‘Processo ai poteri’, studenti diventano giudici nel tribunale di Palazzo Vecchio

Progetto della Fondazione Giovanni Paolo II nelle scuole superiori con l’USR, Indire e del Comune di Firenze

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venerdì 10 aprile 2026 12:53

Il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio diventa un tribunale per il “Processo ai poteri”, intitolato “La persona al centro”. Sui banchi della difesa e dell’accusa salgono gli studenti delle scuole superiori della Toscana, coinvolti nel corso dell’anno scolastico dalla Fondazione Giovanni Paolo II, da oltre 18 anni impegnata in progetti di cooperazione internazionale. Il progetto è sostenuto dall’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per la Toscana, da Indire e dal Comune di Firenze.

 

Tra le varie iniziative della Fondazione nel mondo della scuola, l’idea è nata come proposta di formazione al dialogo e alla pace partita proprio da una studentessa: “Dobbiamo alzarci ogni mattina pensando di poter lasciare qualcosa nel cuore degli altri, perché l’altro può essere ovunque… Non c'è un modo giusto di aiutare: l'importante è non rimanere a guardare”. Il programma stesso è stato scritto con l’aiuto dei giovani studenti toscani che lavorano con la Fondazione.

 

Hanno aderito gli studenti del Liceo Scientifico Statale “Antonio Gramsci” e del Liceo “Niccolò Machiavelli” di Firenze, del Liceo “Giovanni da San Giovanni” a San Giovanni Valdarno (Arezzo), dell’Istituto Tecnico “Carlo Cattaneo” di San Miniato (Pisa), del Liceo Classico Vescovile di Pontremoli (Massa), dell’Istituto Tecnico Statale “F. Marchi” di Monsummano Terme (Pistoia), e del Liceo “Antonio Rosmini” di Grosseto. Aiutati dai loro insegnanti, le ragazze e i ragazzi sono stati invitati a riflettere sul passato come condizione imprescindibile per la costruzione di un mondo migliore attraverso l’analisi delle forme di potere, a progettare il loro “mondo nuovo” con gli strumenti idonei a riconoscere i propri diritti e a proporre soluzioni. Sono stati anche invogliati a dare efficacia al loro pensiero critico e alla formazione di “cassetto degli attrezzi” con cui costruire un’etica condivisa contro le disuguaglianze.

 

Le classi coinvolte metteranno “sotto processo” un potere assumendo il ruolo di accusa o difesa. La mattina di lunedì 13 aprile, a partire dalle ore 9.30, andrà in scena un vero dibattimento processuale nel “tribunale” allestito a Palazzo Vecchio, ognuno portando avanti la propria tesi e requisitoria.

 

Il dibattito sarà preceduto dagli interventi e saluti di padre Bernardo Gianni, Abate dell’Abbazia di San Miniato al Monte a Firenze; Cosimo Guccione, presidente del consiglio comunale di Firenze; Luciano Tagliaferri, Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana; Elena Mosa e Silvia Panzavolta, formatrici di INDIRE; e Damiano Bettoni, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II.

 

“Siamo molto contenti – dichiara il presidente del Consiglio comunale, Cosimo Guccione – di aver contribuito a organizzare questo evento che vede protagonisti le ragazze e i ragazzi a confrontarsi su un oggetto come il potere, le sue dinamiche, le sue influenze nella vita di ogni comunità, sia essa microscopica come la famiglia o grande come un paese, o il mondo stesso, come i giorni complessi che viviamo dimostrano. L’essere umano vive in relazione imprescindibile con le altre persone, e non solo. Riflettere sulla natura e origine del potere, sviscerare le dinamiche con cui viene agito e subìto in un contesto strutturato come nel bel progetto ideato dalla Fondazione Giovanni Paolo II, sarà un’esperienza esaltante per gli studenti così come per noi che potremo assistere al dibattimento intorno ai poteri culturale, politico, economico, religioso, i quattro poteri attorno a cui la nostra vita prende quotidianamente forma”.

 

Difendere e promuovere la dignità di ogni persona – sottolinea il presidente della Fondazione Giovanni Paolo II, Damiano Bettoni – è un dovere concreto che passa attraverso il lavoro sulle idee, sulle culture, sui valori. È fondamentale che giovani possano conoscere, discutere, mettere in discussione e fare propri i valori e i principi di un futuro di pace e di giustizia. Il futuro non arriva da solo: si costruisce se qualcuno si impegna e ci crede davvero”. 
 

Immagine di repertorio

 

 
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