'Esistiamo', la protesta dei commercianti fiorentini

La protesta che passa dalle vetrine e dai bandoni abbassati in tutta la città

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venerdì 27 novembre 2020 15:39

Da Ponte Vecchio a piazza delle Cure, da via Romana a piazza Dalmazia, la parola è la stessa: 'Esistiamo'. A dirla, anzi, a farla dire alle loro vetrine e ai loro bandoni (spesso abbassati perché molte categorie non posso aprire in base al Dpcm), sono i commercianti fiorentini.

 

"Noi esistiamo. Non siamo fantasmi. Chiediamo risarcimenti, equi e proporzionati alle perdite. Perché senza di noi la nostra città diventerà buia e insicura". Così Commercianti Uniti Firenze, gruppo che riunisce alcuni centri commerciali naturali, spiega la protesta che andrà avanti fino a lunedì 30 novembre. Una mobilitazione che cade proprio nella settimana del Black Friday.

 

Sono molti i negozi fiorentini dove è stato affisso il cartello 'Esistiamo': hanno aderito infatti i Centri Commerciali Naturali in tutta la città. Nella giornata di ieri si è tenuto anche un flash mob davanti alla Camera di commercio di Firenze in piazza Mentana. 

 

"In centro ci sono commercianti chiusi da marzo perché non ci sono turisti. Ci sono anche gli artigiani dimenticati dalle istituzioni e negozi rionali e di quartiere che si domandano perché certe categorie sono state costrette alla chiusura e altre no", afferma Monica Coppoli, presidente del centro commerciale naturale di Borgo La Croce e portavoce del gruppo Commercianti Uniti Firenze. "Il Covid purtroppo ha mietuto tante vittime, ma in questo momento siamo vittime anche noi di questo sistema così caotico. Come vittime chiediamo di poter parlare con le istituzioni per risolvere al più presto questa situazione. Tutti gli esercizi commerciali hanno perso un anno di lavoro tra chiusure e aperture a singhiozzo. Abbiamo rimanenze di magazzino, fornitori da pagare, dipendenti, affitti e poi le tasse. Noi vogliamo pagare tutto, fino all'ultimo centesimo, ma devono metterci in condizione di farlo. I risarcimenti devono essere equi e proporzionati alle nostre attività e alle nostre perdite".

 

 

 

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