Traffico internazionale di droga, 10 arresti in Toscana con l'operazione 'Akuarius'

Cronaca
20/03/2017

Maxi operazione tra Firenze, la Toscana e la Calabria, legata alla 'ndrangheta

Esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare, e 2 misure interdittive emesse dal Gip del Tribunale di Firenze su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Questi i risultati dell'indagine denominata operazione “AKUARIUS 2”, portata avanti tra la Toscana e la Calabria.

 

L'operazione trae origine dall'arresto dei responsabili dell'omicidio di Giuseppe Raucci, ucciso il 9 dicembre 2015 a Tirrenia ed il cui corpo è stato ritrovato la mattina successiva in un parcheggio davanti all'uscita della FiPiLi in zona Ginestra Fiorentina.

 

Come riporta una nota della Guardia di Finanza, lo sviluppo dell’attività investigativa aveva accertato la presenza di una stabile organizzazione, con sede a Livorno, denominata Gruppo “PESCI”, avente il ruolo Hub del malaffare nell’ambito del Porto di Livorno. L’organizzazione si occupava di tutta la parte logistica ed organizzativa delle importazioni di sostanza stupefacente imbarcata su navi provenienti dal sud America, provvedendo, con la necessaria partecipazione di personale portuale, tra cui alcune guardie giurate, di far uscire fuori dagli spazi doganali la droga, senza particolari intoppi.

 

Gli inquirenti sospettavano che a capo dell'organizzazione ci fosse un uomo già sottoposto agli arresti domiciliari dopo l'omicidio di Raucci, in quanto unico in grado di interloquire, da pari, con i rappresentanti delle cosche calabresi in Toscana. Le indagini hanno poi permesso di accertare che lo stesso personaggio era al soldo delle cosche di Reggio Calabria, pagato mensilmente 20.000 euro, allo scopo di mettere a disposizione la propria organizzazione, pronta ad entrare in azione appena un nuovo carico di cocaina fosse entrato in darsena a Livorno, con il compito di recuperare il carico di droga dal container sbarcato a Livorno e farlo poi uscire dal Porto labronico. Al pagamento mensile si aggiungeva una percentuale del 5% della sostanza stupefacente recuperata. Nell’ultima importazione illegale la droga destinata all’organizzazione labronica sarebbe stata di circa 7 Kg, per un controvalore di mercato pari a 245.000 euro. 

 

Nel corso del tempo sono stati monitorati i numerosi incontri del soggetto in questione con l'organizzazione 'I Pesci', ed anche con alcuni rappresentanti della 'ndrangheta in Toscana, presso un cimitero di Livorno. A fine 2016, avviene un incontro all'interno del cimitero in cui i vari personaggi organizzano l'importazione di un grosso quantitativo di cocaina dal Sudamerica: il tutto ripreso dalle forze dell'ordine. Il 10 settembre è tutto pronto per lo scarico della droga, ma Finanzieri e Carabinieri intervengono sequestrando i 134 kg di cocaina (suddivisi in 120 panetti), che una volta messi sul mercato avrebbero fruttato all'organizzazione circa 5 milioni di euro.

 

Le successive indagini hanno poi consentito agli investigatori di individuare tutti gli appartenenti al Gruppo “Pesci”, nonché di attribuire il ruolo svolto da ciascuno nell’organizzazione. Per questo sono poi scattate le ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli indagati.

 


 

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