Studenti americani a Firenze, la dichiarazione di presenza per 150 giorni è legge

Approvata la modifica al testo unico sull’immigrazione che consentirà agli studenti Usa di evitare la procedura del permesso di soggiorno

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lunedì 28 dicembre 2020 15:50

Gli studenti americani a Firenze potranno seguire i corsi senza effettuare le procedure del permesso di soggiorno, usufruendo della nuova dichiarazione di presenza valida per 150 giorni.

 

È quanto prevede la modifica al testo unico sull’immigrazione promossa a livello nazionale a partire dal confronto tra l’assessore all’Università e ricerca Elisabetta Meucci e l’associazione Aacupi (Association of American College and University Programs in Italy), nella persona del suo segretario Fabrizio Ricciardelli.

 

“L’emendamento al testo unico sull’immigrazione - ha detto l’assessore Meucci - è un grande risultato per Firenze e per tutto il mondo universitario locale e nazionale, perché introduce una moderna normativa che favorirà enormemente il ritorno in città e in Italia degli studenti nordamericani e non solo, con conseguenti ricadute economiche positive per il territorio. La nuova norma consente infatti agli studenti che rimangono in Italia per motivi di studio per non oltre 150 giorni di evitare la farraginosa procedura per il permesso di soggiorno, presentando invece una ‘Dichiarazione di presenza’, accompagnata da una ‘Dichiarazione di garanzia’ da parte del legale rappresentante dell’università di riferimento o da un suo delegato”.

 

“Firenze è una città unica perché concentra il valore di una cultura universale in uno spazio urbano delle dimensioni di un campus - ha detto il segretario Ricciardelli, che ha scritto al sindaco Dario Nardella - Questo la rende il luogo ideale per l’insegnamento di quei principi che trasformano un giovane in un cittadino universale, quei principi in cui credeva Socrate e che, ancora oggi, sono alla base della missione educativa delle Università Americane che fanno capo a Aacupi, l’Association of American College and University Programs in Italy. Questo risultato, che non esitiamo a definire cruciale per il nostro indotto, è stato ottenuto grazie all’interlocuzione costante con l’assessore del Comune di Firenze Elisabetta Meucci che ci ha aiutati a sensibilizzare il senatore Matteo Renzi e l’onorevole Massimo Ungaro i quali, di concerto con il viceministro Vito Crimi, hanno reso possibile l’approvazione di questa legge. Ai primi di gennaio 2021 abbiamo studenti in arrivo a Firenze che già potranno beneficiare della nuova normativa e nei prossimi anni prevediamo che questa nuova legge consoliderà l’indotto degli studenti nordamericani in città. Questo significa che Firenze continuerà a educare i giovani all’etica della cittadinanza globale mettendoli in condizione di avere una visione multiculturale che li renderà competitivi e capaci di capire il nuovo mondo”.

 

"Il grido d’allarme delle università americane di Firenze e la proposta dei ‘150 giorni’ erano stati rilanciati nelle settimane scorse dell’assessore Titta Meucci per non perdere la risorsa degli studenti Usa nella ‘gara’ con altri paesi europei, in particolare Francia e Spagna e delineare una ripartenza post pandemia", fa sapere il comune di Firenze.

 

Secondo i dati Aacupi, a fine febbraio 2020 a Firenze erano circa 9mila gli studenti dei programmi promossi dall’associazione con corsi fino al maggio successivo, costretti poi a rimpatriare in pochi giorni causa Covid. In estate altri 10mila studenti sarebbero arrivati per periodi di studio più brevi (dalle due alle quattro settimane), mentre nel cosiddetto Fall Semester (da fine agosto a dicembre) sarebbero arrivati altri 12mila studenti. Per quanto riguarda l’impatto economico della pandemia in questo settore, per un anno "preCovid" a Firenze si stimano circa 150milioni di euro di spesa e investimento da parte di università Aacupi, studenti, docenti e staff distaccati in loco, con una perdita nel 2020 dell'80-90 per cento. 

 

Immagine di repertorio

 

 

 

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