Centro Covid Pegaso, inaugurata a Prato la nuova struttura con 190 posti letto

Nuovi posti letto per i malati Covid

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martedì 08 dicembre 2020 13:46

Questa mattina il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, insieme agli assessori Monia Monni (Protezione civile) e Simone Bezzini (diritto alla salute), hanno inaugurato il Centro Covid Pegaso di via Galcianese a Prato.

 

Si tratta di un edificio su due piani di complessivi 1.700 metri quadrati. Ospita al piano terreno 5 grandi locali che garantiscono un buon distanziamento dei letti e atri 5 grandi locali al primo piano, per complessivi 190 posti letto. E’ stato realizzato a tempo di record, scrive la Regione in una nota, in neanche un mese, visto che l’ordinanza (la n. 105) del presidente Giani che ne dispone l’allestimento è stata firmata il 9 novembre scorso.

 

I lavori sono stati affidati in somma urgenza (secondo l’articolo 163 del Codice dei Contratti, così come previsto dalle procedure derogatorie in seguito all’emergenza Covid) alla Inso spa di Firenze, che li ha iniziati immediatamente per concluderli con un giorno di anticipo rispetto alla cronoprogramma concordato.

 

Il costo, interamente finanziato dal bilancio regionale, è stato di circa 5 milioni di euro, comprensivo di tutto, compresi gli arredi e gli apparecchi medicali, ma è relativo a due edifici, cioè anche all’edificio gemello di quello inaugurato stamani, di cui si prevede l’ultimazione in tempi brevi.

 

Inso ne ha curato l’adeguamento delle struttura muraria, gli impianti e i servizi, mentre delle forniture si è occupato il Sistema sanitario regionale con Estar, l’Ente di supporto tecnico amministrativo regionale, che si occupa degli acquisti e delle assunzioni in sanità.

 

La Regione sottolinea che questa realizzazione a tempo di record è stata possibile anche grazie alla riunione permanente del tavolo tecnico creato per questo e composto dalle Asl, dalle Aziende ospedaliero universitarie, da Estar e che è coordinato dal responsabile della Protezione civile regionale, Giovanni Massini e dal responsabile della direzione regionale “diritti di cittadinanza e coesione sociale”, Carlo Rinaldo Tomassini.

 

Il tavolo tecnico si è riunito ogni giorno per seguire questa e altre realizzazioni e continuerà a farlo fino alla completa ultimazione delle strutture che sono in corso di allestimento.

 

Tra Natale e la fine dell’anno dovrebbero essere consegnati sia l’edificio gemello a quello inaugurato stamani, sia quello da 60 posti letto presso l’ospedale Santo Stefano di Prato, che i 155 letti di quello presso l’ospedale di Campo di Marte a Lucca.

 

“Nel momento in cui tutti si lamentano delle lungaggini della Pubblica Amministrazione vedere realizzata la prima struttura Centro Covid d’Italia in meno di un mese, e per 191 posti letto, è per noi un grande orgoglio perché si tratta non di un ospedale da campo, ma di una struttura duratura. E’ la dimostrazione che di fronte all’emergenza sanitaria si può rispondere nell’interesse generale della cittadinanza”.

 

E’ questo il primo commento del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, prima di tagliare il nastro che ha inaugurato il Centro Covid Pegaso a Prato. “Questa per la Regione – ha aggiunto il presidente - sarà una struttura molto importante, in grado di avere più funzioni, il luogo in cui potranno venire i malati covid ma anche i pazienti che permetteranno di alleggerire la pressione sugli ospedali e sulle Residenze sanitarie assistenziali, un volano da utilizzare al momento del bisogno”.

 

“E’ stato – ha poi proseguito Giani – un vero lavoro di squadra. Noi abbiamo pensato a realizzare una struttura vera, che rimane e va ad arricchire il sistema sanitario regionale. A mio giudizio siamo di fronte ad un esempio per tutti, che può vivere non solo per assistere, ma anche in una dimensione di sperimentazione e ricerca. E’, insomma, un’opera che arricchisce, frutto di uno straordinario sforzo operativo che ha coinvolto tutti. La Toscana mostra oggi una struttura che può far sentire i suoi cittadini in buone mani. Stiamo affrontando in modo strutturale l’emergenza rappresentata dalla pandemia”.

 

 

 

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