Gabriele Del Grande, il giornalista toscano fermato in Turchia. La vicinanza di Nardella

Cronaca
19/04/2017

L'Italia si mobilita sul caso Del Grande

E' toscano, di Lucca. 35 anni da compiere, dal 9 aprile scorso Gabriele Del Grande è trattenuto dalla polizia turca. Era al confine con la Siria, il blogger e regista toscano, e stava raccogliendo testimonianze su quei territori. Da anni si occupa di flussi migratori, dei morti in guerra e nei naufragi di migranti.

 

Il caso è diventato presto politico, con mobilitazioni in tutta Italia. Ha preso posizione anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella: "Ho firmato la petizione per il ritorno a casa di Gabriele Del Grande, detenuto in Turchia. Perché #iostocongabriele”, scrive il primo cittadino fiorentino su Twitter. L'hashtag è tra i trend in Italia, la petizione in questione chiede “ il massimo impegno della Farnesina per una conclusione positiva della vicenda e per ribadire il  rispetto del diritto di cronaca come uno dei capisaldi della democrazia”, visto che Gabriele Del Grande “stava raccogliendo testimonianze al confine con la Siria per un libro sulla guerra dal punto di vista della popolazione".

 

Per otto giorni non sono state concesse chiamate a Gabriele, mentre ieri, martedì 18 aprile 2017, la chiamata alla compagna, che vive ad Atene: "Mi hanno fermato al confine, e dopo avermi tenuto nel centro di identificazione e di espulsione di Hatay, sono stato trasferito a Mugla, sempre in un centro di identificazione ed espulsione, in isolamento. I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo. Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio telefono e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato. La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito ripetuti interrogatori al riguardo. Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta. Non mi è stato detto che le autorità italiane volevano mettersi in contatto con me. Da stasera entrerò in sciopero della fame e invito tutti a mobilitarsi per chiedere che vengano rispettati i miei diritti”, ha detto Del Grande.

 

"La Farnesina e l’Ambasciata d’Italia ad Ankara stanno seguendo il caso del giornalista Gabriele Del Grande con la massima attenzione, sin dal suo inizio, in costante contatto con i familiari. Il ministro Alfano ha disposto l’invio a Mugla – dove Del Grande è detenuto - del console d’Italia a Smirne per rendere visita al connazionale e l’ambasciatore d’Italia ad Ankara ha trasmesso alle autorità turche la richiesta di visita consolare, come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963. La Farnesina chiede con insistenza, fin dal primo giorno di questa vicenda, che Gabriele Del Grande possa ricevere regolare assistenza legale e consolare", fanno sapere gli Esteri italiani. "Ma ciò ovviamente non basta, in quanto la Farnesina chiede che Del Grande sia rimesso in libertà, nel pieno rispetto della legge".

 

Le ultime notizie, però, non aprono spiragli: "Il vice console italiano ad Ankara e il legale turco di Gabriele Del Grande sono andati nel carcere dov'è detenuto il giornalista italiano, ma le autorità turche gli hanno impedito di vederlo", spiega il presidente della Commissione per i Diritti umani Luigi Manconi, che ha avuto un colloquio telefonico con l'avvocato di Gabriele Del Grande.

 


 

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