Palazzo Strozzi, ecco la mostra 'Broken. Il potere del frammento': un viaggio nella storia della scultura
Dall’antico Egitto alla Grecia classica fino a Michelangelo, Auguste Rodin, Louise Bourgeois, Francesco Vezzoli e Danh Vo
giovedì 24 settembre 2026 09:03
Si apre il sipario sulla nuova mostra di Palazzo Strozzi a Firenze: dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 arriva Broken. Il potere del frammento, una grande mostra che celebra il potere evocativo e il fascino che il frammento ha esercitato nella storia della scultura dall’archeologia all’arte contemporanea.
Organizzata con la National Gallery of Art di Washington, l’esposizione si pone come un viaggio tra culture e storie di tutto il mondo attraverso oltre ottanta opere che mettono in luce non solo il valore estetico ma anche le affascinanti vicende storiche e i forti significati politici e simbolici che ogni frammento di scultura racchiude.
La mostra riunisce prestiti dalle più importanti istituzioni internazionali, tra cui il Metropolitan Museum di New York, il Museo del Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, il Museo Archeologico Nazionale di Atene, il Museo Nazionale Romano, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e il Museo Nacional de Antropología di Città del Messico.
Il progetto attraversa epoche e geografie diverse: dalle antiche civiltà dell'Egitto, della Mesoamerica, dell'Etruria, della Grecia e di Roma, si estende fino alle culture premoderne e moderne degli attuali Messico, Mali, Perù e Cambogia.
Opere dei principali maestri della storia dell’arte, tra cui Giovanni Pisano, Michelangelo, Antonio Canova, Auguste Rodin, sono affiancate alle sculture di artisti contemporanei come Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Robert Gober, Francesco Vezzoli e Danh Vo, che hanno assunto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive.
In occasione della mostra, inoltre, Palazzo Strozzi presenta una nuova installazione dell’artista Mark Manders, concepita per il Cortile rinascimentale.
La mostra indaga le ragioni e le circostanze che hanno determinato la distruzione o il danneggiamento di sculture, dalle iconoclastie antiche e moderne alle devastazioni belliche, dal vandalismo alle calamità naturali. Il percorso conduce attraverso momenti cruciali della storia, tra i quali le guerre e le riforme religiose, la Rivoluzione francese, i conflitti mondiali e l’alluvione di Firenze del 1966, permettendo un’ampia riflessione sul valore politico che queste opere hanno acquisito con la loro rottura.
Mettendo in dialogo secoli e contesti culturali diversi, la mostra si sviluppa in sezioni tematiche che indagano il frammento come fenomeno storico, culturale e simbolico, esplorando le molteplici vite di opere che ci permettono di interrogarci sul rapporto tra distruzione e memoria, perdita e immaginazione, assenza e sopravvivenza. Dalla forza evocativa del frammento ai temi dell’iconoclastia e della damnatio memoriae, dagli esiti delle guerre e del colonialismo alle forze naturali, fino al concetto delle ricomposizioni e il rapporto tra frammento e ricostruzione.
Il frammento emerge così come una forma autonoma di conoscenza: una presenza che custodisce le tracce del tempo e, nelle sue lacune, continua a evocare il passato e a interrogare il presente.
La mostra è organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, e dalla National Gallery of Art, Washington. La mostra è curata da C.D. Dickerson III, direttore del Center for Advanced Study in the Visual Art, e da Andrew Sears, assistant curator of northern European paintings, entrambi della National Gallery of Art, in collaborazione con Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi.
