Due chiacchiere con la Nutrizionista: la masticazione lenta

Benessere
24/11/2018

La Nutrizionista Carnovale ci spiega quanto sia importante 'come' si mangia

La nostra vita è sempre più frenetica, e gli alimenti sono spesso talmente processati da non richiedere quasi una vera masticazione. Per questo, masticare lentamente è diventato sempre meno frequente nella vita di tutti i giorni.

 

Eppure, come dimostrano diversi studi, chi mangia più lentamente tende ad introdurre meno calorie ad ogni pasto, e di conseguenza presenta un peso corporeo inferiore rispetto a chi divora il cibo più velocemente. Tutto questo grazie ad un migliore controllo dell'appetito e, soprattutto, ad un maggiore senso di sazietà.

 

Quando mangiamo velocemente, infatti, non ci rendiamo conto se quello che abbiamo mangiato basta per saziarci o meno, e questo ci spinge a ingerire sempre più cibo. Al contrario, la masticazione lenta riesce a farci sentire la ‘fame naturale’, senza bisogno di abbuffarci.

 

La prima digestione avviene a livello della bocca e quindi una masticazione lenta favorisce l’azione degli enzimi digestivi i quali possono ‘aggredire’ il cibo ingerito, portando ad una digestione più agevole (limitando cosi potenziali problemi di gonfiore di pancia, acidità e pienezza postprandiale), oltre ad un miglior assorbimento a livello intestinale di vitamine, minerali, oligoelementi e sostanze antiossidanti.

 

Quando ci sediamo a tavola, dal primo boccone ingerito occorrono circa 20 minuti perché il nostro cervello recepisca i segnali provenienti dallo stomaco e dall'intestino ed inneschi la sensazione di sazietà, inducendoci a terminare il pasto. Per questo, è opportuno prenderci il giusto tempo per mangiare.

 

Il cervello deve avere il tempo di ricevere e di elaborare il segnale di sazietà proveniente a livello gastrico.

 

La masticazione lenta porta anche a benefici di percezione qualitativa sul cibo che mangiamo. Quando mastichiamo lentamente, poniamo più attenzione a quello che mangiamo e dunque riusciamo ad apprezzare le componenti sensoriali del cibo: l’aspetto, l’odore, la consistenza, il gusto.

 

Spesso, infatti, la ‘voglia di mangiare’ è data non solo dalla fame, quanto ad una percezione di mancanza. Mangiare lentamente, assaporando il cibo, appaga i centri del piacere presenti nel cervello, e inibisce l’impulso di continuare a mangiare anche in assenza di fame.

 

Consigli utili

E’ consigliato iniziare ogni pasto con della verdura ricca di fibre, in modo da indurre in minor tempo il senso di sazietà; può diminuire, così, la quantità calorica dei piatti successivi.

Inoltre, nonostante spesso i ritmi di vita e di lavoro non lo consentano, bisognerebbe cercare di masticare bene e lentamente consumando il pasto in tranquillità, imparando anche a gustare la pietanza. Masticare bene e lentamente permette una migliore digestione del cibo favorendo l'azione degli enzimi gastrici ed intestinali.

In generale, possiamo evitare di mangiare in piedi, davanti alla televisione o al computer, concentrandoci sul singolo boccone, contando il numero di masticazioni e appoggiando la forchetta sul piatto fra un boccone e l’altro.

 

Nutrizionista Maria Francesca Carnovale

 

(La Nutrizionista Carnovale riceve a Firenze, zona Coverciano. Per contattarla: mfcarnovale@libero.it o www.nutrizionistacarnovale.com)

 

 

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