Firenze, il Presidio Santa Rosa sarà Casa della Salute: i lavori dei prossimi cinque anni

Cronaca
25/01/2019

Il progetto complessivo interessa l’intero edificio per un investimento di quasi 10 milioni di euro

Il Pesidio Santa Rosa sarà Casa della Salute. L'annuncio è stato fatto dal direttore sanitario Emanuele Gori, insieme al coordinatore sanitario Lorenzo Baggiani, al direttore della SDS Marco Nerattini e al direttore dei servizi sociali Rosella Boldrini, come riporta una nota diffusa dal comune di Firenze.

 

“Una nuova pianificazione sta interessando l’area socio sanitaria fiorentina, per sviluppare una rete di servizi, aperta e integrata al territorio, che sia in grado rispondere con maggiore efficacia ai bisogni di salute della popolazione, ed abbia valenza locale, per garantire al cittadino, nel proprio ambiente di vista, la continuità assistenziale a vari livelli”. E’ con questa premessa che l’Azienda, in sede di audizione con la Commissione consiliare Servizi sociali e sanità del Comune di Firenze, ha riconfermato impegni ed investimenti principalmente per il Presidio Santa Rosa.

 

Il Presidio del Quartiere 4 di Firenze sarà oggetto di lavori di riqualificazione. I primi interventi, ha spiegato l’ingegnere Luca Meucci, dell’area tecnica aziendale, illustrando il progetto ai consiglieri, saranno attuati già nell’anno in corso e riguarderanno il rifacimento delle coperture ed il piano terra, per un importo di 460mila euro: il progetto complessivo interessa l’intero edificio (7.800 mq distribuiti su quattro livelli) sul quale l’Azienda investirà quasi 10 milioni di euro. I lavori saranno organizzati mediante l’attuazione di un programma che consentirà la continuità nell’erogazione dei servizi con progressivi e temporanei spostamenti e termineranno fra cinque anni.

 

Il presidio d'Oltrarno, attualmente, garantisce tutta l’attività specialistica di base (cardiologia, neurologia, ortopedia, otorinolaringoiatria, oculistica, chirurgia generale, urologia, dermatologia, malattie infettive, fisiatria, geriatria anche domiciliare,e medicina legale) con 160 visite ogni giorno; il punto prelievi (120 persone ogni giorno), l’ambulatorio dietetico, il servizio infermieristico ambulatoriale e domiciliare (15.500 accessi annui) oltre ai servizi dipendenze (1200 persone prese in carico), salute mentale adulti e infanzia e adolescenza (3960 persone prese in carico), medicina dello sport (2376 visite annue) e riabilitazione ambulatoriale 800 persone seguite ogni anno). Sono inoltre presenti tutti i servizi amministrativi, il Cup (45.000 prenotazioni ogni anno) e il punto prelievo (120 prelievi ogni giorno). Vi lavorano 195 operatori.

 

I lavori al piano terra prevedono, il nuovo ingresso con la sala accoglienza e portineria, nuove sale d’attesa, (per 100 posti complessivi a sedere) tredici locali per il poliambulatorio, oltre alla ristrutturazione del punto prelievi. Si passerà, poi, subito al secondo piano dove la novità sostanziale è la realizzazione dell’area della salute mentale con il Centro Diurno oltre ad una più funzionale ricollocazione delle attività attualmente presenti. La struttura accoglierà anche i Medici di Famiglia e servizi ambulatoriali di attività tipicamente ospedaliere oltre agli ambulatori del dipartimento di prevenzione.

 

La riorganizzazione del Santa Rosa è legata ad un filo stretto a quella degli altri presidi territoriali, spiega il Comune: al San Giovanni di Dio in Borgognissanti dove nella parte storica prenderanno posto strutture residenziali a bassa complessità assistenziale, gli studi dei Medici di Famiglia e dei Pediatri, mentre il corpo centrale dell’edificio sarà occupato per intero dall’assessorato regionale al diritto alla salute. Anche per questo progetto, che sarà realizzato in tre anni, ci sono già le coperture finanziarie: 14 milioni di euro in parte erogati dalla Regione e in parte a carico della ASL; ciò consentirà di restituire alla cittadinanza un altro grande edificio storico di grande rilevanza culturale.

 

Al Presidio Canova, punto di riferimento per i cittadini del Quartiere 4, dove sarà realizzato un vero e proprio Polo Consultoriale con gli ambulatori di ostetricia e ginecologia, pediatrico e vaccinale e il Polo Riabilitativo con una palestra aggiuntiva dedicata. A Montedomini verrà creato Centro Salute mentale Adulti del Quartiere 1-3, oltre a servizi di residenzialità e semi residenzialità della Salute Mentale Adulti e centro disturbi alimentari, Società della Salute di Firenze, Punto Unico accesso zonale, Commissione Valutazione Non autosufficienza e Disabilità, Servizio infermieristico ed ambulatoriale, Studi MMG e PdF. Al completamento della ristrutturazione troverà collocazione anche il Consultorio di riferimento del centro storico di Firenze.

 

Durante l’audizione il direttore sanitario Gori ha precisato che il processo di riorganizzazione dei presidi territoriali della Zona/Distretto di Firenze dovranno assicurare ai cittadini l’erogazione dei servizi sanitari e socio sanitari in modo integrato e coordinato anche con i presidi ospedalieri tra cui principalmente il Santa Maria Nuova e lo Stabilimento Piero Palagi. 

 

“La riorganizzazione del presidio Santa Rosa è una buona notizia per la città e per tanti cittadini del quartiere 4, 3 ed 1 – hanno detto l’assessore alla Salute Sara Funaro e il presidente della Commissione Politiche sociali e della salute Nicola Armentano – per i quali è un punto di riferimento importante. Avere in città luoghi di questo genere che offrono assistenza sociosanitaria e prestazioni mediche di grande professionalità vicino a casa, è molto importante. È un valore aggiunto, soprattutto per i nostri anziani, che in questo modo hanno la possibilità di recarvisi da soli, con minor difficoltà, perché il presidio non è troppo distante dalle loro abitazione. Grazie alla Regione e all'assessore Stefania Saccardi, all’Azienda sanitaria e alla Sds di Firenze per il fruttuoso lavoro di collaborazione svolto e per continuare a investire con convinzione nei presidi sanitari che sono un segno di grande attenzione verso i cittadini e i loro bisogni, cercando di unire sempre di più servizi sanitari che si intrecciano con le problematiche sociali”.

 

 

 

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