccupazione da parte dei cittadini per l’eventuale contaminazione dei suoli e delle acque, preoccupazione che facciamo nostra. Da tecnici auspichiamo che, da parte degli organi competenti, si arrivi presto a definire un quadro conoscitivo puntuale e completo e ad individuare eventuali fenomeni di inquinamento, per dare risposte certe alla cittadinanza – spiega Riccardo Martelli - È quindi fondamentale che Regione Toscana, attraverso Arpat, prosegua e intensifichi le verifiche sul campo, potendo contare per questo sul supporto dell’Ordine dei Geologi per dare un fattivo contributo, così come accaduto in questi ultimi anni in circostanze analoghe".

 

 

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