Criminalità organizzata, più di 60 chili di stupefacenti e quasi 350mila euro sequestrati in un anno

I finanzieri hanno eseguito 31 misure personali, tra custodie cautelari e arresti in flagranza. La strategia: colpire il patrimonio

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mercoledì 18 marzo 2026 11:30

Più di sessanta chili di stupefacenti e quasi 350mila euro: a tanto ammontano i sequestri effettuati dai finanzieri del Comando Provinciale GdiF Firenze nell'ambito dell'azione di contrasto alla criminalità organizzata.

 

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Firenze, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, avvalendosi del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.), tra il 2025 e i primi mesi del 2026, ha eseguito 31 misure personali - tra custodie cautelari e arresti in flagranza - sequestrando 64 chilogrammi di sostanze stupefacenti - 33 kg di cocaina, 18 kg di hashish e 13 kg di marijuana.

 

Sul correlato versante patrimoniale ammonta a circa 344.000 euro il denaro contante, ritenuto provento delle attività illecite, sottoposto a sequestro; ma soprattutto sono stati attivati dalla polizia giudiziaria, in particolare dalle Articolazioni dotate di specifiche competenze economico-finanziarie e patrimoniali, strumenti normativi “antimafia” di aggressione alle ricchezze “illecitamente accumulate” (art. 240-bis c.p.), colpendo disponibilità finanziarie e beni risultati incompatibili con i redditi dichiarati.

 

Tale attività viene costantemente svolta anche con l’ausilio di strumenti informatici specializzati, altamente evoluti, quale il software “Molecola”, innovativo applicativo informatico ideato dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) presentato lo scorso 19 febbraio all’intero “Distretto Toscano” presso la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Firenze. È in questa scelta, come si apprende dalla Gdf, che si coglie la cifra più profonda dell’intervento: reprimere il fatto e disarticolare il sistema economico che lo rende possibile; interrompere il narcotraffico sottraendogli l’ossigeno costituito dal profitto.

 

Queste attività di servizio costituiscono la prosecuzione di un orientamento strategico che ha già permesso alla Procura Distrettuale Anti-Mafia di Firenze, avvalendosi del medesimo Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze, di ricostruire e disarticolare anche un sistema criminale strutturato capace di radicarsi stabilmente nell’economia legale, fino a mimetizzarsi nei suoi circuiti e ad alterarne gli equilibri concorrenziali. L’inchiesta aveva privilegiato un approccio patrimoniale, ovvero seguire il denaro prima ancora dei soggetti, ricostruire i flussi per svelare l’architettura economica del sodalizio e colpirne la capacità di rigenerazione; il risultato è stata l’esecuzione nel luglio 2024 di un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Firenze relativamente a beni (fra auto di lusso, denaro contante e società) del valore di quasi 1,5 milioni di euro, frutto del reinvestimento di proventi illecitamente accumulati.

 

E in questo scenario, il settore della ristorazione è risultato terreno di elezione, come spiega la Gdf, per struttura: flussi quotidiani di liquidità, incassi frazionati, fisiologica rotazione di contante. Un processo silenzioso, progressivo, capace di alterare la concorrenza e di comprimere chi opera rispettando le regole. È questa la cifra della criminalità organizzata contemporanea: meno rumorosa, meno esibita, ma capace di insinuarsi nei gangli dell’economia reale con metodo e pazienza. Una criminalità che non cerca soltanto il profitto immediato, ma la legittimazione attraverso l’impresa. 

 

La Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze ha impresso all’indagine una regia unitaria e coerente, orientata fin dall’inizio all’aggressione patrimoniale come leva strategica e la Guardia di Finanza ha operato come strumento tecnico-operativo di elevata specializzazione, seguendo le tracce del denaro fino a rendere trasparente ciò che era stato costruito per restare nascosto. Sono emersi collegamenti con ambienti criminali di matrice straniera; tuttavia, l’indagine ha restituito un quadro più ampio, nel quale la nazionalità diventa elemento accessorio rispetto alla strategia.

 

 

 

 
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