'La cultura è oggi l’unica vera chiave del futuro', le parole di Nardella alla Conferenza delle capitali europee della cultura

Cronaca
06/11/2018

Il riferimento a Giorgio La Pira

“La cultura è oggi l’unica vera chiave del futuro, strumento di sapere, progettualità, creatività e integrazione”.

 

Questo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, aprendo i lavori della prima Conferenza delle capitali europee della cultura, in corso fino a oggi - Martedì 6 Novembre-  a Palazzo Vecchio.

 

Unity in diversity è un summit che mira a celebrare e riunire insieme per la prima volta le città europee che sono state dichiarate capitali della cultura dal 1985, anno di lancio dell'iniziativa, e quelle già designate per i prossimi anni. Erano presenti il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli e il commissario europeo alla cultura Tibor Navracsics.

 

“Questa Conferenza – ha sottolineato Nardella - si tiene nel primo anno del Patrimonio Culturale Europeo e aspira a mettere in rilievo l’istituto delle capitali della cultura, che a mio avviso è molto più importante di quanto non sia comunemente riconosciuto, per il processo di integrazione europea. Ringrazio per questo il commissario Navracsics che più di un anno fa ha sposato e accettato di essere nostro partner in questa iniziativa che riunisce città che, per il loro status di capitali della cultura europea, hanno l’onore ma anche la responsabilità di contribuire sia a preservare il nostro patrimonio sia a progettare il futuro dell’Unione legando le diverse anime, istanze e tradizioni con quel collante unico che è la cultura. Vorrei rivolgere un ringraziamento particolare al ministro Bonisoli che ci fa l’onore oggi di essere qui per testimoniare il sostegno del nostro Governo a questa iniziativa che, sono certo, darà lustro all’Italia e ne sancirà, una volta di più, la leadership su temi che per anni sono rimasti lontano dai riflettori dell’agenda europea e internazionale”.

 

 

Il sindaco ha ricordato che questo forum si tiene proprio alla vigilia della quarta edizione di Unity in diversity, la riunione dei sindaci del mondo nel nome della cultura e della pace, e nell’anniversario della morte di Giorgio La Pira, il sindaco ‘santo’ che per primo ebbe l’ardita idea di riunire le città mondiali in uno storico consesso a Palazzo Vecchio, negli anni Cinquanta. “L’idea di questa Conferenza – ha proseguito il sindaco – nacque in occasione del primo G7 della cultura che si svolse in città nel marzo di due anni fa. Oggi riteniamo che la cultura sia l’unica vera chiave del futuro: in un mondo fatto di fake news, smarrimento della memoria, decrescita, insicurezza, la cultura è strumento del sapere, della progettualità, della creatività e dell’integrazione. Le città sono le custodi di questi valori e li fanno crescere col lavoro quotidiano. Questo è il loro compito: non essere solo per un anno ma rimanere per sempre capitali della cultura, per mandare un messaggio di coesione, di solidarietà, di crescita e di pace”.


 

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