Rinascita di Notre Dame, Parigi chiama l’architetto fiorentino Carlo Blasi

Sesto F.no
11/06/2019

Un team fiorentino si occuperà della stabilità delle strutture antiche della cattedrale

Patrimonio dell'Unesco dal 1991, uno dei monumenti più visitati al mondo con 12 milioni di turisti ogni anno, celebrato da scrittori e pittori, una storia lunga 800 anni, distrutta in qualche ora. Abbiamo ancora tutti ben presenti le immagini della cattedrale di Notre Dame de Paris avvolta dalle fiamme, lo scorso 15 aprile. 

 

Un contributo alla rinascita di uno dei simboli della cultura e della storia europee arriva dalla provincia di Firenze. Nel team che si occuperà del recupero del famoso edificio religioso, infatti, c’è anche l'architetto fiorentino Carlo Blasi, 71 anni, con il suo Studio Comes di Sesto Fiorentino, chiamato da Parigi per occuparsi dei controlli di stabilità della cattedrale gotica. 

 

“Ho pensato che sarebbe stato molto difficile che il Ministero della Cultura francese si rivolgesse a me, non francese, per Notre Dame. Un monumento troppo importante, anche se io ho già lavorato più volte per tale Ministero, ad esempio per il consolidamento del Pantheon di Parigi – afferma il professor Blasi - I tecnici italiani sono comunque noti per la loro esperienza nella ricostruzione e nella stabilità di strutture monumentali, a causa dei numerosi terremoti che abbiamo e dei tanti monumenti”.

 

“In questo momento il nostro Studio Comes sta lavorando sulla stabilità della Cattedrale di Clermont Ferrant, collaborando con l'architetto Rémi Fromont, Architecte en chef des Monuments de France, ugualmente chiamato per la ricostruzione di Notre Dame”. Ed è così che è arrivata la chiamata parigina.

 

Il professor Carlo Blasi, insieme ai suoi due soci dello Studio Comes, l’ingegnere Susanna Carfagni e l’architetto Francesca Blasi, e gli ingegneri Iuri Lupone e Carolina Radaelli si occuperanno, in particolare “Della stabilità delle strutture antiche, che dovranno sopportare, in questa fase, il peso dei ponteggi e l'azione del vento – fa sapere l’architetto fiorentino - E successivamente riprendere la loro funzione di supporto in sicurezza del monumento, nonostante i danni subiti dal fuoco”. 

 

Tutto il team fiorentino ha accolto con entusiasmo questa nuova avventura a Parigi: “Avere la possibilità di lavorare assieme al Prof. Blasi e allo Studio Comes su di un monumento così importante non è solo una grande opportunità professionale ma rappresenta un’importante occasione di crescita per il proprio know how – sostiene l’ingegnere Lupone - Studiare e valutare come intervenire su strutture complesse, ma al tempo stesso fragili, come quella di Notre Dame sono sempre una grande sfida per un ingegnere”. "E’ una grande emozione collaborare con lo Studio Comes a questo prestigioso incarico e lavorare con entusiasmo in un team internazionale, contribuendo alla rinascita della Cattedrale", afferma l'ingegnere Radaelli.

 

Sono già iniziate le ispezioni a Notre Dame. È dai primi di maggio che la squadra fiorentina lavora sia in studio sia con regolari sopralluoghi settimanali nella cattedrale parigina per i necessari controlli e per gli incontri con i colleghi.

 

Contribuire a un'impresa così importante, lavorare sotto gli occhi di milioni di francesi, ma anche sotto l'attenzione del mondo intero: si sentirà il peso di una grande responsabilità? “Di fronte ai difficili problemi della stabilità e della sicurezza di un monumento così importante si dimentica l'aspetto mediatico per concentrarsi sui vari problemi tecnici e sulla collaborazione stretta con gli altri tecnici francesi. È una sfida – conclude Blasi – Come dico sempre ai miei studenti: i calcoli delle strutture si fanno per poter tutti dormire tranquilli la notte…”.
 

 

Elena Manetti
 

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