Dal canile alle unità cinofile: la nuova vita di cinque cani fiorentini

Stress, Morfeo, Dafne, Zelda e Bruno sono stati selezionati e addestrati nell’ambito della collaborazione tra Comune di Firenze e Polizia Penitenziaria

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venerdì 02 ottobre 2026 12:00

Dal canile di Firenze alle unità cinofile della Polizia Penitenziaria. È il percorso seguito da Stress, Morfeo, Dafne, Zelda e Bruno, cinque cani selezionati per le proprie caratteristiche e inseriti in programmi di addestramento.

 

Le loro storie sono state presentate al Parco degli Animali del Comune di Firenze durante l’iniziativa "Dal Rifugio, al servizio della comunità: Benessere animale e Nuclei Cinofili", alla presenza della vicesindaca e assessora all’Ambiente Paola Galgani e del presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni.

 

L’appuntamento, organizzato dal Comune insieme alla Polizia Penitenziaria, ha permesso al pubblico di conoscere il lavoro delle unità cinofile e il progetto avviato nel 2022.

 

La collaborazione è iniziata nel giugno di quell’anno, quando gli istruttori cinofili antidroga del Centro di addestramento di Asti hanno cominciato a cercare anche nel canile fiorentino animali adatti ai programmi della Polizia Penitenziaria.

 

La selezione tiene conto delle caratteristiche individuali dei cani, tra le quali l’attitudine al gioco, la capacità di ricerca, la curiosità, la socializzazione e la disponibilità alla relazione con il conduttore. Il percorso di formazione, secondo quanto spiegato durante l’iniziativa, si basa sulle motivazioni naturali dell’animale e non prevede il ricorso alla coercizione.

 

I primi quattro cuccioli scelti a Firenze furono Stress, Morfeo, Dafne e Zelda, successivamente affidati agli istruttori del Centro di Asti. Da allora i contatti tra il Parco degli Animali e la Polizia Penitenziaria sono proseguiti, consentendo alla struttura comunale di seguire il loro percorso.

 

Stress, Morfeo e Dafne, insieme ad Arturo ed Ettore, provenienti da altri contesti, sono stati destinati al primo nucleo cinofilo antidroga della Polizia Penitenziaria in Calabria, nel carcere di Paola.

 

Il loro compito è contribuire ai controlli contro l’introduzione e la circolazione di sostanze stupefacenti negli istituti penitenziari. Stress e Morfeo sono stati impiegati anche nella ricerca di telefoni cellulari nascosti, compresi dispositivi di piccole dimensioni collocati all’interno dei muri.

 

Le unità cinofile possono operare anche fuori dalle carceri insieme ai propri conduttori, nell’ambito di attività svolte con le altre forze di polizia.

 

Il percorso viene comunque valutato in base alle caratteristiche di ciascun animale. Dafne ha successivamente lasciato l’attività operativa ed è stata accolta da un altro agente, mentre Zelda, dopo l’addestramento, è stata destinata alla Puglia.

 

L’ultimo cane coinvolto nel progetto è Bruno, meticcio di circa un anno e mezzo. Partito da Firenze per il Centro di addestramento di Asti nell’ottobre 2025, ha concluso la formazione alla fine di maggio 2026 ed è stato assegnato al nucleo cinofilo della Polizia Penitenziaria del carcere di Sollicciano, il primo attivato in Toscana.

 

Nel pomeriggio del 1° ottobre le unità cinofile hanno svolto tre dimostrazioni al Parco degli Animali: il controllo di un varco aeroportuale o doganale, una verifica antidroga su un’automobile e una ricerca all’interno di un ambiente chiuso.

 

"Questa collaborazione è motivo di grande orgoglio e dimostra come tutela del benessere animale, sicurezza e servizio alla comunità possano convivere", ha dichiarato la vicesindaca Paola Galgani.

 

"Le storie di Stress, Morfeo, Dafne, Zelda e Bruno dimostrano come ogni cane, se adeguatamente valorizzato, possa trovare la propria strada. Un esempio concreto del valore dell'accoglienza e delle nuove opportunità offerte dal canile, che apre le sue porte a cittadini, famiglie e giovani per far conoscere questa realtà e i 44 cani attualmente in attesa di adozione".

 

 

 

 
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