Una mappa per salvare rondoni e rondini: così Firenze protegge i nidi invisibili
Segnalazioni e volontari per salvare i nidi nascosti della città
domenica 26 aprile 2026 10:26
È online la mappa che segnala i nidi di rondoni, rondini e balestrucci a Firenze, uno strumento nato per evitare che vengano distrutti durante i lavori edilizi. Un progetto attivo dal 2021 che punta a proteggere specie tutelate e sempre più vulnerabili in città.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Lipu Firenze e il gruppo Monumenti Vivi Toscana e dintorni, con l’obiettivo di censire le colonie presenti sul territorio e offrire un supporto concreto alla loro salvaguardia. La mappa, in continuo aggiornamento, raccoglie segnalazioni geolocalizzate corredate da foto e schede descrittive.
Non si tratta solo di osservazione naturalistica. Il censimento serve a supportare il Comune nell’applicazione delle norme che proteggono i nidi durante gli interventi edilizi. In diversi casi ha già contribuito a orientare imprese e progettisti verso soluzioni meno impattanti.
“A Firenze possiamo osservare principalmente tre specie tutelate: rondone, rondine e balestruccio”, spiega Caterina Sandrini, volontaria Lipu Firenze da dieci anni. “Tra queste, il rondone è quello che crea più criticità”.
Il motivo è semplice: il rondone vive quasi sempre in volo e nidifica nelle cavità degli edifici. Non si posa a terra. Se il nido viene chiuso o distrutto, per esempio con reti o lavori di facciata, l’animale continuerà a tentare di entrarvi, rischiando di ferirsi.
Il problema è emerso con forza nel 2021, in concomitanza con l’aumento degli interventi edilizi: molti nidi sono stati danneggiati o eliminati senza che nessuno se ne accorgesse.
Questi uccelli migratori tornano ogni anno a Firenze tra aprile e luglio, sempre nello stesso punto. Qui nidificano, covano le uova e allevano i piccoli, prima di ripartire tutti insieme.
È un equilibrio sempre più fragile. Negli ultimi cinque anni è stato registrato un calo progressivo, dovuto non solo alla perdita dei nidi ma anche alle temperature sempre più alte. I nidi diventano roventi e i piccoli, in alcuni casi, si lasciano cadere.
Il censimento è aperto a tutti. Chi individua un nido può fotografarlo e segnalarlo alla Lipu Firenze, che verifica i dati e li inserisce nella mappa ufficiale. Il progetto è stato validato con decreto dirigenziale e affianca l’ordinanza comunale che tutela queste specie.
Il nodo resta l’applicazione concreta delle norme. Le sanzioni esistono, ma spesso arrivano tardi. E così, nella pratica, sono spesso i volontari a intervenire direttamente con i cantieri per evitare danni.
Una delle soluzioni più efficaci è l’installazione di nidi artificiali, che possono sostituire quelli naturali o offrire nuove opportunità di nidificazione. Il costo è contenuto e in alcuni Paesi europei è già obbligatorio inserirli nei nuovi edifici.
A Firenze un esempio concreto arriva dal restauro di Palazzo Serristori, sul Lungarno, dove durante i lavori, con il ponteggio, sono stati installati 93 nidi artificiali per i balestrucci. Una soluzione che ha permesso agli uccelli di tornare a nidificare nel palazzo. Rimossi i ponteggi, gli uccelli sono tornati a nidificare in modo naturale.
Per questo la mappa continua a crescere: più segnalazioni arrivano, più nidi possono essere salvati prima che sia troppo tardi.
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