Sanità, cresce la chirurgia della voce all’ospedale San Giuseppe di Empoli

Con la fonochirurgia endoscopica flessibile è possibile agire in maniera mininvasiva sulle corde vocali. Oltre 100 interventi in due anni e mezzo

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giovedì 26 febbraio 2026 19:58

La voce è uno strumento fragile. Basta poco per alterarla: un polipo, una cisti, un edema, una paralisi delle corde vocali. All’ospedale San Giuseppe di Empoli la chirurgia della voce ha cambiato passo grazie alla Feps, una tecnica che permette di intervenire in modo mirato, senza anestesia generale e spesso senza ricovero. In poco meno di due anni e mezzo sono già oltre 100 gli interventi realizzati. 

 

La Feps, fonochirurgia endoscopica flessibile, è oggi una tra le attività più innovative della struttura complessa di Otorinolaringoiatria di Empoli-Firenze oltrarno, che a breve sarà affiancata anche dalla chirurgia robotica.

 

A guidare la struttura è il dottor Gianluca Leopardi che spiega: “Con Feps parliamo di chirurgia della voce eseguita con endoscopi flessibili introdotti dal naso, dotati di alta definizione di immagine e un canale operativo che ci consente di lavorare direttamente sulle corde vocali”.
 

Attraverso questo canale passano aghi per l’anestesia locale o per l’iniezione di sostanze, micropinze, microforbici e, più recentemente, laser a fibra come il blue laser. “È una tecnologia che ci permette di asportare le lesioni rispettando al massimo i tessuti della laringe”, sottolinea Leopardi. Il paziente resta sveglio, collabora, e vede quello che accade. “Si percepisce il laser che lavora sul polipo, ma l’impatto è minimo”.
 

Le indicazioni principali riguardano patologie funzionali: polipi delle corde vocali, edemi, papillomi, paralisi.
 

I vantaggi sono concreti. “Nella maggior parte dei casi – aggiunge il chirurgo otorino – lavoriamo in anestesia locale pura. Niente anestesia generale, niente ricovero, tempi rapidi e rischi di complicanze quasi pari a zero”. Solo quando le lesioni sono voluminose o coinvolgono entrambe le corde vocali, o ancora quando la collaborazione del paziente non è ottimale, si ricorre alla sala operatoria, con una sedazione leggera simile a quella che viene fatta per una colonscopia o una gastroscopia e una permanenza ospedaliera di poche ore.
 

Particolarmente rilevante l’impatto sui pazienti anziani e fragili. “Abbiamo trattato persone molto anziane che non avrebbero mai potuto affrontare una chirurgia tradizionale per l’alto rischio anestesiologico”, racconta Leopardi. Lo stesso vale per chi presenta caratteristiche anatomiche che rendono difficile l’esposizione chirurgica classica. “In questi casi la Feps è spesso l’unica possibilità terapeutica”, aggiunge.

 

L’attività è iniziata circa due anni e mezzo fa. I numeri parlano chiaro: oltre 100 interventi eseguiti, con un incremento costante. “Siamo passati da dieci-quindici casi nel primo anno a una sessantina nell’ultimo. È realistico pensare che nel 2026 gran parte della chirurgia delle corde vocali passerà da questa strada”.
 

“Questa metodica innovativa in Toscana è disponibile al momento solo nel nostro ospedale. Nel resto d’Italia i centri sono ancora pochi, circa una decina”, conclude Leopardi. Per questo oltre la metà dei pazienti arriva da fuori area, spesso inviati da altri ospedali.
 

 

 
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