Firenze e il Sale di Sant'Ambrogio: il Festival dedicato a Fabio Picchi con centinaia di eventi
Approfondimenti, musica, cultura, teatro e socialità per il festival che vuole celebrare Sant'Ambrogio
lunedì 01 giugno 2026 13:47
Un lungo fine settimana di SALE, Sant'Ambrogio in Festival. Torna l'evento dedicato alla memoria di Fabio Picchi ma che vuole celebrare Sant'Ambrogio, la sua comunità, la cultura del cibo e il sapere artigiano del quartiere in modo inedito. Quest'anno il Festival si terrà da giovedì 4 a domenica 7 giugno.
Nato quattro anni fa con l'idea di raccontare i valori del mondo Cibrèo e la filosofia su cui è stato fondato anche Teatro del Sale, il Festival è una festa che coinvolge tutta la città di Firenze con centinaia di eventi diffusi, approfondimenti, musica, cultura, teatro e socialità. Il focus dell’edizione 2026 è dedicato alle RELAZIONI, un tema dalle molte sfaccettature che sarà anche il filo conduttore delle varie serate di approfondimento che si terranno al Teatro del Sale.
“Questo festival – ha sottolineato la sindaca di Firenze Sara Funaro - tiene insieme tutti gli aspetti che fanno parte della città: ristorazione, commercio, le realtà sociali, culturali e educative. Insomma, una rete viva e attiva che rende Sant’Ambrogio un quartiere dinamico, autentico e pieno di energia. L’auspicio è che esperienze come quella di questo festival, che onora la memoria di Fabio Picchi grazie anche al lavoro portato avanti dal figlio Giulio, possano essere replicate: è il modo migliore per fa conoscere e vivere Firenze nella sua autenticità”.
“Emerge qui il senso di comunità ed il senso di appartenenza ad una comunità unica come quella di Sant’Ambrogio, capace di realizzare un’esperienza generativa, valorizzando tante realtà e consolidando le relazioni, che poi è il tema del festival di quest’anno, che fanno il tessuto sociale della comunità – spiega l’assessore al Welfare del Comune di Firenze Nicola Paulesu -. Il tutto, con la voglia di coinvolgere e valorizzare un quartiere che è un pezzo importantissimo della nostra città, onorando la memoria di Fabio Picchi che tanto ha fatto per questo quartiere. Dedizione e determinazione. Sociale e culturale, aspetti mai scontati e mai banali. Il festival Sant’Ambrogio è un esempio che va valorizzato e magari replicato in altre zone. Grazie a Giulio e grazie a tutte le realtà che ogni anno collaborano e animano questo momento speciale”.
Da sempre la prima serata, ovvero quella del Giovedì, è una sorta di pre-opening dedicata alle comunità che popolano la città di Firenze. Verrà coinvolta la comunità Albanese con un allestimento speciale che ricorda le grandi tavolate tipiche delle loro feste con i colori, i sapori e i profumi che richiameranno proprio le incantevoli atmosfere di una terra antica e ricca di tradizioni unita all’Italia a doppio filo. Non può mancare anche l’aspetto culinario, con ricette che - grazie alla Chef Anna Cieno - esploreranno quel mondo gastronomico dalle radici così profonde, andando a scoprire anche le similitudini e i punti di contatto con la nostra cucina. Poi lo spettacolo a tema con una band dalla forte spettacolarità.
“Perché dedicare una serata alle varie comunità presenti nel territorio? Perché sono sicuramente componenti fondamentali della città in tutto il loro essere, ma anche perché ogni comunità ha parte del suo linguaggio nel cibo. E il cibo è un linguaggio con cui si può creare unione. Per noi è l’esempio perfetto di come il cibo sia una lingua universale. Basta pensarci: dov'è che ci incontriamo, dov'è che ci si conosce tra popoli diversi? Quando si sta a tavola! Il cibo è IL linguaggio universale per eccellenza, perché scatena emozioni”. Così commenta Giulio Picchi la volontà di includere una serata dedicata alla comunità Albanese, scelta proprio per la sua storica ed importante presenza in città e per essere così vicina - anche a livello di tradizioni - a quella italiana.
Venerdì 5 giugno è la serata, come tutti i venerdì di SALE, dedicata al ricordo di Fabio, alle sue parole, ai valori che ha lasciato alla storia della ristorazione italiana, al suo essere profetico visionario di un modo di concepire le materie prime e il cibo eticamente riconoscente alla natura. Quest'anno è dedicato a lui uno spettacolo teatrale inedito, nato da un’idea di Giulio Picchi e dal titolo ‘La dispensa dell'amore’. Per questa edizione si è scelto di introdurre un cambiamento nel format della serata: a differenza delle precedenti, l’evento si aprirà con la rappresentazione teatrale e solo successivamente si lascerà spazio al momento conviviale della cena. La scelta nasce dall’idea di creare una continuità tra i due momenti, quasi a ribaltarne i ruoli: lo spettacolo diventa, in un certo senso, la “prima portata”, mentre la cena si trasforma nel naturale proseguimento della narrazione, come se fosse essa stessa parte dello spettacolo.
“La dispensa dell'amore” -commenta Giulio Picchi - è un progetto che nasce prendendo spunto da tutto quello che il mio babbo ha scritto sul tema, un lavoro molto importante legato proprio al concetto della dispensa che tutte le famiglie – prima - erano solite avere in casa, una vera tradizione Italiana. Abbiamo ricercato i suoi scritti, li abbiamo riletti con un’ottica nuova, contemporanea, e ci siamo accorti di come lui ne facesse un discorso molto sociale, quasi politico, proprio in rapporto al cibo e alla sua conservazione, di un'economia domestica che avesse un senso etico. Noi abbiamo deciso di prendere quel suo messaggio e ribaltarlo in maniera metaforica: la dispensa non è più il mobile che teniamo in cucina, ma siamo noi esseri umani. Ognuno di noi deve imparare a mettere via nella propria dispensa le cose che veramente contano. La dispensa siamo noi. Partendo da una mia idea, insieme al regista Tobia Pescia abbiamo scritto un testo teatrale dove questa metafora della dispensa umana e degli alimenti si vanno a intrecciare in un discorso molto profondo che tocca gli aspetti più importanti della nostra vita cioè l’essere figlio, genitore, amante, in un’ottica più ampia rivolta alla società in cui viviamo, in un intreccio metaforico e simbolico sulla dimensione interiore, magistralmente interpretato da Caterina Vannoni. Lo spettacolo si chiuderà su una grande tavola intesa come la tavola dell'umanità. Quest'anno, infatti, contrariamente a quanto avviene di solito, la serata inizierà con lo spettacolo e solo dopo vivremo il momento conviviale dedicato alla cena, dove si mangerà del cibo, preparato proprio utilizzando quanti più prodotti possibili della dispensa”.
Inoltre, Venerdì 5 Giugno alle ore 20:00, la banda passerà per le strade Sant'Ambrogio con un concerto di strada realizzato in collaborazione con LUMEN.
La giornata del Sabato è invece, da sempre, la giornata dedicata alla città ed è quella che coinvolge maggiormente il quartiere, tutto il giorno. Sabato 6 Giugno sarà una giornata che inizierà molto presto, con un mercato agricolo all'interno del Teatro del Sale - L’Orto Volante - che vedrà protagoniste alcune vere eccellenze: coltivatori, produttori e “inventori” di metodi di produzione, cottura o di recupero, che presentano le loro realtà uniche legate al cibo in tutte le sue forme.
Allo stesso tempo è anche una giornata di festa con una serie di concerti che dal Teatro “escono” letteralmente verso il quartiere: una programmazione molto fitta di musica e performance live dedicata e rivolta a tutta la città. I concerti si terranno all'entrata del Teatro proprio per far sì che tutti i passanti, anche casuali, ne possano beneficiare. Protagonisti: I Ragazzi Scimmia, l’Accademia Europea di Firenze e Bube’s Band oltre ai tanti concerti diffusi e all’intrattenimento di Pasquale Rimolo.
Sempre nella giornata di Sabato, oltre alle attività che si svolgono all'interno del Circo-lo, entreranno nel clou anche le attività delle botteghe e delle realtà commerciali e culturali presenti nel quartiere, con una serie di workshop, corsi, presentazioni di libri, seminari, letture, spettacoli e approfondimenti. Partecipano al festival le botteghe e le attività più disparate, in un happening collettivo: dalla libreria indipendente al negozio del pesce, dalla ceramista alla pizzeria, dallo studio di fotografia alla tessitrice, senza nessuna distinzione.
La serata del Sabato, invece, prevede il coinvolgimento della Scuola-Città Pestalozzi, eccellenza educativa sperimentale e multidisciplinare che è anche la scuola elementare che gran parte dei bambini del quartiere frequentano. In occasione della serata del Sabato questi bambini presenteranno (oltre al lavoro che ha visto la realizzazione di alcuni disegni utilizzati per fare le tovagliette e i menù della serata), un progetto inedito realizzato in collaborazione con Publiacqua che vedrà la sua conclusione nell'edizione di SALE 2027 e che coinvolgerà la scuola per tutto l'anno scolastico insieme ad alcune eccellenze legate all'agricoltura e alla coltivazione. Si tratta di un progetto didattico vero e proprio che affronterà vari temi sempre legati all'alimentazione dove ciascuno porterà il proprio contributo.
Saranno quindi realizzati degli incontri al Teatro del Sale con l'Executive Chef, Oscar Severini, che spiegherà come si costruisce una ricetta, come nasce e si sviluppa, ci sarà Andrea Battiata di Orto Bioattivo che racconterà il ciclo di vita delle verdure e come è possibile fare un certo tipo di agricoltura e di orto in città. Ci saranno gite ed attività interattive concepite all’interno del piano formativo di questi ragazzi che prevede - alla sua conclusione - proprio la realizzazione di un libro di ricette fatto dai bambini e che verrà presentato nel 2027.
“L'idea è nata appunto dal percorso fatto insieme alla Scuola-Città Pestalozzi sin dalla prima edizione. In questi anni abbiamo svolto sempre attività in collaborazione che hanno previsto una parte di attivazione laboratoriale, prima della presenza stessa durante i giorni del festival. Quest'anno è arrivata questa ulteriore idea, sviluppata in collaborazione con Libreria Malaparte, che è quella di creare un ricettario di 24 ricette, presentate poi dai bambini: non si tratta delle ricette della nonna, della mamma, di quelle di casa o del proprio paese, ma ricette che nascono da alcune parole che sono state selezionate in questi mesi, le più disparate. Abbiamo pensato di dare loro alcune parole fondamentali che rappresentino delle linee guida per i ragazzi, ma che siano anche parte del loro linguaggio quotidiano come “intruglio”, “magia”, “acqua”, “colore”. Parole particolari che daranno vita a ricette altrettanto particolari che poi con l’aiuto dei nostri Chef metteremo a punto per renderle commestibili e gustose. Ma tutto deve partire dalla loro fantasia”, racconta Giulio Picchi.
Sabato 6 si chiuderà con uno spettacolo inedito alle 22:00. Ispirato a “Il Dilemma dell’Onnivoro” di Michael Pollan, “ALL YOU CAN EAT” è un reading teatrale, realizzato dal Teatro dell’Elce, diretto da Marco Di Costanzo, con adattamento dei testi a cura dello stesso regista, suono di Andrea Pistolesi e voci di Marco Di Costanzo, Stefano Parigi e Monica Santoro. Grande sorpresa, poi, con i ragazzi dell’Associazione Sipario che saranno presenti con noia servire la cena.
La giornata di Domenica 7 è la giornata conclusiva, che si svolge all'aperto in piazza dei Ciompi con una grande festa che è ‘Sant'Ambrogio a Tavola’, una cena di beneficenza rivolta a più di 500 persone, tutti invitati dalle associazioni benefiche dell'hinterland fiorentino. Una intera piazza trasformata in una enorme tavolata per una cena che quest’anno verrà organizzata con le grandi trattorie toscane, realtà eccezionali che dopo gli Chef stellati della scorsa edizione, andranno a realizzare un momento unico. Saranno presenti cucine meravigliose come quella di Collebrunacchi di San Miniato, i Fratelli Briganti, la Tripperia Pollini, il mitico Da Burde, l’amatissima Molino Trattoria Moderna e naturalmente il Cibreino.
Come sempre, playground per i bambini, giochi, Dj Set e grande grande concerto finale di MILLE. E poi tante sorprese, come Sale in Zucca - La domenica di Malaparte con tanti libri ed attività per grandi e piccini, o la spettacolare Danza Aerea di Acrofolìe.
