Firenze, restaurato l’antico idrometro in marmo agli Uffizi

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03/11/2017

Grazie al lavoro del Consorzio di Bonifica

E' stato presentato questa mattina, venerdì 3 novembre 2017, il restauro dell'antico idrometro a vista sull'Arno agli Uffizi, a Firenze.

 

“Il lavoro di manutenzione e riqualificazione dei corsi d’acqua fiorentini del Consorzio incontra anche la storia, la cultura e l’artigianato della città. La lastra numerata murata su un angolo del muro di sponda a due passi dalla porta di accesso alla Società Canottieri Firenze dopo diversi anni e diverse ondate di piena si era ormai danneggiata sia nel marmo che nella muratura a cui era ancorata. E così, nell’ambito dei lavori svolti in accordo e collaborazione con il Genio Civile della Regione Toscana, il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno ha affidato sotto la direzione dell’ingegner Massimo Iannelli le lavorazioni necessarie per il recupero di uno strumento comunque ancora utile per le rilevazioni immediate o in caso di mancanza di energia elettrica, considerato che i dati sul livello del fiume provengono oggi dalle diverse stazioni telematiche del Centro Funzionale Regionale", riporta una nota del Comune.


La presentazione dell’idrometro ritrovato si è tenuta simbolicamente proprio il giorno prima del cinquantunesimo anniversario dell’alluvione alla presenza di Marco Bottino, presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, dell'assessore all'ambiente Alessia Bettini, del presidente della commissione ambiente Fabrizio Ricci, del presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e di Leandro Radicchi dirigente del Genio Civile Valdarno Superiore.


"Da una sommaria ricerca emerge che quel punto di rilevazione del livello dell’Arno così centrale si perda nella storia della città ma che solo a partire dal fascicolo del 1992, anno in cui fu installato l'idrometro in telemisura, l'ex Servizio Idrografico e Mareografico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, da cui deriva l'attuale Settore Idrologico Regionale, abbia iniziato a pubblicarne i dati di altezza idrometrica sugli Annali Idrologici".


«Uno strumento molto utile, soprattutto in caso di calamità – ha sottolineato l'assessore Bettini – ora non sta piovendo ed il fiume è in secca ma sappiamo che gli scenari potrebbero cambiare improvvisamente. É necessario, quindi, investire in prevenzione: questo è un intervento piccolo ma importante in caso, in modo particolare, di eventi estremi. Con il Consorzio di bonifica stiamo facendo un importante lavoro di riqualificazione non solo delle sponde dell'Arno ma anche del Terzolle e del Mugnone. Un piano di attività per sei milioni di euro anche per il prossimo anno proprio per fare una buona manutenzione e non solo: i nostri fiumi non devono essere percepiti come un problema ma come luoghi di bellezza».


«Se la tecnologia si guasta entra in funzione lo strumento manuale – ha commentato il presidente Ricci Ricci – stamani abbiamo inaugurato, dopo i lavori di restauro, l'idrometro di marmo per garantire maggiore sicurezza ai fiorentini»
«Prima del 1992, ma dobbiamo risalire al 1966 – ricorda Paolo del Santo del Settore Pluviometria della Regione Toscana - l'idrometro di riferimento del Servizio Idrografico e Mareografico per la città di Firenze era costituito dall'idrometro di Firenze Lungarno Acciaiuoli, attivo dal 1946 e distrutto dalla piena del '66, assieme alla spalletta e alla sede stradale. Tra il 1967 e 1991, sugli Annali Idrologici, per quanto attiene alla città di Firenze, vennero pubblicati solo i dati della stazione di Nave di Rosano, stazione idrometrica storica, attivata nel 1920 ed ancora in funzione, per la quale era ed è disponibile anche la relativa curva di deflusso e quindi i dati di portata».


"In un’annata oltremodo siccitosa è comunque necessario ricordare infine e tenere in mente le altezze di 3 metri e di 5.5 metri come riferimenti rispettivamente per il primo ed il secondo livello di guardia al raggiungimento dei quali, da oggi ben visibili anche sull’antico idrometro restaurato, far scattare le necessarie precauzioni ed azioni da parte di enti, istituzioni e cittadinanza”, conclude la nota.

 

 

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