A Firenze il Piano Integrato di Salute. Paulesu: 'Per un welfare pubblico forte, integrato e di prossimità'
Strumento di programmazione integrata delle politiche sanitarie, sociosanitarie e sociali
martedì 31 marzo 2026 09:02
Promuovere la salute in tutte le politiche pubbliche, rafforzare l’assistenza territoriale, potenziando prossimità, continuità e accessibilità dei servizi e sostenere l’integrazione sociale e sociosanitaria e le politiche di inclusione, con particolare attenzione alle fragilità, alle disuguaglianze e alla costruzione di comunità inclusive. Sono queste le priorità strategiche del Piano Integrato di Salute 2026 (PIS) a Firenze, lo strumento di programmazione integrata delle politiche sanitarie, sociosanitarie e sociali a livello zonale, coerente con le disposizioni del PSSIR (Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale). Ad illustrarne le linee ieri in Consiglio comunale l’assessore al Welfare e presidente Società della Salute Nicola Paulesu.
“Il PIS 2026 della Società della Salute di Firenze nasce in un contesto di profondi cambiamenti sociali e sanitari, caratterizzato da invecchiamento della popolazione, aumento delle cronicità e nuove forme di vulnerabilità (economiche, sociali e psicologiche), non è solo un documento di programmazione, ma un patto collettivo tra istituzioni, servizi, terzo settore e cittadini, con l’obiettivo di rafforzare equità, accessibilità e continuità delle cure. – ha spiegato Paulesu - L’indirizzo politico che guida il Piano è quello di un welfare pubblico forte, integrato e di prossimità, fondato sulla collaborazione istituzionale tra enti locali, azienda sanitaria, Società della Salute e terzo settore, e orientato alla riduzione delle disuguaglianze e alla tutela delle fasce più fragili della popolazione. Le aree prioritarie individuate sono costruite in coerenza con i bisogni rilevati a livello territoriale e riguardano in particolare fragilità complesse, ovvero persone con disagio psichico, dipendenze, marginalità sociale, anziani, spaziando dal sostegno alla domiciliarità alla prevenzione dell’isolamento e l’integrazione con i servizi territoriali, minori e famiglie, dalla prevenzione del disagio alla povertà educativa e il supporto alla genitorialità, fino alla disabilità”.
Per l’elaborazione del PIS 2026 è stato "attivato un ampio e articolato processo partecipativo, finalizzato a garantire il coinvolgimento dei diversi soggetti istituzionali, sociali e territoriali interessati", dal Terzo Settore a Quartieri, associazioni, cooperative e tutte le realtà al centro delle politiche sociosanitarie del territorio, spiega il Comune.
“Questo patrimonio condiviso di idee ha arricchito la costruzione del piano, offrendo una base solida per l’avvio di nuove attività e per il rafforzamento dei percorsi di coprogrammazione e coprogettazione. – ha sottolineato Paulesu -. Allo stesso tempo, ha contribuito a consolidare il dialogo istituzionale e a promuovere una partecipazione più attiva e consapevole della comunità, rafforzando il legame tra servizi e territorio. I contributi forniti focalizzano l’attenzione su azioni di rafforzamento dell’informazione per un più efficace orientamento ai servizi socio-sanitari, accesso unico e semplificato ai servizi sociosanitari integrati; valorizzazione delle Case della Comunità come luogo privilegiato dell’integrazione sociosanitaria e sviluppo di percorsi partecipati, rafforzamento della continuità dei percorsi assistenziali e socio-assistenziali, evitando gap che possono essere generai dalle diverse fonti di finanziamento, costruzione di reti territoriali orientate alla promozione della salute, una visione in cui il carcere viene considerato a tutti gli effetti parte della comunità”.
