Approvato il bilancio di previsione, investimenti e servizi. 'Aumenta la Tari'

50 milioni in più per la viabilità

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lunedì 23 dicembre 2019 19:58

Il Consiglio comunale di Firenze ha dato il via libera al Bilancio di previsione 2020. 23 i voti a favore (PD e Lista Nardella). Dieci i voti contrari di Lega Salvini Premier, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Sinistra Progetto Comune, Fratelli d'Italia. L’assessore al bilancio Federico Gianassi ha illustrato in aula il bilancio di previsione del Comune di Firenze. “Possiamo essere soddisfatti: ancora una volta il Comune di Firenze è fra le prime amministrazioni d’Italia ad approvare il documento di programmazione per il prossimo triennio”, ha detto Gianassi in aula.

 

“Questo bilancio è composto da un robustissimo piano di investimenti, 750 milioni di euro, il doppio di quanto speso nel 2019, cresce la lotta all’evasione raggiungendo risultati mai raggiunti precedentemente e continuiamo ad offrire spese in servizi alla persona molto alte, molto qualificate e vicine alle esigenze di tutti i fiorentini”, continua l'assesore. “Questo documento tiene dentro la versione definitiva del Dup, il piano di lavoro dell’amministrazione per i prossimi 5 anni, votato in consiglio a novembre rispetto al quale oggi lo abbiamo arricchito con i suggerimenti del Consiglio Comunale, delle Commissioni e dei Quartieri. La proposta portata all’attenzione delle commissioni e dei Quartieri viene arricchita e potenziata inoltre con l’emendamento che presentiamo oggi”.

 

“Per gli investimenti la proposta originaria era infatti di 707 milioni di euro – ha aggiunto Gianassi - e si arricchisce per il 2020 con l’emendamento depositato oggi e che contiene un ulteriore potenziamento degli investimenti per la realizzazione di opere straordinarie in città, grazie alla decisione di inserire anche i fondi previsti nell’accordo con Rfi in relazione alla realizzazione delle opere dell’alta velocità a Firenze”.

 

L’emendamento si riferisce all’accordo firmato con RFI nel 2011 che prevede un finanziamento da parte di Rfi al Comune di Firenze di oltre 50 milioni per la realizzazione di opere infrastrutturali attinenti alla mobilità, al momento della partenza della fresa. Negli anni passati, con il blocco dei cantieri del sottoattraversamento dell’alta velocità, il Comune non ha più riportato nel piano degli investimenti tali finanziamenti lasciandone soltanto alcuni. Ma dopo l’analisi costi benefici resa nota a novembre (che prevede oltre 400 milioni di euro di benefici nella soluzione base, ovvero quella priva di ulteriori opere come ad esempio il people mover,  e 400 milioni da spendere per ripristinare il già fatto) e  le conseguenti dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture e dell’Ad di Rfi, è stato ritenuto opportuno inserire i finanziamenti di Rfi in bilancio, scrive il Comune in una nota.

 

Ciò comporta anche una differente articolazione delle opere finanziate dal Comune: ovvero alcune opere finanziate con fondi comunali nella versione adottata del piano potranno essere finanziate con fondi Rfi ed i fondi comunali destinati ad altro. Tra le opere inserire con fondi Rfi c’è ad esempio l’allargamento di via delle Bagnese, il sottopasso pedonale tra via Vittorio Emanuele e via del Romitino, il parcheggio di superficie in via Bolognese, l’ampliamento della rete delle busvie, la realizzazione della strada Pistoiese Rosselli, la riqualificazione di piazza del Cestello, l’adeguamento della viabilità Via Baccio da Montelupo - Ponte a Greve e il nuovo ponte sul Mugnone, ponte Leone X.

 

“Per quanto riguarda le imposte – ha detto Gianassi - evidenziamo che l’Irpef è invariata ed è la più bassa d’Italia, rimane a zero per i redditi sotto i 25mila euro e a 0,2% per chi supera questa soglia, restano invariate Imu e Cosap e le agevolazioni per Imu, Cosap e Tari, e c’è una diminuzione del debito dell’amministrazione, comunque al di sotto dei parametri di legge. La lotta all’evasione sfonda il muro dei 25 milioni di euro, mentre l’imposta di soggiorno, a carico dei turisti, si dovrebbe attestare intorno ai 48,5 milioni. Per quanto riguarda la lotta all’evasione il dato di 25 milioni complessivi deriva principalmente dal recupero dell’evasione stimato in 13 milioni sull’Imu, 7 milioni sulla Tari e un milione 300 mila da imposta di soggiorno. Restano tutte le agevolazioni esistenti: restano le agevolazioni Imu sugli esercizi storici, le librerie, le imprese giovanili, i cinema, i teatri, le scuole, gli immobili abusivamente occupati e gli immobili in canone concordato e in comodato. Sulla Cosap abbiamo confermato le agevolazioni per i chioschi-edicole e Cosap e Tari per attività che sono nei pressi di cantieri che durano oltre i sei mesi. Tra le novità, il bonus bebè, 500mila euro all’anno per tre anni e la conferma del contributo affitti 4,6 milioni di euro in tre anni, confermato e potenziato”.

 

Infine Gianassi ha evidenziato le variazioni più significative della spesa per servizi: “Il prossimo anno ci sarà un aumento del 26% per gli interventi di sostegno per il diritto alla casa, un 10% in più per il trasporto pubblico locale, un incremento su rifiuti e decoro urbano. I 691 milioni di euro che riguardano la spesa ordinaria complessiva del Comune, 57 milioni vanno impiegati in sicurezza e polizia locale, 95 milioni in istruzione, 52 milioni in cultura e sport, 103 milioni sul trasporto pubblico locale, 112 milioni per la gestione dei rifiuti del territorio, abbiamo per le politiche sociali e per la casa circa 95 milioni di euro. Sugli investimenti avevamo presentato, al netto dell’emendamento, una proposta da 707 milioni, che tiene conto del trasporto pubblico locale (548 milioni per lo sviluppo tramviario) ma anche strade (30 milioni), scuole e asili (21 milioni), impianti sportivi (15 milioni), opere straordinarie di realizzazione di strutture come Erp e edilizia sociale (26 milioni di euro). Possiamo essere soddisfatti, e ringrazio tutti per questo grande impegno per far crescere ancora di più la nostra Firenze”.

 

“Siamo soddisfatti perché questo è un bilancio costruito con un importante contributo dei Quartieri", dicono i 5 Presidenti di Quartiere: Maurizio Sguanci, Michele Pierguidi, Serena Perini, Mirko Dormentoni e Cristiano Balli. "Sottolineiamo in particolare l'importanza delle politiche giovanili e del complesso di interventi da realizzare a favore delle fasce adolescenziali: educatori e operatori di strada, centri giovani da potenziare o da aprire ex novo. Altrettanto importanti e positivi i diversi interventi infrastrutturali, oltre alla fondamentale estensione del sistema tramviario e dei parcheggi scambiatori, inseriti anche su indicazione dei Quartieri sia in ambito di viabilità e trasporti che ambientale e del verde pubblico che di strutture per i servizi educativi, sociali e culturali. Investimenti che servono a migliorare la vivibilità dei nostri quartieri e a rafforzare la capacità di inclusione e coesione sociale delle nostre comunità”.

 

"Quattro milioni e mezzo in più di Tari per il 2020 sono troppi. Un aumento non fondato e non motivato che Fratelli d'Italia ha cercato, purtroppo senza successo, di contenere con un emendamento che il PD ha bocciato", dice il capogruppo di Fratelli d'Italia Alessandro Draghi. "Con l'emendamento chiedevamo di non arrivare all'aumento del 6% come stabilito dalla giunta, contenendo l'incremento dai 101.900.000 totali previsti a 100.400.000. Una misura di buonsenso e più che fattibile che sarebbe andata incontro alle esigenze delle famiglie fiorentine. Prendiamo atto che il PD e la giunta Nardella decidono di non fare questo sforzo, confermandosi così il partito delle tasse".

 

"Si dice che l'aumento del 6% della TARI non sarebbe di un grande importo e che sarebbe finalizzato alla maggiore pulizia delle strade da parte di ALIA. Avremmo preferito ragionare della voce "recupero crediti" e capire come esattamente l'Amministrazione intende verificare il triplicarsi dei servizi che giustificherebbero tale la cifra in più richiesta alla cittadinanza. Gestioni dirette e diminuzione del carico generalizzato su tutta la cittadinanza, per valorizzare il principio della progressività fiscale. Questa la nostra posizione, da cui è derivato il voto contrario. Puntualmente seguiremo il futuro del servizio, sperando di non essere poi costretti a dire "noi l'avevamo detto"...", commentano invece Antonella Bundu e Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune

"Avevamo presentato anche due ordini del giorno. Il primo riportava lo scomodo tema dell'inceneritore di Case Passerini. Un errore averlo ipotizzato in passato che non deve ricadere all'interno della TARI, laddove ci fossero delle sanzioni per la sua non realizzazione. Il secondo chiedeva puntualmente di elaborare modalità chiare e puntuali per effettuare dei controlli in merito a quel servizio che giustificherebbe l'aumento del 6%. Entrambi bocciati, nonostante fossero di buon senso".

 

 

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