Careggi, triplo trapianto di reni con cross-over: accoppiamento incrociato donatore-ricevente

Cronaca
22/03/2019

Prima volta in Italia

A Careggi sono stati eseguiti tre trapianti di rene da donatori viventi, incompatibili immunologicamente con il proprio partner di riferimento, utilizzando la tecnica cross-over cioè dell’accoppiamento incrociato.

 

E' la prima volta che si verifica un caso simile in Italia, in uno stesso centro, ed è accaduto presso l'Azienda ospedaliero - universitaria Careggi di Firenze.

 

I pazienti avevano tutti un parente stretto disposto a donare il rene, ma nessuno di loro aveva la compatibilità con il parente, ed è qui che interviene la tecnica del cross over: la donazione del rene è avvenuta ad un altro componente delle tre coppie.

 

“Gli interventi – spiega il professor Sergio Serni direttore della Chirurgia urologica robotica, mini invasiva e dei trapianti renali del Dipartimento oncologico e di chirurgia a indirizzo robotico diretto dal professor Marco Carini – sono stati possibili trapiantando i tre reni prelevati dai donatori ai rispettivi riceventi compatibili che erano appartenenti ad una delle altre due coppie. I donatori sono stati tre uomini che hanno donato il rene, assegnato in base alla compatibilità al di fuori della coppia di appartenenza, in due casi alle mogli e in un caso al figlio. Tutti i reni trapiantati nei giorni scorsi hanno ripreso a funzionare immediatamente e nessun paziente ha avuto complicanze post-operatorie”.

 

“Questa esperienza – dichiara la dottoressa Maria Luisa Migliaccio del Centro Regionale Allocazione Organi e Tessuti – è stata complessa dal punto di vista organizzativo per il coinvolgimento di 6 persone fra donatori e riceventi, ma dimostra non solo come sia altruistico e nobile l’atto della donazione ma come la fiducia negli altri possa ripagare, tanto da donare il proprio rene ad una persona sconosciuta, anche per questo l’impegno nella gestione del percorso di donazione è stato particolarmente intenso”.
 

“Importante – aggiunge Serni – è stato il lavoro di preparazione e supporto alle coppie svolto dalla dottoressa Aida Larti della nefrologia di Careggi che ha richiesto un periodo di circa 3 mesi prima che il programma si potesse realizzare. Tutti i prelievi di rene da donatore vivente sono stati effettuati con chirurgia mininvasiva robotica e anche i trapianti in 2 casi sono stati eseguiti con chirurgia robotica. Per poter eseguire i prelievi e i relativi trapianti in successione, in certi momenti, sono stati impiegati contemporaneamente tutti e tre i robot chirurgici installati nelle sale del complesso chirurgico del padiglione San Luca di Careggi”.
 

I componenti delle equipe chirurgiche che si sono succeduti nelle varie fasi di prelievo, preparazione dell’organo e trapianto sono stati: oltre al professor Sergio Serni, i dottori Graziano Vignolini, Vincenzo Li Marzi, Saverio Giancane, Simone Caroassai, Arcangelo Sebastianelli, Riccardo Campi, Francesco Sessa, con gli anestesisti coordinati dalla dottoressa Laura Paparella e con l'apporto per la consulenza vascolare del dottor Alessandro Alessi Innocenti.

 

 

 

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