Firenze, alla Certosa la quinta edizione di FilArmonia con dedica all’Iran

A settembre nove appuntamenti a cura dell’Orchestra Filarmonica di Firenze – La Filharmonie che quest’anno festeggia 10 anni

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mercoledì 05 agosto 2026 09:51

Nove appuntamenti per FilArmonia, dall’11 al 26 settembre alla Certosa di Firenze, a cura dell’Orchestra Filarmonica di Firenze – La Filharmonie, che quest’anno festeggia 10 anni di attività sotto la guida del Maestro Nima Keshavarzi.

 

“In un tempo che torna a parlare il linguaggio della forza, mettersi insieme ad ascoltare resta un piccolo, ostinato atto di pace”. Con queste parole Paolo Cognetti, ideatore di FilArmonia, racchiude il senso della quinta edizione della rassegna musicale, che quest’anno porta una dedica particolare: “Per l’Iran”. 

 

Otto i concerti, che vedranno alternarsi giovani talenti e musicisti affermati sul piano internazionale, nello stile che da sempre contraddistingue La Filharmonie, nata come hub under 35 dall’approccio internazionale. In programma anche una conferenza tra mito e psicanalisi da Freud e Jung a Sabina Spielrein, fino a Wagner, con Dario Squilloni e Alberto Batisti (15/09).

 

La quinta edizione di FilArmonia è un invito a ritrovare la misura del presente e riconoscere quanto siano vane ogni guerra e ogni violenza. “La pace non si decide soltanto nei palazzi e nei trattati: si prepara, o si rovina, molto prima. La musica lavora esattamente lì, sulla facoltà che il conflitto per primo distrugge: la capacità di ascoltare, di tenere insieme voci diverse senza ridurle a una sola, di dare tempo a ciò che non si lascia afferrare in fretta. Non è un rifugio dalla realtà, ma un esercizio per starci dentro in un altro modo. E il luogo che ci ospita, la Certosa di Firenze, dove per secoli i monaci hanno fatto del silenzio la loro forma di relazione con sé, con gli altri e con il mondo, ce lo ricorda a ogni passo”, aggiunge Paolo Cognetti.

 

“Come musicista e come iraniano – sottolinea Nima Keshavarzi - non posso separare la mia vita artistica da ciò che sta accadendo alla mia terra. Negli ultimi anni l'Iran è stato attraversato da proteste, repressioni, guerre, lutti e da una sofferenza che continua a colpire milioni di persone. Di fronte a questa tragedia, la cultura non può sostituirsi alla politica. Ma può impedire che il silenzio diventi indifferenza. La musica attraversa le lingue, supera i confini, conserva la memoria quando le parole sembrano non bastare più. Per questo FilArmonia dedica questa la sua quinta edizione a un popolo che, nonostante il dolore, continua a difendere la propria identità, la propria cultura e la speranza di un futuro diverso. Con la speranza che un giorno la musica possa tornare a essere celebrata in un Iran finalmente libero”.

 

Apre la rassegna la nuova Direttrice Artistica e Artista residente della Filharmonie per il 2026, la pianista Costanza Principe, protagonista del concerto “Respiro” (11/09), titolo che evoca il soffio vitale, attraverso Janáček, Liszt, Messiaen e Schumann. A conferma dell’attenzione che La Filharmonie dedica alle nuove generazioni, a sedersi al piano sarà poi la giovanissima Lisi Namchevadze, 18 anni: “Sguardo” (13/09) porta una visione fresca su Chopin, Mozart e Schumann. Al confine tra notte e giorno, tra sogno e veglia, si colloca “Soglia” (16/09), concerto di estrema difficoltà che sarà eseguito dalla pianista italotedesca Marlene Fuochi, tra Schumann, Debussy e Ravel. Si intitola “Madre” (18/09) il concerto spettacolo di Letizia Fuochi, nota interprete e cantautrice fiorentina che interpreterà i testi di Erri De Luca sulle musiche di La Buona Novella di Fabrizio De André, accompagnata da Francesco Cusumano. C’è un messaggio universale nelle Cantigas e nei canti tradizionali ebraici e turchi riportati in vita da Dimitri Betti in “Esodo” (20/09), insieme alla Cappella Semifonti, ensemble medievale con strumenti originali. Con “Algoritmo” (22/09) arriva l’elettronica: Ferdinando Romano, contrabbassista e compositore nonché uno dei nomi più affermati del nuovo jazz italiano, mette in scena il dialogo tra uomo e macchina. Il 23 settembre il Duo Dragonfly, Danusha Waskiewicz alla viola e Naomi Berrill al violoncello, porta a FilArmonia il nuovo album “Nymph”, in uscita proprio la settimana precedente: viola, violoncello e voci in una trama polifonica sospesa tra epoche e culture, da Dowland e Purcell a Bach, da Bartók a Britten, fino alle melodie popolari irlandesi.

 

Chiude il cartellone sabato 26 settembre “Metamorfosi”, con gli archi dell’Orchestra Filarmonica di Firenze diretti da Nima Keshavarzi, in un concerto che affianca i Metamorphosen di Strauss alle Lachrymae di Britten e la Tallis Fantasia di Vaughan Williams: echi, memoria, riflessione sulla trasformazione, sul dolore e sulla morte, e proprio per questo sulla possibilità di rinascere.

 

 

 
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