Lo spettacolo dell'atletica a Firenze: Fabbri show ma è 'solo' 3°. Chiavi della Città a Coe

Quattro migliori prestazioni mondiali del 2021 a Firenze, un record europeo e l'urlo del fiorentino Fabbri

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venerdì 11 giugno 2021 09:27

È stato un Golden Gala Pietro Mennea da sogno a Firenze. Quattro migliori prestazioni mondiali del 2021 e tante perle azzurre tra cui il 2,33 di Gianmarco Tamberi nell’alto e il 21,71 di Leonardo Fabbri nel peso, illuminano la serata dell’Asics Firenze Marathon Stadium, terza tappa della Wanda Diamond League. Un vero spettacolo ieri, giovedì 11 giugno 2021, a Firenze. Uno dei risultati-copertina è il record europeo del fenomeno norvegese Jakob Ingebrigtsen nei 5000 metri: correndo in 12:48.45 batte dopo quasi 21 anni il primato continentale del belga Mohammed Mourhit (12:49.71 nell’agosto 2000), con il miglior crono dell’anno davanti all’etiope Hagos Gebrhiwet (12:49.02). Spettacolari anche i 1500 donne: l’olandese Sifan Hassan con 3:53.63 firma il record del meeting e il tempo più veloce del 2021, al termine del duello con la keniana Faith Kipyegon (3:53.91), nella gara del 4:04.23 dell’azzurra Gaia Sabbatini (Fiamme Azzurre) che sfiora il minimo olimpico. World lead anche per il giamaicano campione olimpico Omar McLeod che sfreccia in 13.01 (-0.1) nei 110 ostacoli e per il marocchino Soufiane El Bakkali, 8:08.54 nei 3000 siepi, con una prova straordinaria degli azzurri Ahmed Abdelwahed (Fiamme Gialle, 8:12.04) e Osama Zoghlami (Aeronautica, 8:14.29) che schiantano i primati personali e diventano rispettivamente il quarto e il settimo italiano di sempre.

 

Serata stupenda, davanti al pubblico di casa, anche per il pesista Leonardo Fabbri (Aeronautica) che con 21,71 torna sui livelli superlativi dello scorso anno, firma la migliore misura della gara, ma per il nuovo format della Diamond League (finale a 3 decisiva a prescindere dai lanci precedenti) chiude al terzo posto nonostante misure inferiori da parte del serbo Armin Sinancevic (21,60) e del vincitore neozelandese Tom Walsh (21,47). Nell’alto, si rivede il vero Gianmarco Tamberi (Atl-Etica San Vendemiano): 2,33 alla terza prova, poi tre errori a 2,36, ed è terzo con la stessa misura (ma più “x”) del russo Ilya Ivanyuk e dell’australiano Brandon Starc

 

Vola al record del meeting nei 200 metri la britannica Dina Asher-Smith (22.06/0.2) ed è quarta con il personale l’azzurra Dalia Kaddari (Fiamme Oro, 22.86). Super anche i 100hs con la portoricana Jasmine Camacho-Quinn a sua volta al primato del meeting (12.38/-0.8) che resisteva dal 1980, nella gara del 12.99 di Luminosa Bogliolo (Fiamme Oro). Show nei 400hs con l’olandese Femke Bol al primato europeo under 23 di 53.44, bene l’azzurra Linda Olivieri (Fiamme Oro, 55.63 PB). Al sudafricano Akani Simbine i 100 metri (10.08/-0.1), al colombiano Anthony Zambrano i 400 (44.76), seconda piazza per Davide Re (Fiamme Gialle) in 45.80. Decolla nell’asta la russa Anzhelika Sidorova (Ana) a segno con 4,91, il lungo va alla serba Ivana Spanovic (6,74) anche se prima della finale aveva saltato più lontano la tedesca Malaika Mihambo (6,82). Larissa Iapichino (Fiamme Gialle) 6,45. Nel disco, domina la croata Sandra Perkovic (68,31).

 

Un fiume di emozioni non soltanto in pista ma anche fuori: il presidente di World Athletics Sebastian Coe, accolto dal numero uno FIDAL Stefano Mei, ha ricevuto dal sindaco di Firenze Dario Nardella le Chiavi della Città a 40 anni esatti dal record del mondo che il mezzofondista britannico realizzò proprio a Firenze negli 800 metri, il 10 giugno 1981. "Al Golden Gala, allo stadio Ridolfi, consegniamo le Chiavi della Città a Sebastian Coe. Esattamente quaranta anni fa, proprio a Firenze, realizzò il primato mondiale sugli 800 metri, un record incredibile che lega indissolubilmente Firenze all’atletica leggera", ha commentato Nardella.

 

URLO FABBRI 21,77! - L'aveva detto: "Vi sorprenderò". Detto fatto, il gigante toscano, nella sua terra, torna super-Leo e si capisce dal lancio iniziale di 20,97, venti centimetri più lontano del primato stagionale di Chorzow. Al secondo, Fabbri apre i boccaporti e la fiondata è lontanissima, fino a 21,71, seconda prestazione della carriera dopo il 21,99 dell'anno scorso, miglior misura mai realizzata da un pesista italiano al Golden Gala (precedente 21,20 di Alessandro Andrei nel 1986), iniezione di immensa fiducia con la miglior misura della serata di Firenze. Fiducia per niente scalfita dal terzo posto in classifica dopo la finale a tre, 19,82 per il fiorentino dell’Aeronautica, dove la classifica recita il big neozelandese Tomas Walsh primo con 21,47 e secondo il serbo Armin Sinancevic, 21,60 in gara e 20,93 al sesto lancio. Dietro, colossi della specialità come il croato Mihaljevic e il polacco campione d'Europa Haratyk. Settimo con 20,06 Zane Weir (Enterprise Sport&Service). 

 

“Firmerei per gareggiare di nuovo domani a Firenze - esulta Leonardo Fabbri (Aeronautica) - Il 21,71 è stato un bellissimo lancio, ho avvertito sensazioni che non avevo dal 21,99 dello scorso anno a Padova. Devo ringraziare il pubblico, mi ha aiutato tantissimo. A vedere la classifica sono arrivato terzo ma ho fatto il lancio più lungo di tutto. Stasera sono contento, ma da domani non lo sarò più, perché bisogna fare ancora meglio. Sto programmando Tokyo, che è vicina, con l’orizzonte di Parigi 2024. Già in Giappone voglio dire la mia e ci proverò. Al pubblico di Firenze dico soltanto grazie! Grazie davvero”.

 

Altro record del meeting, lo firma sui 200 donne l'asso pigliatutto britannico d'Europa Dina Asher-Smith, che vola al limite continentale 2021 (quarta al mondo) in 22.06 (0.2), record del Golden Gala strappato a Marion Jones (22.19 nell'ultima edizione del secolo scorso). La britannica catalizza display e applausi, ma Dalia Kaddari (Fiamme Oro) merita una nuova ovazione togliendo tre centesimi al personale di Chorzow (22.89), chiudendo quarta in 22.86, a soli sei centesimi dal minimo olimpico e terza prestazione italiana di sempre. Un duecento interpretato da par suo, con un rettilineo in cui costruisce tutto il meglio, dove gli ultimi venti metri sono un piacere per gli occhi. Gloria Hooper (Carabinieri) è settima in 23.25, personale stagionale.

Dietro la stella Asher-Smith, seconda l'ivoriana Ta Lou (22.58), terza la svizzera Mujinga Kambundji (22.60). 
 

L'olandesina Femke Bol bissa con tanto di primato nazionale il successo sui 400 metri ostacoli donne ottenuto al Golden Gala dell'edizione 2020, in un sontuoso 53.44, primato europeo Under 23 (precedente 53.58 di Margarita Khromova-Ponomaryova nel 1984, sovietica di etnia ucraina), migliore prestazione europea stagionale e tredicesimo crono all-time del vecchio continente, in una gara con successo mai in discussione. Sotto i 55 secondi scendono anche l'ucraina Anna Ryzhykova (54.19, primato personale) e la britannica Jessica Turner (54.79). La bella notizia in chiave azzurra è il personal best di Linda Olivieri (Fiamme Oro) sesta con primato personale abbattuto fino a 55.63, a soli 23 centesimi dal minimo olimpico e settima prestazione italiana all-time, con eccellente rettilineo per la miglior gara della carriera. Dietro la Olivieri, settima, Ayomide Folorunso (Fiamme Oro) con 56.92. 
 

Il vicecampione del mondo dei 400 metri Anthony Zambrano sfodera una prestazione da incorniciare con un 44.77 che regala il primo successo di un quattrocentista centro-americano al Golden Gala dopo dieci anni. Netto il vantaggio già ai 250 metri, un piccolo abisso all'ingresso in rettilineo, dove emerge il grande carattere del primatista italiano Davide Re (Fiamme Gialle), che ricuce il gap con il britannico campione europeo Matthew Hudson-Smith (45.93 al traguardo) e lo sorpassa, chiudendo secondo in 45.80. Edoardo Scotti (Carabinieri), vincitore in settembre al Golden Gala 2020, chiude sesto in 46.38, Vladimir Aceti (Fiamme Gialle) settimo in 46.55.
 

La portoricana Jasmine Camacho-Quinn ha abbattuto in 12.38 (vento -0,8) il record del Golden Gala sui 100 metri ostacoli femminili, il più vecchio in assoluto del meeting, togliendo un centesimo al 12.39 della sovietica Vera Komisova, ottenuto nell'edizione inaugurale del 1980. Già ai vertici stagionali con 12.32, ha dominato la gara sulla bahamense Devynne Charlton (12.80) e sulla bielorussa campionessa europea Elvira Herman (12.85). Quinta Luminosa Bogliolo (Fiamme Oro) appena sotto i 13 secondi in 12.99, gara sfortunata per Elisa Di Lazzaro (Carabinieri), caduta subito dopo metà rettilineo dopo aver urtato un ostacolo.
 

Ostacoli di lusso anche al maschile. Subito dopo il primato di Jasmine Camacho-Quinn arriva il record del meeting nei 110hs tra gli uomini, con il successo del giamaicano campione olimpico Omar McLeod, che in 13.01 (-0,1) eguaglia il grande Allen Johnson (edizione 1999) e centra la miglior prestazione mondiale dell'anno. Il caraibico precede il britannico di stanza a Formia Andrew Pozzi (13.25) e il francese Wilhem Belocian (13.31), entrambi al personale stagionale. Azzurri in fotocopia cronometrica, 13.63 per Lorenzo Perini (Aeronautica), sesto, 13.64 per Paolo Dal Molin (Fiamme Oro), settimo.
 

La formula di ridisegnare la classifica con l'ultimo salto a chilometro zero premia la serba Ivana Spanovic, che all'ultima rincorsa salta 6,56 e toglie un meritato successo alla vincitrice dell'ultimo mondiale e del Golden Gala 2019, la tedesca Malaika Mihambo (chiude con un modesto 6,33), e soffia il secondo posto all'ucraina Maryna Bekh-Romanchuk (nullo finale). Misure alla mano, Mihambo miglior salto con 6,82 (0.3), Bekh-Romanchuk 6,79 (0.3) e Spanovic 6,74 (0.9). Larissa Iapichino (Fiamme Gialle) è sesta e offre la miglior misura con il salto iniziale di 6,45 (-0.3), Laura Strati (Atl. Vicentina) è settima con 6,29 (0.0), entrambe davanti alla pantera di Colombia Ibarguen. 
 

(foto Grana/Fidal)

 

 

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