Firenze, la Pala di San Marco restaurata ritorna al suo Museo

Arte
15/10/2019

Il restauro è stato realizzato dall’Opificio delle Pietre Dure

La Pala di San Marco è stata eseguita tra il 1438 e il 1443 per l’altare maggiore della chiesa di San Marco. Nel 1438 Cosimo e Lorenzo de’ Medici ottengono il patronato della cappella maggiore della chiesa, che decidono di rinnovare affidandosi all’opera di Michelozzo, e commissionano poi a Fra’ Angelico da Fiesole, per il nuovo altar maggiore, dedicato al santo titolare e ai santi Cosma e Damiano, una nuova e grandiosa tavola d’altare. 

 

La maestosa tavola doveva costituire il momento culminante della committenza medicea, a mostrare con magnificenza l’impegno profuso dai Medici per la chiesa e il convento di San Marco. La vide ultimata però solo Cosimo: la pala venne infatti completata prima dell'Epifania del 1443, quando la chiesa e l'altare maggiore furono consacrati alla presenza del papa Eugenio IV e di tutto il collegio cardinalizio.

 

La Pala di San Marco era una complessa macchina lignea che si elevava sull’altare a circa tre metri e mezzo di altezza ed era formata da almeno 26 dipinti, tra santi dei pilastrini, scomparti della predella e la pala centrale vera e propria. Se ne sono conservati 18, collocati in 9 musei diversi.

 

Il Museo di San Marco conserva solo due scomparti degli otto che componevano la predella.

 

Le possibili ricostruzioni del suo aspetto finale sono numerose, ma a oggi è difficile immaginare con certezza l’aspetto della pala, dopo il suo smembramento e la perdita della carpenteria che la articolava e la racchiudeva. L’attuale struttura di allestimento museale non intende proporre alcuna ipotesi ricostruttiva.

 

“Col ritorno della Pala di San Marco nella Sala dell’Ospizio - ha dichiarato il Direttore del Polo Museale della Toscana Stefano Casciu - si ricostituisce al completo nel Museo di San Marco quell’insieme unico al mondo di opere su tavola del Beato Angelico che, insieme coi suoi affreschi realizzati per il convento domenicano, ed in particolare quelli celeberrimi delle celle, rende questo museo tra i più affascinanti ed amati di Firenze. La Pala di San Marco è un testo fondante della pittura del Rinascimento fiorentino. Lo splendido restauro realizzato dall’Opificio delle Pietre Dure ha riportato i suoi valori spaziali e lo splendore delle superfici pittoriche e delle mirabolanti dorature ai massimi livelli possibili, considerati i gravi danni subiti nel passato. Un ritorno che contribuisce in modo speciale alle celebrazioni dei 150 anni della fondazione del Museo”.

 

"Il restauro della Pala di San Marco - ha affermato il Soprintendente dell'OPD Marco Ciatti - ha costituito una sfida complessa per la gravità dei problemi conservativi presenti sia nel supporto ligneo, sia sulla superficie pittorica. È stato perciò affrontato e risolto come un progetto di ricerca con soluzioni innovative per entrambi gli aspetti, così da consentirci di conseguire non solo il restauro dell'opera, ma anche di avere messo a punto nuove metodiche di intervento. Secondo la volontà di disseminazione propria dell'OPD è previsto un volume di studi nella nostra collana che uscirà nella prossima primavera".
 

Foto tratta dal comunicato del Polo Museale della Toscana

 

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