Firenze, consegnate le Chiavi della città a David Sassoli

Cronaca
19/10/2019

Cerimonia al termine del consiglio comunale straordinario

“Per il costante impegno da dedicato alle istituzioni comunitarie e per il conseguimento di significativi risultati a favore di un’Europa unita, pacifica, inclusiva e aperta al dialogo con i popoli vicini”. È questa la motivazione letta dal sindaco Dario Nardella al momento della consegna delle Chiavi della città a David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, che si è svolta nel Salone Cinquecento al termine del consiglio comunale straordinario su “L’eredità di Giorgio La Pira nell’Europa di oggi”.

 

La seduta, cui erano presenti anche rappresentanti di numerosi comuni toscani, si è aperta con i saluti istituzionali del presidente del consiglio comunale Luca Milani, a seguire un breve video sulla figura di La Pira e l’intervento del sindaco Nardella. Hanno poi preso la parola i capigruppo, il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni in rappresentanza dei colleghi delle altre circoscrizioni, il presidente dell’Istituto Universitario Europeo Renaud Dehousse e infine l’intervento di Sassoli.

 

Il consiglio comunale straordinario si è chiuso con la cerimonia di consegna delle Chiavi della città, riproduzione fedele delle chiavi delle antiche porte di Firenze, da parte del sindaco Nardella al presidente del Parlamento Europeo.

 

"La Pira era prima di tutto un visionario. Riusciva a sintetizzare nella sua azione i bisogni e le necessità della Città che amministrava: dagli interventi infrastrutturali come la realizzazione del quartiere dell’Isolotto, il completamento del Mercato di Novoli, la ricostruzione dei ponti distrutti dalla guerra alla promozione di grandi temi internazionali  ponendosi come mediatore in Italia e nel mondo per risoluzione dei conflitti", ha detto il sindaco Dario Nardella. "Aveva infatti compreso l’interdipendenza degli Stati e dei popoli e si fece promotore di un’importante azione diplomatica e di dialogo su piani economico, culturale, spirituale, quale strada difficile ma necessaria per la risoluzione delle tensioni e dei conflitti".

 

"L’Europa può e deve farsi portatrice con rinnovata forza dei suoi valori fondanti: prima di tutto la pace. Si tratta dell’unico grande processo di pace, di federazione tra stati della recente storia dell’umanità. Un processo a cui guardano da altri continenti con ammirazione, per esempio il Sud America. L’ammirazione di una Europa che è riuscita a tenere insieme popoli e nazioni ed è riuscita ad assicurare un lunghissimo, mai eguagliato prima, periodo di pace. Un’Europa dei popoli e nazioni capace di proporsi come modello e guida alla risoluzione delle tensioni geopolitiche internazionali che proprio oggi si stanno verificando, praticando il dialogo e la paziente negoziazione. Perché la negoziazione non è una pratica disdicevole, al contrario è l’inveramento di un confronto politico tra posizioni diverse che devono trovare un punto di sintesi. Anche tramite azioni che non siano mere prese di posizione simboliche, ma iniziative concrete ed efficaci al fianco dei principali attori mondiali per cooperazione e risoluzione dei conflitti", ha continuato Nardella.

 

"Ne vediamo tutti la necessità di fronte alla crisi curda e al mutato ruolo degli Stati Uniti nella politica internazionale. Un ruolo che ci preoccupa e lo dobbiamo dire con grande sincerità e grande rispetto per il popolo americano. Se gli Stati Uniti decidono di non esercitare più direttamente il ruolo di salvaguardia e difesa dei diritti fondamentali nel mondo, di protagonista dello scacchiere internazionale, di tornare alla vecchia pratica di autarchia tutta rivolta all’interno dei confini, allora oggi più che mai deve crescere in questo senso il peso dell'Europa".

 

"Credo che l’Europa oggi nel vivere questa nuova epoca possa davvero trovare nelle città, nei loro sindaci, nelle loro comunità dei grandi alleati per ridare quel senso di appartenenza a quel progetto straordinario che oggi più che mai non può cedere il passo, un progetto che deve crescere. Se gli stati comprenderanno la forza dell’alleanza delle città che su tanti temi come l’ambiente, i conflitti militari, l’integrazione possono dare un contributo credo che l’Europa sarà migliore di ieri e capace di inaugurare un nuovo grande lungo periodo di pace e di prosperità. Siamo davvero orgogliosi di averla qui Presidente in questo ponte ideale che la lega a La Pira, credo sia un onere oltre che un onore. Speriamo che Lei possa portare nel Parlamento e nelle istituzioni europee il messaggio, il valore, lo stile, la sobrietà e la concretezza, il coraggio di Giorgio La Pira", ha concluso Nardella.

 

(immagini di Dario Nardella)

 

 

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