Firenze, sopralluogo del sindaco e del capo della Protezione civile al Parco del Mensola

Cronaca
15/03/2019

La zona del Mensola diventerà il secondo polmone verde della città dopo il Parco delle Cascine

Il sindaco Dario Nardella ha compiuto un sopralluogo al cantiere del nuovo parco del Mensola, accompagnato dal Capo del Dipartimento di protezione civile Angelo Borrelli.

 

“La presenza di Borrelli – ha dichiarato il sindaco - è un messaggio chiaro: Firenze deve essere un modello sul fronte della prevenzione del rischio delle alluvioni e della tutela del rischio idrogeologico. Con la Protezione civile, con il Consorzio di bonifica, con l'assessorato all'ambiente e con la Regione Toscana stiamo realizzando il più ambizioso piano mai fatto negli ultimi 50 anni per prevenire esondazioni non soltanto all'altezza del fiume Arno, ma su tutto il reticolo del fiume. Abbiamo fatto di più in cinque anni che dall’alluvione del 1966, e questo grazie a uno straordinario lavoro di squadra”.

 

“La zona del Mensola ha aggiunto l’assessore all’ambiente Alessia Bettini – diventerà il secondo polmone verde della città dopo il Parco delle Cascine, i lavori sono quasi ultimati e vi metteremo a dimore 1300 nuovi alberi, portando così a 13mila le piantagioni realizzate nel mandato. Inoltre verrà realizzato un parcheggio che renderà più agevole la sosta per gli abitanti della zona”.

 

Erano presenti al sopralluogo anche l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, il presidente del Consorzio di bonifica 3 medio Valdarno Marco Bottino, il Segretario generale dell'Autorità di Bacino distrettuale dell'Appennino Settentrionale Massimo Lucchesi, e il segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell' Appennino Centrale Erasmo D’Angelis.

 

L’intero progetto del Ponte a Mensola, come riporta una nota del comune di Firenze, è stato illustrato come ‘best practise’ europea: si tratta infatti di un’iniziativa integrata tra obiettivi ambientali a favore dei cittadini per quanto riguarda il parco e gli obiettivi di sicurezza idrogeologici ovvero le vasche di laminazione. Si tratta inoltre di un progetto partecipato dalla popolazione e realizzato nei tempi previsti. Gli investimenti per la messa in sicurezza dell’Arno ammontano a quasi 200 milioni di euro tra casse di espansione, adeguamento delle diga e interventi di mitigazione del rischio idraulico.

 

“L’aspetto fondamentale di quest’opera, che la Regione realizza tramite il suo commissario di governo Enrico Rossi – ha detto l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni - , è quello che la vede realizzata, insieme alle altre opere del Piano stralcio dell’area metropolitana, con una filiera istituzionale molto ridotta. Stamani possiamo constatare che il percorso che la Regione ha programmato per la messa in sicurezza del territorio toscano e soprattutto di Firenze, sta procedendo bene e in modo spedito”. 

 

 

 

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