Firenze, cittadinanza onoraria a Liliana Segre: il consiglio comunale approva all'unanimità

Cronaca
25/03/2019

Il commento della vicesindaca Giachi

Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato all'unanimità la delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre

 

E' quanto fa sapere il comune di Firenze in una nota, dove si legge che la delibera è stata approvata nella seduta di oggi, lunedì 25 marzo, con 25 voti favorevoli su 25 consiglieri presenti.

 

“Non c'è un lunedì più giusto di questo per approvare, con orgoglio, questa delibera. Siamo reduci dalla manifestazione antifascista di sabato a Prato che ha ricordato, a tutti noi, che al di là della sparuta pattuglia di manifestanti pro fascismo, c'è strisciante nel Paese una tendenza a ritrovare ragioni di discriminazione, di separazione tra cittadini e cittadine, di emarginazione di minoranze. Non c'è giorno più giusto di questo per dare, invece, un segnale istituzionale forte come quello che daremo approvando la delibera che concede la cittadinanza onoraria a Liliana Segre”, ha detto la vicesindaca e assessora all'educazione Cristina Giachi illustrando, in consiglio comunale, la delibera per concedere la cittadinanza onoraria alla senatrice.


“Liliana Segre – ha aggiunto la vicesindaca – scoprì cosa fisse il razzismo quando le fu impedito, a otto anni, di andare a scuola. Troppe volte dimentichiamo che questi provvedimenti, al di là di un peso  politico incisivo e devastante, hanno distrutto le esistenze delle persone. La vita di Liliana Segre non fu più la stessa da quel momento. Liliana andò ad Auschwitz a 14 anni a lavorare come schiava per gli stabilimenti della Siemens ed è l'unica sopravvissuta della sua famiglia. Voglio anche testimoniare due aspetti della sua vita e della sua testimonianza anzitutto il silenzio: per oltre 40 anni non ha parlato di quella  esperienza perché percepiva intorno a sé la necessità di rimuovere quel momento, una sordità diffusa. Un silenzio a volte comprensibile ma molto pericoloso. Ed è quello che anche oggi è molto pericoloso: più che la sparuta minoranza in camicia nera che a Prato inneggiava al fascismo - ma erano una sparuta minoranza anche quelli che costituivano i fasci cento anni fa - ci deve preoccupare il silenzio di coloro che rimuovono questo orrore e questa bruttura dalla società contemporanea. Rimuovendone la comprensione gli lasciano spazio. L'altro aspetto è racchiuso in un frase di Liliana Segre: “Ho fatto esperienza della vittoria.' L'ha fatta quando è nata la sua nipotina: la vita aveva dunque vinto contro il nazismo, il razzismo e l'orrore che aveva sterminato la sua famiglia”.

 

 

 

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