Firenze da lontano, la storia di Niccolò Mani

Home Page
21/04/2016

Da Firenze ad Amsterdam passando per Budapest

Questa è la sesta storia di Firenze da lontano 

 

Niccolò Mani, 25enne fiorentino, è cresciuto tra Castagno d'Andrea, via Bolognese e piazza della Vittoria. Dopo aver frequentato il Liceo Classico Dante, ha deciso di sposare la sua più grande passione: la musica, in particolare il pianoforte Jazz verso il quale ha una devozione assoluta. 

 

Con la stella polare delle note e degli spartiti a tracciare la strada, Niccolò ha iniziato un pellegrinaggio che lo ha portato a studiare Jazz tra Rovigo, Budapest e Amsterdam. 

 

"L'anno scorso, tramite il progetto Erasmus, mi è stata offerta l'opportunita di studiare a Budapest, dove sono potuto entrare in contatto con una scena musicale tanto interessante e prolifica quanto solitamente sconosciuta e dove, per la prima volta, ho avuto la spiacevole sensazione che Firenze e la Toscana potessero non essere il centro del mondo. Mi sono sentito straniero, solo, inetto e stupido, ma anche temerario, responsabile e vivo. 
Dirò brevemente che durante una simile esperienza ho potuto prendere più propriamente coscienza dei contorni della mia persona, osservando l'individuo affiorare in maniera più nitida, lontano ormai dalla matrice a cui fino ad allora era stato tanto legato da potersi a volte confondere con essa.
Accadeva che molti degli usi e delle consuetudini apprese in famiglia come naturali e universali apparissero ora singolari ed esotiche, con un certo imbarazzo della mia coscienza che si vedeva portata a indagare le ragioni di assolute ovvietà quali gesticolare e grattare il formaggio e che, divisa fra orgoglio e vergogna, sentiva la responsabilità di scegliere quali di esse mantenere ed eleggere a tratto identificativo della propria personalità. "

 

E sull'esperienza ad Amsterdam: 

 

"Ho seguito il consiglio di un amico musicista fiorentino trasferito in Olanda e ho tentato l'ammissione da interno al conservatorio di Amsterdam, dove attualmente sono iscritto e frequento il primo anno del Bachelor (triennale), avendo di fatto accettato di ripartire da zero dato che in Italia ero prossimo alla laurea biennale. 


Il conservatorio di Amsterdam poi è uno dei templi europei dell'insegnamento della musica Jazz ed è sicuramente una meta ambita e non sempre raggiungibile per chi intende dedicarsi a questo tipo di studi. Studiare qua ha sicuramente un altro sapore: si è circondati da persone fortemente determinate a perseguire i propri progetti e anche solo osservarle sforzarsi e riuscire nella loro vita artistica è per me un toccasana contro il disincanto che, in verità, mi ha gravemente pervaso in questi ultimi anni.

 

Questo, legittimo o no, mi pare ora essere un valido motivo per lasciare la nostra bella culla fiorita, dove l'anima, assorta nella contemplazione di uno splendore tanto alto e lontano, raramente riesce a trovare spunti ed energie per crescere una propria vena creativa, producendosi il più delle volte in sospiri e commenti o, al massimo dell'autodeterminazione, in qualche vuoto sbadiglio. Almeno questo è quanto era rimasto impresso a me.

 

Nel frattempo ovviamente la vita non è che sia così facile: sono stato un mese intero a cercare casa e un lavoro part-time e sono finito sottopagato a lavare i piatti per dodici-tredici ore al giorno, dormendo in una camera subaffittata nel quartiere islamico e dividendo il letto con mio cugino che doveva restare un paio di settimane, ma siccome anche lui non trovava lavoro è rimasto due mesi e mezzo. 

 


Poi sono passato a lavorare in una pizzeria che, appena aperta, pareva un paradiso in terra e da cui sono appena stato licenziato perché, dopo quattro mesi, si sono accorti che avevano bisogno di un vero professionista a tempo pieno, mentre ho avuto la fortuna di subentrare a un mio collega nell'affitto di un seminterrato in cui, ora che mio cugino è salpato per altri lidi, spesso non ho diviso il letto con altri che la mia angoscia.

 

Però nonostante questo e, come ho accennato, anche in virtù di questo la mia personale fiamma vitale comincia ad ardere.  Come tutti i fuochi probabilmente brucerà, inquinerà e alla fine si estinguerà non lasciando che cenere, ma avrà vissuto nelle potenzialità della propria natura, e questo mi pare essere un bene."

 

 

 

 

C & C Media s.r.l.
via Ponte a Greve, 54
50018 Scandicci - Firenze - Italy
p.iva 06282890489

powered by Genetrix s.c.r.l. - web agency, applicativi web, siti internet, grafica

Icons made by Icons8, Freepik from www.flaticon.com is licensed by CC BY 3.0

055firenze.it
Quotidiano online
registrato presso il tribunale di Firenze
nr. 5937 del 18/10/2013.