Il Mugnone poco inquinato dai metalli pesanti: lo dice un'indagine degli studenti

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22/01/2019

Studio sul Mugnone nell'alternanza scuola-lavoro

Il Mugnone nasce puro, e lungo il percorso verso la città non raccoglie troppi inquinanti, che rimangono sotto i valori di riferimento. Lo rileva un’indagine fatta da alcuni studenti dei licei scientifici Castelnuovo e Gramsci, diretti da docenti dell’Università, nell’ambito dei progetti di alternanza scuola-lavoro e lauree scientifiche, presentata al Palagio di Parte Guelfa alla presenza dell’assessore all’ambiente Alessia Bettini.

 

“Una buona notizia – sottolinea l’assessore Bettini – che tuttavia non ci deve far abbassare la guardia dato che lo studio documenta l'esistenza di un impatto urbano misurabile sulla qualità delle acque del torrente. Il Comune è da sempre impegnato nella mitigazione e nella bonifica delle acque superficiali. Ricordo che nel 2014 abbiamo completato il collettore in riva sinistra dell’Arno e che a breve partiranno i lavori per l’ultima tranche del collegamento del collettore in riva destra, all’altezza delle Cascine e del Fosso Macinante, in modo da ridurre sensibilmente gli allagamenti nella zona di Belfiore”.

 

Nel corso dell’incontro, promosso dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Firenze e dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, sono stati illustrati alcuni parametri ambientali (in particolare, contenuti di alcuni “metalli pesanti”) misurati nelle acque del torrente Mugnone a monte della città di Firenze e all’interno del nucleo urbano (Ponte Rosso).

 

Gli studenti, come spiega il professor Pierfranco Lattanzi, hanno ricevuto un inquadramento teorico sul contesto del progetto e sulle tecniche analitiche da applicare e sono stati materialmente coinvolti nelle attività pratiche, conducendo in prima persona i campionamenti in loco, e fornendo supporto alle attività di laboratorio.

I campionamenti sono stati eseguiti in località Mimmole (Caldine, comune di Fiesole), in un contesto moderatamente antropizzato e quindi presumibilmente “quasi naturale”, e poco a valle del Ponte Rosso nella città di Firenze, quindi in pieno contesto urbano.

 

I caratteri chimici fondamentali delle acque sono molto simili in entrambe le stazioni, e del tutto normali per acque superficiali; nella stazione del Ponte Rosso si nota un aumento, tra gli ioni maggiori, di ammonio, nitrato e fosfato, presumibilmente dovuto ad attività antropiche, e di tutti i metalli, anche in questo caso attribuibile a impatto urbano. Ma se il carico di metalli risulta, al Ponte Rosso, di un ordine di grandezza superiore a quello stimato alle Caldine, le concentrazioni dei metalli rimangono comunque ben al di sotto dei limiti di riferimento.

 

(foto del Comune)

 

 

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