Empoli, nascite in aumento al San Giuseppe: 400 da inizio anno. Tampone di controllo alle future mamme

Percorsi in sicurezza e supporto psicologico per le neo mamme

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lunedì 25 maggio 2020 18:15

Ancora in crescita il numero di nascite all'ospedale San Giuseppe di Empoli. Sono 400 i nuovi nati da inizio anno, in lieve incremento rispetto al trend dello scorso anno. 

 

Il personale medico e ostetrico del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Empoli, diretto dal Professor Pasquale Florio, è riuscito, fa sapere l'Ausl Toscana Centro, a garantire l’attività in completa sicurezza per la tutela della salute delle donne anche durante la fase di epidemia da Covid-19. In questo periodo all’interno del presidio ospedaliero empolese, come in tutti gli altri punti nascita aziendali, è consentita la presenza di un solo accompagnatore durante gli orari del passo, oltre che durante il travaglio/parto.

 

L'Azienda Ausl Toscana Centro ha inoltre adottato strategie relazionali che tenessero conto della specifica fragilità psichica delle future mamme e puerpere al tempo del coronavirus.  

 

“La nascita di un bambino è un evento centrale nella vita di una donna e di una coppia, ma la tutela del nascituro passa anche e soprattutto in certe fasi dalla tutela della salute fisica e mentale della madre - afferma Cristina Salvestroni, Responsabile Clinico Locale Ostetricia e Ginecologia Empoli - Il merito di non aver fatto avvertire la solitudine alle nostre mamme va tutto alle nostre ostetriche, che si sono prodigate nell'accompagnarle serenamente durante i giorni di ricovero e nell’affiancarle di fronte alle loro necessità e alle incertezze derivanti dalla convivenza con questa nuova e poco conosciuta patologia.”

 

 

Fondamentale è stato il sostegno psicologico da parte della struttura psicologia ospedaliera, coordinata dalla dottoressa Giuditta Martelli, che da alcuni anni si occupa di sostenere le fragilità delle nostre mamme durante e dopo il ricovero.

 

“Il parto costituisce un'esperienza di vita unica, irripetibile, mai uguale a se stessa, emotivamente molto intensa e complessa sul piano sia dei contenuti del pensiero che dei vissuti soggettivi della coppia genitoriale e della donna - afferma Martelli - In questo particolare momento storico e sociale, dove l'emergenza provocata dalla pandemia ha determinato in tutti noi la necessità di modificare stili di vita e abitudini, anche il momento del parto ha assunto, per certi aspetti, connotazioni nuove, specifiche e peculiari. È stato possibile rilevare fin dall'ingresso in reparto, come lo stato psicofisico di molte gravide risultasse già molto provato dal punto di vista psicologico, a causa degli esiti della quarantena e delle misure di contenimento attivate, l'impossibilità di partecipare ai corsi di preparazione al parto, nonché di familiarizzare anticipatamente con l'ambiente ospedaliero e con il personale. A questa situazione, già quindi molto delicata e complessa in partenza, si è poi aggiunta la fatica psichica per queste donne di adattarsi, una volta giunte in ospedale, non solo ad un ambiente ipermedicalizzato, con operatori sempre muniti di mascherine e con l'obbligo esse stesse di indossarla durante la degenza, ma anche a tutta una serie di regole, di nuove procedure limitanti e restrittive, come l’impossibilità di far stare h 24 il padre del nascituro in camera con loro.”

 

In occasione del ricovero o in prossimità del parto, le donne vengono sottoposte a tampone naso faringeo per lo screening dell'infezione da COVID 19. Ad oggi nessuna è risultata positiva.  

 

Da questa settimana i tamponi non verranno più effettuati in ospedale, ma attraverso il servizio drive through, con accesso in auto direttamente dal parcheggio della Palazzina G lato Viale Boccaccio. Tale servizio è attivo tutti i giorni dal lunedì al sabato con la presenza di personale infermieristico. Ciò garantisce una procedura più rapida per le pazienti e al tempo stesso si riducono gli accessi non strettamente necessari all'ospedale.

 

 

 

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